Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

GdF, lotta a evasione e corruzione
di Carlo Alberto Tregua

Metodo per raggiungere risultati

Tags: Evasione, Corruzione, Guardia Di Finanza



Il comandante regionale della GdF, Ignazio Gibilaro, nel Forum che leggete all’interno, ha illustrato ai nostri lettori l’azione della Guardia di Finanza siciliana per l’anno corrente, soprattutto su alcuni importanti versanti: corruzione, evasione, spesa pubblica, contributi, riciclaggio e giochi.
Più importante dell’obiettivo dell’attività della GdF è il metodo con cui essa opera, perché potendo attingere a tutte le banche dati le informazioni che riguardano un soggetto pubblico o privato, può preliminarmente stabilire ove indirizzare le proprie indagini, in modo da ottenere i migliori risultati in tempi più brevi possibili.
La seconda questione emersa nel forum è che la GdF, anche in funzione di un nuovo quadro normativo, apre il contraddittorio nell’ambito di controlli o verifiche, in modo da, quasi, condurre per mano il contribuente e fargli capire ove eventualmente abbia commesso errori. Ovviamente questo contraddittorio non vi sarà quando vengono scoperte frodi o reati perché in quel caso interviene la Magistratura.
Condurre il contribuente a discutere e concordare, anche in caso di colpa o di colpa grave, consente il ravvedimento operoso che ora è fattibile anche nel corso dei controlli.

La GdF, più che Polizia tributaria, è diventata una Polizia economico-finanziaria, a tutela dei bilanci Ue, nazionali e degli Enti territoriali. Cosicché indirizza la propria azione a verificare la corruzione che vi è nella spesa pubblica, sia quella corrente (cattiva) che quella in conto capitale (buona).
Nei primi cinque mesi di quest’anno, su novanta milioni di euro relativi a controlli, in ben ottanta sono emerse irregolarità. Il che non significa, però, che alla conclusione dei controlli stessi, le irregolarità emerse diventino effettive contestazioni.
Per quanto concerne i reati, la GdF è servente dei Pubblici ministeri. Per quanto concerne il danno erariale è servente della Corte dei Conti.
È stato già rilevato un danno erariale per trecento milioni, sintomo non solo di corruzione, ma anche di inefficienze. Magistrature ordinaria, contabile e amministrativa hanno la facoltà di fare i sequestri cautelari per equivalenti somme all’ipotesi di frodi, danno erariale e corruzione.
 
Questo strumento consente di salvaguardare le somme dei condannati in via definitiva, per evitare che esse si perdano per qualunque ragione.
In quest’anno sono stati denunciati per reati ben 506 soggetti. Con questo ritmo il dato raggiungerà i mille a fine anno.
Il tempo dei controlli presso terzi, pubblici o privati, è di norma di quindici più quindici giorni lavorativi. Va da sè che l’azione poi continui negli uffici della GdF fino alla conclusione, positiva o negativa che sia.
In questo quadro di attività, vale la pena rilevare come centinaia di ufficiali vengano trasferiti dopo essere rimasti nella stessa città o nella stessa funzione da due a quattro anni. Si tratta di un metodo costante volto a impedire incrostazioni, quelle stesse incrostazioni di dirigenti delle altre Pubbliche amministrazioni che rimangono per decenni negli stessi posti o in posti viciniori.
Seguendo, come facciamo da decenni, l’attività della GdF regionale e nazionale - con i Forum pubblicati degli ultimi comandanti generali, Roberto Speciale (nel 2007), Cosimo D’Arrigo (nel 2009) e l’attuale Saverio Capolupo (nel 2011) - possiamo rilevare l’efficienza di questa parte della Pubblica amministrazione che funziona e consegue risultati.

Non possiamo sottacere che analoga efficienza abbiamo rilevato in altri due pezzi della Pubblica amministrzione: Carabinieri e Polizia di Stato.
Non si comprende, perciò come tutte le altre Pubbliche amministrazioni non siano organizzate alla stessa maniera, puntando a obiettivi che si traducono in risultati, facendo ruotare ogni due/tre anni tutti i dirigenti, i quali dovrebbero trovare le strutture perfettamente funzionanti su cui immettere la propria capacità, per farle funzionare ancora meglio.
Le Forze dell’Ordine sono un esempio che non viene emulato da altre branche dell’amministrazione. Questo è inicuo perché sia i componenti delle prime che dirigenti e dipendenti delle seconde percepiscono stipendi quasi uguali, ma con risultati molto diversi.

Articolo pubblicato il 20 giugno 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus