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Aree ad elevato rischio, progetto per valutare molestie olfattive
di Giuseppe Solarino

Nuovo sistema per la rivelazione dei miasmi consentirà di mettere in rete i dati di Siracusa, Gela e Milazzo. Ruolo attivo dei cittadini attraverso la chiamata a un apposito numero verde

Tags: Gela, Siracusa, Milazzo, Inquinamento, Arpa, Gaetano Valastro, Dora Profeta



SIRACUSA - Presso la sala “Ferruzza-Romano” dell’Area Marina Protetta del Plemmirio è stato presentato un progetto per la valutazione delle molestie olfattive nelle aree ad elevato rischio di crisi ambientale. Si tratta di un nuovo sistema per la rivelazione dei miasmi, che consentirà di mettere in rete i dati di Siracusa, di Gela, e di Milazzo.

All’incontro hanno preso parte il prefetto di Siracusa, Armando Gradone, il procuratore della Repubblica, Francesco Paolo Giordano, il direttore dell’Arpa (Agenzia regionale protezione dell’ambiente) di Siracusa Gaetano Valastro, il direttore generale di Arpa Sicilia, Francesco Licata di Baucina, il dirigente responsabile dei controlli ambientali, Salvatore Caldara, il responsabile del progetto, Hariberth Scaffidi Abbate, e l’assessore comunale all’Ambiente di Siracusa, Pietro Coppa.

Il direttore dell’Arpa, Gaetano Valastro e la responsabile dei controlli, Dora Profeta, hanno descritto il nuovo sistema che si baserà sul rafforzamento del monitoraggio, calcolando le soglie di tollerabilità che servirà a prescrivere una normativa più rigorosa nei confronti delle aziende responsabili delle emissioni. La novità è rappresentata dal ruolo attivo dei cittadini che, chiamando un apposito numero verde, potranno segnalare la percezione dei miasmi ed il luogo dove essa ha luogo. In tal modo saranno i cittadini ad attivare il campionamento, senza il rischio che il fenomeno vada perduto.

Dora Profeta ha dichiarato che “verranno installate dodici centraline di controllo fisse dislocate su tutto il territorio a ridosso della zona industriale: e precisamente due a Priolo, due a Melilli, due ad Augusta e il resto verranno installate in città, rafforzando le zone oggi carenti di monitoraggio, come Città Giardino, Belvedere e Villaggio Miano. Le stazioni comunicheranno con una centrale, sistemata nel quartier generale della Protezione civile che, ricevute le chiamate, in automatico e sulla base del numero delle segnalazioni e dell’intensità rilevata, farà scattare il campionamento. A quel punto, con il campione rilevato, si potranno seguire due strade: una è quella dell’analisi olfattometrica, che permetterà di dare una misura quantitativa dell’odore e di tradurre in unità odorimetriche quello che generalmente indichiamo come puzza, e l’altra strada è quella di un’analisi chimica delle sostanze rilevate molto più dettagliata rispetto a quanto fatto finora”.

Gaetano Valastro ha aggiunto che “per la prima volta verrà quantificato il disturbo e saremo in grado di misurarlo in relazione all’effetto che ha sulla salute, perché esistono dei limiti di tollerabilità previsti dalla normativa. E con questo sistema sapremo se quei limiti sono stati superati. Su questo punto chiediamo espressamente la collaborazione dell’Asp. Infine l’altra finalità del progetto è quella di una legge che sia più prescrittiva. Il sistema non vedrà la luce prima del 2016: esso è stato approvato e si attende il decreto di finanziamento”.

Il procuratore Giordano intervenendo ha affermato: “Ben venga il contenimento del rischio ambientale e la prevenzione perché se funziona il controllo c’è una minore necessità dell’azione repressiva penale”.

Articolo pubblicato il 31 marzo 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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