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Regione siciliana, siti archeologici dimenticati
di Isabella Di Bartolo

La L.r. 20/00 prevede l’istituzione di Parchi con autonomia finanziaria. Perimetrati 16, attivo solo Agrigento, l’unico che funziona. Pantalica, Selinunte, Segesta, Solunto annaspano dietro l’immobilismo della burocrazia

Tags: Pantalica, Selinunte, Segesta, Solunto



La Regione siciliana, dal 2000 prevede la costituzione di Parchi archeologici regionali in corrispondenza delle aree monumentali più significative quale elemento qualificante di un ampio paesaggio di contorno, caratterizzato a sua volta da proprie qualità ambientali.
La legge è chiara. Per evitare ingerenze della politica e per consentire una migliore gestione del patrimonio culturale pubblico, con una spesa razionale delle somme guadagnate, occorre che le aree archeologiche siano riconosciute e autonome.
Questo il fondamento della normativa n. 20 del 2000 della Regione siciliana che impone la nascita dei “Parchi archeologici regionali”. Fino ad oggi, però, l’unico ente costituito secondo la normativa è quello di Agrigento, altri 16 sono stati perimetrati ma ancora nessuno è stato attivato con grave danno per l’economia legato alla cultura.

Articolo pubblicato il 06 giugno 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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