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Giovanni Margiotta: "A19 e dissesto, coinvolgere gli esperti per progettare bene"
di Eugenia Nicolosi

Giovanni Margiotta, responsabile Dipartimento Studi Consulta e presidente Ordine Palermo

Tags: Giovanni Margiotta, Anas, A19, Palermo-catania



PALERMO - Sono passati più o meno dieci giorni dal cedimento dei piloni lungo l’autostrada A19.
I tempi di percorrenza fra Palermo e Catania, ma anche Enna, Caltanissetta e le Madonie, sono aumentati sensibilmente. La percorrenza stessa dell’itinerario alternativo in atto previsto non è sicura, per la presenza di dissesti lungo il tracciato.
Giovanni Margiotta, responsabile del Dipartimento Studi della Consulta Regionale degli Ordini degli Ingegneri di Sicilia e presidente dell’Ordine di Palermo, si dice preoccupato per le condizioni di stabilità dell’intero versante.
 
“Allo stato attuale sembra che la bretella provvisoria interesserà gli stessi terreni e, se non dovesse essere opportunamente progettata, non avrà lunga vita.  Il dissesto è stato causato dalla riattivazione di una paleofrana, ben conosciuta nella letteratura tecnica fin dai tempi di costruzione della A19. Il fenomeno è molto più ampio di quanto non si dica e il fronte di frana è superiore ai mille metri. Tutto il versante è in dissesto”.

Giovanni Margiotta è dell’opinione che vadano coinvolte le professionalità locali, esperte conoscitrici delle problematiche e della storia del territorio interessato. Sottolinea la necessità di procedere a studi di ingegneria geotecnica oltre che di carattere geologico: “Tenendo in considerazione lo stato dell’intero versante ciò vale sia per la soluzione definitiva di una riapertura al traffico autostradale che per la bretella provvisoria. Il problema è di natura geotecnica, ovverosia di meccanica delle terre - continua il Presidente - e va operata una verifica estesa a tutto il tracciato che interessa l’alveo dell’Imera Settentrionale, con particolare riguardo al tratto compreso tra Scillato e Tremonzelli. Infatti molti tratti della A19 interessano versanti con caratteristiche simili a quello franato”.

Inoltre, al fine di avere un quadro quanto più preciso delle circostanze, è sua opinione che vada diffusa una breve e sintetica cronistoria degli eventi più recenti connessi alla paleofrana.

Anni 2002-2004
Fra il 2002 e il 2004, la Provincia Regionale di Palermo ha eseguito lavori di manutenzione straordinaria delle sedi della strada provinciale SP24 Scillato-Caltavuturo, che si sviluppava sul versante in oggetto, e oggi coinvolta nel dissesto, nella quale si erano già verificati fenomeni franosi di notevole entità.

2005
L’anno successivo, nel 2005, la riattivazione della frana ha determinato l’interruzione della viabilità del tratto compreso tra il km 1+250 e il km 2+070. La Protezione Civile della Regione Sicilia ha realizzato un tronco stradale di circa 200 metri interamente in rilevato.

2006-2015
Gli interventi di manutenzione sulla SP, nel versante oggi in questione, restano numerosi dal 2006 al 2015, anni in cui si sono manifestate continuamente deformazioni della sede stradale indotte dai movimenti franosi.
Marzo 2015. Il 29 marzo 2015 la viabilità provinciale è ancora una volta interrotta lungo il tratto che va dal km 3+450 al 4+100 a causa della riattivazione della paleofrana. Nei giorni immediatamente seguenti vengono registrati movimenti significativi del corpo di frana.

Aprile 2015
Lo scorso 10 Aprile i continui movimenti del corpo di frana hanno interessato direttamente la sede autostradale della A19. Inizialmente la frana ha causato una rotazione delle pile dell’impalcato in direzione Catania, in un secondo momento i cedimenti dello stesso impalcato hanno determinato l’interruzione del tratto. I movimenti della carreggiata in direzione Catania sono stati tali da esercitare una spinta sull’impalcato di quella in direzione Palermo provocandone lo spostamento.

Direzione Regionale Sicilia e Ufficio Grandi Progetti della sede di Roma, di ANAS Spa hanno al momento in fase di progettazione la realizzazione di un itinerario alternativo di bypass del tratto autostradale interrotto. La bretella provvisoria sembra prevedere l’adeguamento della sede stradale di un tratto della SP24 Scillato-Caltavuturo compreso tra il km 0+000 ed il km 1+100 circa, sino all’esistente opera di attraversamento del fiume Imera Settentrionale, di modeste caratteristiche strutturali.
L’adeguamento del tratto di viabilità comporta la realizzazione di una nuova sede stradale estesa circa 300/400 metri, su terreni classificati dal PAI parte in “area a pericolosità geomorfologica media (P2)” e parte in “area a pericolosità geomorfologica moderata (P1)”. Il nuovo tratto di sede stradale da realizzare insiste quindi sullo stesso versante in frana ed è posto ad una distanza di circa 200/300 metri dal fronte della paleofrana riattivatosi nei giorni scorsi.

Sembra che venga a priori scartata l’ipotesi di sviluppare il tracciato sul versante opposto a quello in cui si è verificata la frana, scelta che consentirebbe di evitare l’attraversamento del fiume Imera Settentrionale, di non semplice realizzazione, nonché di evitare di impegnare lo stesso versante già interessato dalla frana che, essendo in evoluzione,  nel medio breve periodo finirebbe con buona probabilità per coinvolgere le nuove opere.

Articolo pubblicato il 28 aprile 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Giovanni Margiotta, responsabile del Dipartimento Studi della Consulta Regionale degli Ordini degli Ingegneri di Sicilia
Giovanni Margiotta, responsabile del Dipartimento Studi della Consulta Regionale degli Ordini degli Ingegneri di Sicilia