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Quotidiano di Sicilia

“Wwoof”: natura e sostenibilità diventano turismo e stile di vita
di Liliana Rosano

Vitto e alloggio gratis in cambio di aiuto in campagna all’insegna di armonia e coltivazione biologica. Catania e Ragusa in testa con sei strutture: aziende biologiche, ruderi e casolari

Tags: Wwoof, Turismo



ROMA - Coltivare ortaggi biologici in armonia con la natura, lontano da stress, da dipendenze dai social. Curare alberi di avocados lasciati all’incuria o raccogliere mandorle e limoni. Tutto questo nel pieno dell’autosufficienza alimentare ed energetica. Una vacanza che piú che alternativa rappresenta una filosofia di vita. Parliamo del Wwoof, che sta per “World wide opportunities on organic farm”.

L’associazione nasce in Inghilterra negli anni settanta grazie a Sue Coppard, la quale, dopo il trasferimento a Londra, sentiva la mancanza della campagna dove era crescituta. L’idea è quella di mettere in rete fattorie biologiche che offrono vitto e alloggio in cambio di aiuto.

C’è chi fa wwoofing solo nel fine settimana, per staccare da un ritmo stressante, c’è chi decide di prendersi qualche mese e sperimentare una realtà fatta di ritmi naturali, contatto con la natura e senso della comunità e condivisione.
In Italia le strutture ospitanti sono circa 700, da Nord a Sud.

In Sicilia, sono trenta le aziende, i woofers, che hanno aderito alla rete rappresentando un turismo rurale e sostenibile.
Catania e Ragusa le due province in testa con sei strutture, tra aziende biologiche, ruderi recuperati e casolari restaurati.
Sull’Etna, si può scegliere di raccogliere l’uva o avocadi mentre a Ragusa, un gruppo di ragazzi tedeschi e francesi offre “un distaccamento della vita di consumo totale, dallo stress, dall’ultima moda, dal rumore delle machine”.

A Palermo e provincia, che ha messo in rete sei aziende, si può optare se raccogliere olive a Petralia Sottana o frutti biologici vicino Mondello.

Nella filosofia del wwofing è importante l’aspetto conviviale del cibo che viene preparato e gustato insieme agli ospiti.
Non mancano le passeggiate immerse nella natura, come la fattoria vicino Modica che include anche la visita a Pantalica, Cavagrande o altri siti d’interesse naturale.

La rete siciliana offre uno spaccato di multiculturalità molto vivace. Alcuni di questi titolari di strutture ospitanti sono stranieri, soprattutto dal Nord Europa, che si sono innamorati della Sicilia dopo averla visitata e hanno deciso di sfruttare la potenzialità naturalistica e la vocazione alla sostenibilità che l’Isola offre.

Nel resto dello Stivale, a fare da apripista a questa forma di vita rurale ed ecologica è stato negli anni ottanta “Il Popolo degli Elfi”.

Si trova nell’Appennino pistoiese e oggi conta 150 persone che vivono in maniera stabile, oltre agli ospiti.
In questa comunitá, le case non sono allacciate alla rete elettrica, il riscaldamento e la cucina vanno a legna e non esistono televisori.
 
Il motto dei wwofers è: “Solidarietà oltre i confini, contro l’abbandono della campagna, per una “vita viva” e potente”.

Articolo pubblicato il 29 aprile 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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