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Le criticità del servizio sanitario
di Francesco Sanfilippo

I punti deboli dei livelli essenziali di assistenza: scarsa prevenzione e medicina difensiva esagerata. L'assessore Lucia Borsellino: “Per essere efficienti, occorre lavorare in rete”

Tags: Sicilia EServizi, Sanità, Regione Siciliana, Lucia Borsellino



PALERMO - La situazione sanitaria siciliana si presenta positiva dopo aver affrontato 10 anni di piani di rientro, 3 assessori, una legge di riordino e centinaia di milioni di tagli. Tuttavia, permangono ancora delle spese eccessive come quella farmaceutica e un riordino generale che ancora deve entrare a pieno regime.

In tutto questo, la nostra sanità sconta anche scelte scellerate esterne oltre a quelle provocate da decenni di cattive amministrazioni, come dimostra il caso di Sicilia e servizi che, in parte, hanno inficiato i già buoni risultati ottenuti.
Resta una domanda o un grappolo di questioni che ancora non hanno ricevuto risposta. Che fare? Che sanità impostare? Dove finiscono le responsabilità dello Stato e iniziano quelle del cittadino? Come stabilire degli adeguati livelli di Assistenza senza essere travolti dai costi?

A questi interrogativi, si è provato a dare risposta in un convegno organizzato a Palermo a Palazzo dei Normanni, intitolato “I livelli essenziali di Assistenza tra sostenibilità del SSN e i bisogni del cittadino”. Il convegno, promosso dall’assessorato alla Salute e da Cittadinanzattiva, ha affrontato la riqualificazione del nostro sistema sanitario alla luce delle rigorose norme vigenti nazionali di controllo della spesa.

Il recente Def nazionale prevede 2 miliardi e 300 milioni di tagli nella Sanità italiana, che verranno dalla riduzione dei manager e dall’applicazione di costi standard per i beni sanitari. Tuttavia, sono emerse alcune difficoltà legate a contraddizioni ancora presenti che non sono state ancora risolte.

Una delle più grosse riguarda la scarsa applicazione di un’efficace politica preventiva, dedicata in particolare alle malattie croniche. I piani teorici ineccepibili, infatti, si scontrano con un’applicazione poco efficace che trova nella collaborazione interdisciplinare e nelle esigue risorse alcune delle difficoltà maggiori.

Un’altra minaccia proviene dalla “medicina difensiva”, dove i medici, per evitare di incappare in accuse di negligenza o responsabilità penali, chiedono esami costosi di controllo, il più delle volte non necessari. Tale politica costa 13 miliardi di euro alla collettività, ma non eliminano gli incidenti o le carenze.

Eppure, l’assessorato alla Sanità siciliano è partito 3 anni fa da costi quali i 200 milioni di mobilità passiva e 600 milioni di euro di debito consolidato. Ora, invece, da 200 si è passati a 134 milioni di euro mentre la seconda voce è stata azzerata, liberando risorse.

Riguardo al rapporto con Sicilia eServizi, le cui insufficienze hanno provocato diverse difficoltà, in particolare con l’avvio dei Cup (Centri unici di Prenotazione), l’assessore alla Salute, Lucia Borsellino ha risposto: “La Sicilia ha individuato da anni come partner Sicilia e Servizi per decisione del legislatore nazionale, nei confronti della quale sono stati appaltati tutti i servizi di reingegnerizzazione del settore sanitario. I difficili rapporti con il socio privato all’interno della società e la prospettata liquidazione della stessa hanno determinato dei ritardi che sono stati dirompenti nel settore sanitario. Adesso, stiamo cercando di mettere in atto con la stessa società tutte le sinergie necessarie per supportare le nostre aziende sanitarie che non hanno potuto definire delle procedure autonome per mettere in rete i propri servizi. Questo è un limite che il Servizio sanitario regionale non può permettersi di avere, tenendo in conto che il lavoro in rete è la condizione essenziale per l’efficienza del servizio sanitario. Primo fra tutti, vi è un sistema unico di prenotazione che abbatta le liste d’attesa e che è uno dei principali ambiti della qualità percepita da parte del cittadino. Perciò, interverremo subito nei settori peculiari e con tutti i mezzi a nostra disposizione”.

Articolo pubblicato il 15 aprile 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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