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Quotidiano di Sicilia

Semplificazione fiscale, alle Camere dal Governo tre nuovi decreti delegati secondo la L. 23/14
di Salvatore Forastieri

Qulache mese fa il Governo aveva chiesto al parlamento altri sei mesi di tempo per completare l’attuazione prevista. Parere entro 30 giorni. Ancora rinviato il problema delle sanzioni penali in materia tributaria

Tags: Semplificazione Fiscale, Fisco



Come si ricorderà, qualche mese addietro il Governo ha rinviato l’approvazione di alcuni decreti delegati sulla semplificazione tributaria che erano già pronti per essere varati ed ha anche chiesto al Parlamento altri sei mesi di tempo per completare l’opera di emanazione di tutti i decreti legislativi necessari per rispondere alla precise indicazioni contenute nella legge delega, ossia la legge n.23 dell’11 marzo 2014.

Il motivo principale del rinvio è stato quello riguardante la revisione del sistema penale tributario che, ad avviso di molti, conteneva una disposizione, una sorta di franchigia del 3%, che avrebbe favorito Berlusconi.

Ora, con il Consiglio dei Ministri del 21 aprile scorso, il Governo ha rimesso in cantiere questo tipo di lavoro, ha rinviato ancora il problema delle sanzioni penali in materia tributaria, ma ha approvato ed inviato alle Camere per il previsto parere (da rendersi entro 30 giorni), il testo di tre nuovi decreti delegati riguardanti argomenti importantissimi come l’abuso del diritto, l’estensione della fattura elettronica e la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese.

Abuso del diritto e raddoppio termini di accertamento di violazioni tributarie penali
Le disposizioni sull’abuso del diritto sono sostanzialmente quelle approvate a fine dicembre 2014 dal Governo, ossia quelle che considerano tale abuso come “.. una o più operazioni prive di sostanza economica che, pur nel rispetto formale delle norme fiscali e indipendentemente dalle intenzioni del contribuente, realizzano essenzialmente vantaggi fiscali indebiti”.
Lo scopo resta sempre quello di delineare con certezza la condotta da considerare irregolare, attribuendo all’Amministrazione Finanziaria  l’onere di dimostrare l’”abuso”..
Sempre nell’intento di assicurare la “certezza del diritto”, il Governo ha anche definito nuove regole per il “raddoppio dei termini” per l’accertamento in caso di violazioni tributarie di natura penale. La possibilità dell’Amministrazione Finanziaria di fruire di un termine più lungo per notificare l’atto amministrativo, finalmente, viene subordinato all’esistenza di una denuncia penale presentata entro i normali termini di decadenza, e non oltre.

Agevolazioni per chi estende l’emissione della fattura elettronica oltre i rapporti con la Pa
Le nuove disposizioni  riguardanti la digitalizzazione del fisco, invece, sono una novità. Viene, infatti, prevista, a decorrere dal 1^ gennaio 2017, la possibilità (non l’obbligo, in quanto non previsto dalla UE) di emettere la fattura elettronica anche nei confronti di “normali” soggetti passivi d’imposta.
Attualmente tale adempimento è  obbligatorio solo nei rapporti con la Pubblica Amministrazione. Chi si vorrà avvalersi di tale facoltà beneficerà di alcune agevolazioni come l’esonero dalla presentazione dello “spesometro” e della comunicazione “black list” e la possibilità di ottenere i rimborsi dell’Iva con un canale privilegiato.
Ed ancora, i soggetti che saranno disponibili a trasmettere telematicamente all’Agenzia delle entrate i corrispettivi riscossi, potranno evitare di adempiere all’obbligo della registrazione e di rilasciare lo scontrino fiscale.

Internazionalizzazione delle imprese
Altre disposizioni riguardano la così detta internazionalizzazione delle imprese. Sono quelle volte a a favorire gli investimenti delle imprese straniere attraverso un quadro normativo più semplice e trasparente per gli investitori.
Sostanzialmente tali disposizioni si concretizzano in specifici accordi tesi a valutare preventivamente alcune situazioni fiscalmente rilevanti in Italia, nonchè nella possibilità per gli investitori stranieri, aventi un ammontare di ricavi non inferiore a 30 milioni di Euro, di presentare un apposito interpello ed il “business plan” contenente la descrizione dell’intervento, i tempi e le modalità di realizzazione ed i riflessi occupazionali che lo stesso può determinare.

Articolo pubblicato il 23 aprile 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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