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Dissesto, non spesi i fondi esistenti
di Rosario Battiato

La Corte dei Conti: in sedici anni, per la prevenzione in Sicilia utilizzato solo un terzo delle somme stanziate. Disponibili 382 milioni su 644. “Lavori per emergenze, non c’è programmazione”

Tags: Calammità, Rischio Sismico, Rischio Idrogeologico, Corte Dei Conti



PALERMO – C’è una Sicilia che frana e conta i danni, eppure i fondi per la messa in sicurezza del territorio restano congelati. La magistratura contabile ha censito lo stato di avanzamento dei due principali flussi relativi alla mitigazione del rischio idrogeologico in tutta Italia (programmazione 1998-2008 e accordi di programma registrati tra il 2010 e il 2011), registrando ritardi e criticità gestionali abbastanza diffusi.
Particolarmente complicata è la situazione della Sicilia che resta una delle poche regioni dove ancora ci sono interventi da avviare relativi alla programmazione 1998-2008. Un sistema “colpevole” perché frammentato e quindi particolarmente sfuggente ai monitoraggi degli organi competenti.
Sono queste le nuove sfide che il governo nazionale dovrà affrontare e superare per poter attuare, stavolta senza ritardi, il piano nazionale contro il rischio idrogeologico.

Articolo pubblicato il 01 aprile 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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