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Rinascono le installazioni di Fiumara d’arte
di Redazione

Antonio Purpura, assessore regionale Beni culturali: “Ad Antonio Presti la valle dell’Halaesa deve molto”. Investiti nel restauro 2,3 milioni di euro, coinvolte otto delle nove sculture

Tags: Fiumara D’arte, Antonio Presti, Antonio Purpura



MESSINA - Il più grande restauro di una galleria d’arte en plein air. Per salvarla dal degrado e dalla dimenticanza, dalle imposizioni e dall’immobilismo. La Fiumara d’Arte nata nell’86 lungo gli argini del fiume Tusa, nel Messinese, dall’intuizione del mecenate Antonio Presti, era da anni in uno stato di abbandono; sette delle otto istallazioni firmate da alcuni tra i più grandi artisti del Novecento, giacevano rovinate, consunte dal sole; la maggior parte in cemento armato, ormai corrotto dal suo interno.

“Fiumara d'Arte e l’Atelier sul Mare costituiscono due espressioni di grande rilievo dell'arte moderna che assume configurazioni originali anche dal punto di visto della location. Un museo en plein air ed un albergo nel quale il soggiorno diventa un’esperienza artistica – interviene Antonio Purpura, assessore regionale ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana -  Ad Antonio Presti, il territorio della Valle dell'Halaesa deve molto. Tutta la Sicilia, gli deve molto. Il riconoscimento di Fiumara d'Arte come luogo dell'identità e della memoria, decretato dall'assessorato regionale dei Beni Culturali e dell'identità siciliana, lo attestano in  modo univoco. Ad Antonio Presti la Regione chiede di continuare la sua opera nella Valle e negli altri territori dell'Isola nei quali essa è già stata avviata o che la fertile creatività di Antonio ha già  individuato”. 

Il valore dell’operazione è anche e soprattutto didattico: il restauro di un’opera d’arte contemporanea porta con sé problematiche più strettamente legate alla conservazione e alla storicizzazione o meno dell’istallazione.

E in questo caso Antonio Presti, che del restauro cura la direzione artistica, ha scelto strade diverse legate alle singole opere, ognuna con una sua storia, ciascuna con un suo autore e vita. Si parla infatti di conservazione per un’opera d’arte storicizzata (opere di Tano Festa, Piero Dorazio, Piero Consagra); e si uniscono conservazione e trasformazione se l’artista è ancora vivente (come nel caso di Paolo Schiavocampo, Mauro Staccioli o Italo Lanfredini) e può intervenire in prima persona, non restaurandola nel senso tradizionale del termine ma reinterpretandola in modo creativo.

Il progetto di restauro di Fiumara d’Arte investe otto delle nove sculture, è un impegno enorme, ma sarà completato in autunno. I fondi assegnati al Consorzio Intercomunale Valle dell’Halaesa per il restauro e l’implementazione di Fiumara d’Arte – di cui fanno parte i comuni di Castel di Lucio, Mistretta, Motta d’Affermo, Pettineo, Reitano, Santo Stefano di Camastra e Tusa -  provengono da un PO FERS 2007-2013, Linea di intervento 3.1.3.2 per un importo di circa 1 milione e 650.000 euro che diventano 2 milioni e 300.000 con i costi di progettazione, consulenze artistiche, espropri, produzione pubblicazioni scientifiche, attività di divulgazione e promozione.

Alla gara hanno partecipato 113 imprese. Ad aggiudicarsi i lavori è stata la RE.CO.GE s.r.l. di Paternò (CT) con un ribasso del 33,4675 %. Non verrà restaurata la camera ipogea di Hidetoshi Nagasawa che Antonio Presti, redigendo il suo testamento, ha voluto chiudere per cento anni per poterla consegnare, integra, alle generazioni future. “Una bellezza universale – spiega Presti – che non conosce spazio e tempo, manifestando in questa società contemporanea annichilita dal nulla, il grande valore della rinuncia”.

Articolo pubblicato il 02 giugno 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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