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Vendemmia 2009 in chiaroscuro. Male per i bianchi, meglio per i rossi
di Massimo Mirabella

Il mercato del vino siciliano guarda con interesse alla qualità e quantità dei mosti appena messi a dimora. Il winemaker australiano Glen Eberbach: “Dalle abbondanti piogge autunnali si salva solo il Grillo”

Tags: Vendemmia, Vino, Enogastronomia



PALERMO - Anche l’Italia del vino sembra essere rimasta spaccata in due durante la recente vendemmia, con un nord e un sud che viaggiano infatti a due velocità differenti. Secondo la prestigiosa rivista australiana economica “The Age” in Italia ad una prima stima si conta una produzione di 44,5 milioni di ettolitri contro la produzione 2008 pari a 46,3 milioni. E che in Sicilia le cose non fossero andate bene era oramai chiaro a tutti, a produttori e a responsabili di cantina.

Una delle più grandi e famose case vinicole isolane, la Corvo Duca di Salaparuta presenta in anteprima i suoi dati relativi alla campagna vinicola appena conclusa e lo fa a pochi giorni dell’immissione sul mercato del vino novello 2009 ( il prossimo 5 novembre come vuole la  legge).

Un settore questo che tira, commercialmente parlando, sempre di più e che aiuta a rimpolpare i bilanci, ormai sempre più magri, delle aziende vitivinicole italiane. Un Paese, il nostro, che secondo le prime stime, per l’appunto, ha perso in quantità circa il 5% rispetto allo scorso anno. E perdite ci sono anche in termini di qualità dei prodotti.

Per farlo basta tastare il polso ai produttori siciliani e agli addetti ai lavori. In definitiva lo scenario tracciato dai più è quello di un anno appannato e senza grinta che ha prodotto vini “senza corpo e senza anima”. Un 2009 da dimenticare per tutti quindi dai produttori siciliani che ancora non vedono riconosciuti i loro sforzi e che riceveranno un pagamento tra i più bassi degli ultimi anni alle grandi aziende che non potranno contare su prodotti di alta qualità. “quest’anno abbiamo acquistato uva per quasi 500.000 quintali - dichiara Glen Eberbach, winemaker australiano in forza presso la cantina Hermes di Gibellina, per conto della Montalto Vini -  in calo rispetto all’anno precedente di poco più del 5%”. “ Per quanto riguarda poi la qualità non è stata delle migliori - continua il winemaker australiano - specialmente i bianchi hanno risentito moltissimo delle piogge e i grappoli spesso raccolti dopo le abbondanti acque sono stati consegnati con una bassa gradazione alcolica e con presenza di muffe, elementi questi che ci hanno spinti a scartare tanto prodotto per salvaguardare la qualità”. E il grado alcolico del trapanese si è attestato secondo la Montalto in 12,5 gradi centigradi contro i quasi 13 dell’anno precedente. “Un pò meglio - conclude Eberbach - infine i rossi che sono riusciti a salvaguardare la loro qualità di sempre.
 
Tra i bianchi si salva solo il Grillo mentre male, in particolare, invece lo Chardonnay e malissimo il Catarratto”. Problemi fitopatologici legati alle muffe, abbassamento di grado hanno portato moltissimi agricoltori a non vendemmiare neppure dopo le abbondanti piogge della seconda parte di settembre. A causa anche della bassissima remunerazione cui andavano incontro e che nella maggior parte dei casi non avrebbe neppure coperto le spese di vendemmia. “Per tutta la Sicilia si può ipotizzare una vinificazione complessiva in vino e mosto di circa 6,8 milioni di ettolitri - commentano dalla Corvo Salaparuta -  un dato leggermente inferiore rispetto alla vendemmia del 2008”. “Per noi - continua la nota - si tratta comunque di un’ottima annata; fin dall’inizio i dati raccolti in laboratorio ed in cantina hanno rilevato un buon rapporto acidi/zuccheri ed una buona concentrazione in polifenoli e sostanze aromatiche”.

Per quanto riguarda invece il novello, aspettiamo la prossima apertura.  La sola Corvo, che crede fortemente in questa fascia di mercato,  ha prodotto circa 100 mila litri per un totale di 135.000 bottiglie.

Articolo pubblicato il 27 ottobre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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