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Ergastolo per direttore quotidiano, stampa mondiale contro Erdogan
di Redazione

Turchia, petizione internazionale per la libertà di stampa

Tags: Erdogan, Turchia, Libertà Di Stampa



Il capo di stato turco Recep Tayyp Erdogan non ha intenzione di farsi intralciare e come un carro armato schiaccia o tenta di schiacciare chi si mette sulla sua stradam anche se solo con parole e immagini. è il caso dei giornalisti turchi che, da sempre nel mirino del presidente, nel corso della campagna elettorale per le politiche del prossimo 7 giugno sono tra i suoi obiettivi preferiti, tanto da arrivare a chiedere l’ergastolo per il direttore del quotidiano Cumhuriyet, Can Dundar.

Una mossa contro cui si è schierata la stampa mondiale che ha firmato una petizione lanciata dal quotidiano Zaman per la libertà di informazione in Turchia. Decine di testate internazionali, del calibro di Afp, Usa today, Guardian, 70 testate appartenenti al World News Media Congress, lo Asahi Shimbun e giornalisti da ogni parte del mondo hanno firmato la petizione che chiede al governo turco di “lasciare liberi i giornalisti”.

“A causa dell’aumento delle pratiche autoritarie del governo turco la libertà di informazione sta subendo duri colpi - si legge nella petizione - Ad oggi illustri giornalisti restano dietro le sbarre per i loro articoli” e i loro processi “minacciano la libertà di stampa e il futuro democratico del Paese”. Attualmente sono 10 i giornalisti in carcere, tra questi l’editorialista di Taraf, Mehmet Baransu, per il quale sono stati chiesti 52 anni di prigione e il direttore di Samanyolu TV, Hidayet Karaca.

Secondo la stampa internazionale si tratta di processi farsa: per la maggior parte le accuse si basano sul contenuto delle notizie o sulle frasi postate su Twitter. E oltre ai processi istuiti formalmente ci sono anche le minacce verbali che Erdogan riserva a molti giornalisti anche solo per frasi postate sui social. Eè il caso del mezzobusto di Cnn Turk Nevsin Mengu, l’ultima in ordine di tempo che è stata criticata duramente dal presidente. L’ira di Erdogan si è abbattuta sulla giornalista che aveva postato il suo programma giornaliero commentandolo ironicamente. Ma con l’avvicinarsi della data delle elezioni Erdogan sembra avere sempre più sete di “vendetta” nei confronti dei giornalisti scomodi, che siano turchi o stranieri. Erdogan ha così inaugurato una nuova violenta crociata contro la stampa d’opposizione, alimentando ancora una volta le critiche sul suo autoritarismo.

Articolo pubblicato il 05 giugno 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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