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Commercio, il lento cammino della ripresa
di Serena Giovanna Grasso

Secondo l’elaborazione Istat crescono di più le aziende fino a cinque addetti (+1,9%) e quelle oltre i cinquanta (+3,7%). Notevoli incrementi sulle vendite nella grande distribuzione (+3,6% per l’alimentare, +3,2% per il non alimentare)

Tags: Commercio, Istat, Crisi, Economia



PALERMO – Ogni qualvolta parliamo di economia, si innesca un meccanismo automatico che accosta inevitabilmente la suddetta materia ad una sfera prettamente negativa. Sembra proprio che dobbiamo ricrederci. Secondo i dati diffusi dall’Istituto nazionale di statistica, a partire dall’anno nuovo iniziano ad intravedersi i primi segnali di ripresa in merito al commercio al dettaglio. Infatti, proprio nel mese di gennaio tutte le imprese, in particolar modo quelle che si occupano della grande distribuzione, hanno registrato dei notevoli incrementi sulle vendite.
 
Dati alla mano, nella grande distribuzione le vendite sono aumentate rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente del 3,6% per i prodotti alimentari e del 3,2% per quelli non alimentari; più modeste le crescite che hanno visto protagoniste le imprese operanti su piccole superfici, pari al +0,6% per i prodotti alimentari e allo 0,1% per i prodotti non alimentari.
 
Sul lungo periodo sono dei dati notevoli; anche se in realtà si tratta di una ripresa graduale che procede a piccoli passi: ce ne accorgiamo immediatamente dall’analisi dell’alquanto contenuta crescita rilevata rispetto mese di dicembre (+0,1%). È possibile notare quest’andamento anche grazie al grafico pubblicato a corredo dell’articolo che indica la repentina riduzione delle vendite a partire dal mese di gennaio del 2013 fino allo scorso luglio, a cui segue una timida crescita che culmina nel mese di gennaio.

Altrettanto interessante è evidenziare l’andamento delle vendite in relazione alle dimensioni dell’impresa: rispetto al mese di gennaio 2014, riferisce l’Istituto di statistica nazionale, fanno molto bene le imprese con un numero di addetti compreso tra uno e cinque (+1,9%) e quelle con almeno 50 addetti (+3,7%); non è possibile confermare tali ottimismi per le imprese con un numero di addetti compreso tra sei e quarantanove che al contrario hanno subito gravose perdite (-2,1%).Per quel che riguarda il valore delle vendite di prodotti non alimentari, i migliori risultati sono conseguiti dalle imprese che commercializzano prodotti foto – ottici, supporti magnetici e strumenti musicali (+3,6%); a seguire troviamo la distribuzione di giocattoli, articoli sportivi e per il campeggio (+2,8%) e i prodotti di profumeria e per la cura della persona (+2,6%).
 
In generale, rispetto ai dodici mesi precedenti tutti i settori non alimentari rilevano delle crescite più o meno accentuate, ad eccezione dei prodotti farmaceutici (-0,3%); libri, giornali e riviste (-0,5%) e articoli di gioielleria ed orologeria (-1,5%). Ci toccherà aspettare i prossimi mesi per effettuare un’analisi che consideri il lungo periodo, così da verificare se l’andamento generale continui ad essere di crescita o di nuova recessione, già a partire dai prossimi dati che l’Istat diffonderà il 22 aprile, relativi al mese di febbraio dell’anno in corso.

Articolo pubblicato il 08 aprile 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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