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Bonifiche nel Sin di Priolo, accuse alla Regione: "Assente"
di Giuseppe Solarino

Conferenza sulla questione ambientale siracusana, con politici del Pd ed esperti. Sofia Amoddio: "Rischio di perdere parte di 106 mln stanziati, Piano aria risale al 2007"

Tags: Priolo, Ambiente, Bonifica



SIRACUSA - Presso il salone Borsellino di Palazzo Vermexio a Siracusa si è svolta una conferenza avente per tema "La questione ambientale nell’area industriale siracusana. Le bonifiche nel Sin (Sito di interesse nazionale per le bonifiche) di Priolo".
 
Dopo i saluti del sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo, e della segretaria provinciale del Pd, Carmen Castelluccio, ha preso la parola Salvo Adorno, docente di Storia contemporanea all’Università di Catania, in qualità di coordinatore dei lavori mentre li ha introdotti la componente della "Commissione Ambiente dell’Ars" Marika Cirone Di Marco.

Quest’ultima ha fatto presente la sua contestazione e quella di Bruno Marziano presidente della Terza commissione "Agricoltura e Attività produttive dell’Ars", alla scelta scriteriata regionale che sembra disconoscere i problemi ambientali siracusani, con la recente richiesta, di un incontro urgente con la Quarta commissione "Ambiente e Territorio" dell’Ars per far emergere tutti gli aspetti legati alla vicenda della nave carica di rifiuti, provenienti dall’Ilva di Taranto arrivati ad Augusta e destinati alla discarica Cisma ubicata fra Melilli ed Augusta. Quello che chiedevamo erano gli elementi necessari per ricostruire la vicenda e capire di chi sono le responsabilità.

Margherita Ferrante, direttore responsabile del Laboratorio di Igiene Ambientale ed Alimentare dell’Università degli Studi di Catania ha relazionato sul tema "Salute e Ambiente: i rischi nelle aree urbanizzate?, mentre a Marisa Meli, direttrice del centro Studi Interdipartimentale Territorio, Sviluppo e Ambiente dell’Università di Catania ha trattato il tema "Il costo delle bonifiche e il principio chi inquina paga". Molto apprezzato l’intervento del procuratore generale di Siracusa, Francesco Paolo Giordano.

A chiudere il convegno è stata Sofia Amoddio che fra altri argomenti interessanti ha dichiarato che "il comportamento omissivo del governo regionale che avrebbe un suo peso sul concreto rischio di perdere in parte i 106 milioni di euro stanziati per le bonifiche. Confido che il Governo convochi immediatamente la Regione al ministero dell’Ambiente, per risolvere la questione e dimostrare, una volta per tutte, l’interesse delle istituzioni per la salute dei cittadini e per la tutela del territorio di questa provincia. I problemi della zona industriale siracusana sono enormi, a cominciare dagli odori nauseabondi ed acri che infastidiscono notte e giorno i residenti e chi lavora nelle industrie; - gli sforamenti dei valori di legge consentiti di alcune sostanze immesse in atmosfera, fra cui metalli pesanti ed organo clorurati, come policlorodibenzodiossine, dibenzo furani ed esaclorobenzene, tutti cancerogeni. E malgrado la denuncia dello stato attuale dell’ambiente e della qualità della vita, ancora una volta non si vuole comprendere ed ammettere la gravità della situazione ambientale della nostra provincia. Da parte della Regione registriamo una totale latitanza. Basti pensare al fatto che l’ultimo piano di qualità dell’aria in Sicilia risale al lontano 2007. Da allora la Regione siciliana è immobile, nonostante le sollecitazioni delle associazioni ambientaliste, dei comitati di cittadini, della sottoscritta e dell’on. Di Marco. Ho chiesto che lo Stato surroghi la Regione ed utilizzi i poteri sostitutivi, una procedura mai utilizzata, ma prevista dalla legge e indispensabile in questa situazione".

Articolo pubblicato il 20 maggio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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