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Il ministro Giuliano Poletti: "Cambieremo la legge Fornero"
di Redazione

Il ministro del Lavoro in un'intervista a Repubblica ha spiegato che il prossimo obiettivo del governo sarà rimettere mano alla legge Fornero per introdurre meccanismi di flessibilità nell'uscita dal mondo del lavoro.

Tags: Corte Costituzionale, Pensioni, Inps, Legge Fornero, Giuliano Poletti



Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, in un'intervista a Repubblica ha spiegato che il prossimo obiettivo del governo sarà rimettere mano alla legge Fornero per introdurre meccanismi di flessibilità nell'uscita dal mondo del lavoro. "Io ritengo che nella legge Fornero - ha detto Poletti - ci sia un elemento di rigidità strutturale che in fondo non è nemmeno utile. Nel nostro Paese ci sono persone che vorrebbero andare prima in pensione sapendo che questa scelta potrà richiedere loro un sacrificio".

"Abbiamo due tipologie di situazioni: ci sono coloro che perdono il lavoro in età matura e in questo caso la situazione diventa acuta dal punto di vista sociale; poi ci sono coloro che per ragioni personali, magari d'intesa con l'azienda per cui lavorano, vorrebbero lasciare prima il posto. In questo secondo caso non c'è lo stesso problema sociale. Per venire incontro a entrambi dobbiamo trovare una strada che permetta di non scaricare i costi sulle casse pubbliche ma consenta una flessibilità in uscita con una penalizzazione dell'assegno futuro".

Quanto a un eventuale contributo nei nuovi meccanismi da parte delle aziende, il ministro ha chiarito: "È una questione che si porrà. Ci sono molte imprese che ci chiedono di favorire il ricambio generazionale, attraverso una sorta di staffetta giovani - anziani. Tra gli obiettivi che ci siamo posti c'è quello di favorire, per questa via, l'ingresso di più giovani nel mercato del lavoro".
 
 
Per Enrico Zanetti (Sc): ok flessibilità ma non tornare indietro
"Introdurre maggiore flessibilità sull'età pensionabile, consentire di anticiparla accettando di contro una pensione un po' più bassa va bene per Scelta Civica solo a patto che le misure vengano strutturate in modo tale da non scaricare costi eccessivi sul bilancio dello Stato".
Lo dichiara Enrico Zanetti, segretario di Scelta Civica e sottosegretario all'Economia.

"I piani plurimiliardari dobbiamo metterli in campo non per tornare indietro sulle pensioni, ma per andare avanti sull'abbassare tasse e contributi a chi oggi lavora nel privato e per sbloccare dopo anni gli stipendi di chi lavora nel pubblico", conclude Zanetti.
 
Proseguono intanto le polemiche generate dalla decisione del governo Renzi di restituire i soldi solo ad una parte dei pensionati.
 
Italia Unica: bonus Poletti ennesimo annuncio elettorale
"L'importante era trovare uno spunto elettorale degno delle migliori tradizioni e la fantasia ha superato la realtà. Riuscire a trasformare l'interpretazione di una sentenza in un bonus, addebitandolo tra l'altro a uno dei ministri meno performanti dell'esecutivo per far vedere che lui può disporne come meglio ritiene, assicura a Renzi la palma d'oro della sceneggiatura non originale. Con un meccanismo contorto, parziale e foriero di migliaia e migliaia di ricorsi, si cerca di risolvere la grana sugli adeguamenti inflazionistici delle pensioni superiori a tre volte il minimo che la Consulta ha deciso di bocciare. Una scelta non giusta secondo Italia Unica quella, una decisione non giusta questa". Lo dichiara in una nota Italia Unica, il partito guidato da Corrado Passera.

"La politica renziana si muove sul filo conduttore degli annunci e dei proclami, con il gioioso supporto di programmi tv che considerano la par condicio un optional e con un dettaglio inquietante: anche ieri, come troppe altre volte, Renzi e Padoan hanno raccontato un provvedimento che è ancora tutto da scrivere e definire, sia nella forme che nelle coperture. Ma cosa importa, l'urgenza era cercare di dimostrare l'esistenza di un tesoretto (ovvero di un aumento del deficit ad uso delle urne) da trasformare in Bonus Poletti a pochi giorni dal voto", conclude Italia Unica.
 
Carla Ruocco (M5S): partiti non restituiscono soldi rubati ai pensionati
"I partiti e chi ha votato questo scellerato provvedimento hanno rubato i soldi ai pensionati e adesso non li vogliono restituire". Lo ha detto Carla Ruocco, deputata del Movimento 5 Stelle, intervenendo ad Agorà (Raitre).

"Vorrei sapere - ha aggiuto - chi è il capo del governo per stabilire come e quando vanno restituiti i soldi rubati. I soldi vanno restituiti perché c'è una sentenza della Corte costituzionale che va rispettata. Dopodiché, sulle pensioni va fatto un ragionamento serio, in conformità della Costituzione, come il M5S ha fatto attraverso una mozione. Ma il Pd ha votato no perché vota a favore della Fornero e contro i provvedimenti del Movimento 5 Stelle".
 
Luigi Marino (Ap): decisione del governo sulle pensioni è inaccettabile
"La sentenza della Corte costituzionale sulle pensioni è indifendibile perché non ha tenuto in conto del contesto economico drammatico in cui si mosse nel secondo semestre del 2011 il governo di allora. Allo stesso tempo la decisione del governo di rimborsare solo una parte dei pensionati non è accettabile perché la perequazione non può essere un privilegio solo di alcuni. Piuttosto tutto ciò conferma che negli ultimi 20 anni il ceto medio è stato punito attraverso un livellamento da socialismo reale". Lo dichiara il vicepresidente vicario del gruppo di Area popolare Ncd-Udc al Senato, Luigi Marino.
(askanews)

Articolo pubblicato il 19 maggio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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