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Quotidiano di Sicilia

In vendita il rigassificatore di Porto Empedocle
di Calogero Conigliaro

Mercato in crisi: l’amministratore delegato di Enel, Francesco Starace, annuncia la possibile asta per il progetto. L’infrastruttura si potrà realizzare se il Governo la riconoscerà quale “strategica”: ipotesi anticipata al QdS

Tags: Rigassificatore, Porto Empedocle, Enel



PORTO EMPEDOCLE – L’amministratore delegato di Enel, Francesco Starace, ha annunciato durante una conferenza a Londra il piano di dismissioni della società, con novità importanti che riguardano l’impianto di rigassificazione di Porto Empedocle. L’ipotesi annunciata dall’Enel è quella che il rigassificatore in Sicilia lo si può fare soltanto, se vi è il riconoscimento strategico da parte del Governo che lo definirebbe infrastruttura  strategica, con un business che in quel caso sarebbe regolato dall’Autorità per l’energia, con una tariffa regolata, e per tale ragione prestabilita, per una certa quota della capacità quantomeno del 50%.

Una notizia in parte già annunciata dal responsabile della produzione globale, Enrico Viale, durante la sua visita alla centrale elettrica empedoclina a fine febbraio, durante l’inaugurazione del nuovo turbogas che va a sostituire la produzione da olio combustibile del sito. Questa volta però c’è ancora da aggiungere una novità ancora più clamorosa che arriva da Londra tramite lo stesso Starace che ha spiegato alla stampa come Enel voglia dismettere investimenti per tre miliardi di euro.
 
“Per un miliardo ancora non sappiamo mentre per gli altri due, le cessioni riguarderanno attività in Europa di rinnovabili e non e anche attività in America Latina con linee di trasmissione”. Ha quindi poi puntualizzato che in questo piano c’entra anche l’investimento siciliano sul gas. “È un progetto finanziabile solo se il ministero dello Sviluppo lo definisce strategico. In quel caso ci sarebbe un framework regolatorio e noi non siamo gli investitori giusti, perché si entrerebbe nella parte regolamentata dell’attività e di conseguenza venderemmo il progetto”.

Bisognerà adesso comprendere se il ministero dello Sviluppo Economico accetterà di riconoscere come strategico il rigassificatore empedoclino e se l’autorità per l’energia metterà in bolletta una tariffa regolata e quindi vincolata. Resta però da comprendere un altro serio dubbio che verte su chi potrebbe essere l’acquirente giusto per entrare nel business del gas che giungerebbe in Italia bypassando i gasdotti che portano gas algerino e russo, in modo da rendere più indipendente la nostra dipendenza energetica.

Un mercato che comunque negli ultimi anni ha visto una certa diminuzione della domanda, ma che resta fondamentale per l’economia italiana, mentre le crisi internazionali della Libia e dell’Ucraina hanno accentuato la necessità di poter scegliere con le navi gasiera dove poter acquistare liberamente il prezioso gas. Alla vicenda della possibile cessione del progetto d rigassificatore da 600 milioni di euro, già perfettamente autorizzato, c’è inoltre da aggiungere la notizia secondo cui la data di realizzazione del progetto sarebbe stata prorogata di altri due anni, quindi sino al 2018.

Notizie dall’impatto importante e da non sottovalutare quelle che arrivano dall’amministratore delegato di Enel perché certamente andranno ad interferire con la campagna elettorale pronta a partire ad Agrigento che vedrà quasi sicuramente tra gli altri candidati, l’attuale primo cittadino empedoclino e deputato dell’Udc Calogero Firetto. Proprio l’uomo politico è più volte intervenuto sull’argomento nei giorni scorsi, definendosi scettico sulla possibilità che ancora sia fattibile l’opera, nonostante i benefici che avrebbe arrecato al territorio, rispondendo quindi agli attacchi di quanti proprio ad Agrigento hanno sempre ostacolato il progetto del rigassificatore definendolo non compatibile con le ambizioni turistiche della città dei templi. 

Articolo pubblicato il 20 marzo 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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