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Impatto industriale nei Sin siciliani, progetto monitoraggio a costo zero
di Giuseppe Solarino

Prima iniziativa del genere, interamente finanziata con i fondi dei parlamentari europei del M5S. Augusta, Gela e Milazzo: controlli mirati su aria, acqua, terreni, fanghi, flora e fauna

Tags: Inquinamento, Augusta, Gela, Milazzo, M5s



AUGUSTA - Ad Augusta, presso palazzo Zuppello, è stato presentato il primo progetto di monitoraggio ambientale a costo zero per i cittadini, utile a determinare il reale livello di impatto dei siti industriali in aree fortemente compromesse dal punto di vista ambientale per via della massiccia presenza industriale.

La città di Augusta, la cui salubrità ambientale notoriamente è compromessa dai consistenti insediamenti per la trasformazione degli idrocarburi, ha ospitato la seconda tappa siciliana del progetto “Punto Zero Sicilia: Petrolio, inquinamento ambientale e rischio per la salute”.

L’iniziativa voluta dal gruppo parlamentare europeo EFDD ed avviata alla fine del 2014 in Basilicata, ha visto la presenza in Sicilia degli europarlamentari del M5S, Ignazio Corrao, Piernicola Pedicini, dei portavoce M5S all’Ars ed alla Camera dei deputati, Stefano Zito e Maria Marzana, del parroco della Chiesa Madre di Augusta, don Palmiro Prisutto, e del coordinatore del progetto Punto Zero Danilo Pulvirenti.

Il progetto, finanziato interamente con i fondi dei parlamentari europei del Movimento 5 Stelle, prevede in questa prima fase, il monitoraggio delle tre aree a maggiore rischio ambientale ovvero Milazzo, Augusta e Gela ed intende portare avanti una serie di azioni volte alla misurazione e monitoraggio dei parametri ambientali sul territorio siciliano e dell’Italia meridionale interessato da impianti critici per la sostenibilità ambientale.
 
Effettuare la misurazione dei “Punti Zero” significa acquisire, ad una determinata data, i livelli di inquinamento di specifiche zone del territorio ove sorgono o sorgeranno a breve impianti critici per la sostenibilità ambientale, affinché, a partire da questi dati di riferimento e durante il ciclo di vita di tali impianti, sia possibile monitorare l’eventuale deterioramento della qualità dell’ambiente circostante (acqua, aria, terreno, fanghi, flora, fauna).

L’eurodeputato Ignazio Corrao ha dichiarato: “Quando diversi mesi addietro grazie alla eco fornita dagli organi di stampa, abbiamo conosciuto la storia di don Palmiro Prisutto e dell’elenco di morti di tumore che il parroco legge al termine di ogni omelia, abbiamo subito presentato una interrogazione alla Commissione europea sul caso Augusta e sulla preoccupante incidenza di mortalità legata a doppio filo con l’eccessiva presenza industriale.

L’avvio del progetto Punto Zero in questo territorio ha quindi un valore rilevante per mettere nero su bianco le eventuali responsabilità di chi pur di far cassa, se ne infischia delle normative già esistenti e della salute dei cittadini.

L’esperienza condotta dall’eurodeputato Piernicola Pedicini, Coordinatore per il Movimento 5 Stelle della Commissione Ambiente, Salute e sicurezza alimentare, ha dimostrato la sua efficacia nel territorio Lucano per cui con il progetto Punto Zero si potrà effettuare un’azione di controllo e di denuncia politica in grado scongiurare queste pratiche e di arginare le scelte istituzionali che si stanno perpetrando contro il futuro e la salvaguardia della Sicilia e delle regioni meridionali”.

Articolo pubblicato il 01 aprile 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Ignazio Corrao, europarlamentare del M5S
Ignazio Corrao, europarlamentare del M5S


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