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Ricerca e innovazione, sbloccate somme destinate alla Sicilia
di Michele Giuliano

Il Decreto del ministero dello Sviluppo economico ha un valore di duecento milioni di euro. Contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per nuovi prodotti e servizi

Tags: Sviluppo Economico, Contributi, Finanziamenti



PALERMO - Sbloccati 200 milioni di euro a favore della attività di ricerca e sviluppo svolte dalle imprese ubicate nei territori delle Aree obiettivo Convergenza, dove rientra ovviamente anche la Sicilia insieme a Campania, Calabria e Puglia. Sono previsti contributi a fondo perduto fino al 40 per cento in abbinamento a finanziamenti agevolati fino al 50 per cento.
Potranno accedere alle agevolazioni le imprese di qualsiasi dimensione appartenenti al settore industriale, al settore dei trasporti, al settore agro-industriale e all’artigianato.

I progetti di ricerca possono avere un costo minimo di un milione di euro ed il finanziamento è concesso fino ad un costo massimo di 3 milioni di euro. Dei 200 milioni messi a disposizione, 100 sono stati assegnati ai progetti di ricerca e sviluppo riferiti a specifici settori tecnologici quali il settore dell’energia da fonti rinnovabili, dell’efficienza energetica, delle nanotecnologie e dell’Ict.

I restanti 100 milioni di euro sono stati assegnati ai progetti di innovazione che riguardano tutti i rimanenti settori tecnologici.
Il ministero dello Sviluppo economico ha in questi giorni emanato il decreto che stabilisce anzitutto l’ambito operativo e le risorse disponibili.

Gli interventi finanziati sono destinati ad agevolare programmi di sviluppo sperimentale, comprendenti eventualmente anche attività non   preponderanti di ricerca industriale,  riguardanti innovazioni di prodotto e/o di processo e riferiti a unità produttive ubicate nei territori dell'obiettivo Convergenza, per i quali almeno il 75 per cento dei costi riconosciuti ammissibili sia sostenuto nell'ambito delle medesime unità produttive.
Il tutto con lo scopo unico di promuovere il riposizionamento competitivo del sistema  produttivo e la valorizzazione delle specifiche competenze in Sicilia.

Secondo quanto dettato dall'articolo 1 del decreto del Ministro dello Sviluppo economico dello scorso 10 luglio 2008, per attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale s'intendono quelle rivolte ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un notevole miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti.
Comprende la creazione  di  componenti di sistemi complessi, necessaria per la ricerca industriale, in particolare per la validazione di tecnologie generiche; oppure in questo tipologia rientrano anche le imprese volte alla concretizzazione dei risultati della ricerca industriale mediante  le fasi di progettazione e realizzazione di progetti pilota e dimostrativi, nonché di prototipi, finalizzate a nuovi prodotti, processi o servizi ovvero ad apportare modifiche  sostanziali a prodotti e processi produttivi purchè tali interventi comportino sensibili miglioramenti delle tecnologie esistenti.

Rientra nello sviluppo sperimentale la realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e di progetti pilota destinati a esperimenti tecnologici e commerciali, quando il prototipo è necessariamente il  prodotto commerciale finale e il suo costo di fabbricazione è troppo  elevato.
 

 
Somme in questo momento utili al polo tecnologico di Catania
 
PALERMO - Le risorse disponibili per l’attuazione degli interventi di tale decreto sono pari a 200 milioni di euro, di cui 100 milioni di euro a valere sulle risorse dell’Asse 1 del Pon Ricerca e Competitività2007-2013, e destinate ai programmi dell’articolo 3, comma 1; gli altri 100  milioni di euro saranno prelevati invece sulle risorse dell’Asse 2 del medesimo Pon Ricerca e Competitività 2007-2013. Soldi che la Sicilia dovrà assolutamente sfruttare considerate il difficilissimo momento del polo tecnologico di Catania, il quale sta risentendo della crisi a livello internazionale. Potere attingere a queste risorse significherebbe sicuramente risollevare le sorti del comparto e soprattutto una buona fetta dell’economia siciliana se si considera che il polo tecnologico muove un indotto non indifferente.

Le imprese che vi orbitano sviluppano una significativa attività nel campo dell’internazionalizzazione, sia in termini di export/import di prodotti e di materie prime, che di accordi transnazionali, per il 30% delle imprese; hanno anche un elevato grado di integrazione produttiva e di servizio pari al 42% delle imprese, così come dichiarato dalle stesse; oltretutto si stanno portando avanti diversi progetti di ricerca e sviluppo tecnologico attivi, sia singolarmente che in partnership (60 % delle imprese che occupano 878 addetti).

Articolo pubblicato il 24 ottobre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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