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Voto di scambio in Sicilia, arrestati 4 politici e un finanziere
di Redazione

In manette 2 deputati in carica tra cui presidente della Commissione Bilancio all'Ars, Nino Dina e Roberto Clemente, esponente di Cantiere popolare-Pid.

Tags: Nino Dina, Roberto Clemente, Giovanni Ardizzone, Giovanni Pistorio



PALERMO - Ci sono anche tre deputati regionali siciliani, due dei quali ancora in carica, tra i 5 destinatari di misure cautelari coinvolti nell'inchiesta della Porcura di Palermo per voto di scambio alle elezioni regionali siciliane e alle comunali di Palermo del 2012. Ai domiciliari sono finiti il presidente della Commissione Bilancio all'Ars, Nino Dina, dell'Udc, e Roberto Clemente, esponente di Cantiere popolare-Pid. A loro si aggiunge l'ex deputato Franco Mineo, che un anno fa è stato condannato a 8 anni e 2 mesi per peculato e per intestazione fittizia di beni aggravata dall'avere favorito Cosa nostra.

Ma l'inchiesta ha coinvolto anche Giuseppe Bevilacqua, anche lui del Pid, che nel 2012 tentò la corsa al Comune di Palermo, non venendo però eletto per un soffio. Per i 4 politici, l'accusa è di voto di scambio. La quinta persona finita ai domiciliari, invece, è un finanziere accusato di corruzione.
 
Il segretario regionale Udc, Giovanni Pistorio ha così commentato: "L'onorevole Nino Dina si è autosospeso dall'Udc il 24 settembre dell'anno scorso quando, fatti diffusi dalla stampa, riferivano di un suo coinvolgimento in un' altra inchiesta". "Alla luce dell'inchiesta odierna della Procura di Palermo - ha spiegato il segretario - quella decisione, in combinato con il codice di autoregolamentazione del partito, è confermata. Quindi l'onorevole Dina non fa parte dell'Udc". E ha aggiunto: "Nel ribadire pieno sostegno e fiducia nell'azione dei magistrati, auspichiamo che Dina possa fare chiarezza e possa dimostrare la sua totale estraneità ai fatti contestati".
 
Anche il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone è intervenuto in merito alla vicenda: "Separare l'immagine e il ruolo dell'Ars dai comportamenti penali e morali dei singoli è una vera fatica di Sisifo. Sono sempre più convinto che le inchieste siano dovute e necessarie, nell'interesse delle stesse istituzioni politiche, per fugare tutte le ombre ed individuare le responsabilità penali, che sono esclusivamente personali".
(askanews)

Articolo pubblicato il 27 maggio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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