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Lavoro: meno controlli ma più irregolari
di Cettina Mannino

Nel 2008 vennero ispezionate 12.800 aziende in Sicilia, da gennaio a settembre del 2009 solo 6.800 ispezioni. A Siracusa e Catania il primato per il numero dei lavoratori in nero: rispettivamente 703 e 608

Tags: Lavoro Nero, Anna Rosa Corsello



PALERMO – Più lavoratori irregolari e più lavoratori in nero. Sono questi i risultati dei controlli, effettuati dall’ispettorato al Lavoro della Regione Sicilia, da gennaio a settembre di quest’anno. Tre le provincie siciliane con le maggiori infrazioni sul campo lavorativo: Siracusa e Agrigento, occupano i primi posti della classifica per il numeri dei lavorati irregolari, rispettivamente 1.415 e 1.101. Siracusa e Catania hanno il primato, invece, per il numero dei lavoratori in nero, con 703 e 608.

L’analisi dell’assessorato al Lavoro della Regione Siciliana mette in chiaro quanto il fenomeno delle aziende che non rispettano le norme statali sia ancora di uso comune fra imprese della Sicilia. Da sfatare, invece, il mito dei cantieri, spesso indicati come esempio di norme non rispettate. Al setaccio dell’ispettorato passano, infatti, tutte le tipologie lavorative: pizzerie, centri commerciali e ristoranti. Non è un caso che il maggior numero delle sanzioni sono state applicate durante i mesi estivi, proprio nelle zone dove sono stati realizzati dei lidi. Uno l’obiettivo, dunque, della politica di pensiero dell’assessorato regionale: ridurre il fenomeno delle imprese irregolari,  ma con la logica della prevenzione. Prevenzione e controllo. Queste le parole d’ordine degli uffici dell’Assessorato al Lavoro della Regione Sicilia.

“La sicurezza sul lavoro-dichiara la dirigente responsabile dell’ispettorato regionale al Lavoro, Anna Rosa Corsello - è uno degli obiettivi prioritari della linea amministrativa del presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo. Noi, in qualità di organo tutore della vigilanza e della repressione sui luoghi di lavoro, seguiamo la stessa filosofia, cercando di cominciare con un azione di prevenzione”.  “La Carovana per l’Orientamento - spiega Corsello - creata con fondi comunitari, ha messo in circolo la cultura della prevenzione e poi abbiamo effettuato dei corsi per i datori di lavoro”. Risultati?. “Ancora presto per poterne parlare- afferma la dirigente-. Ma siamo fiduciosi”. “Altro punto sulla quale fare leva-secondo la dirigente- è quello dell’informazione”.
Se un azienda viene sorpresa, anche con un solo lavoratore, non in regola o totalmente in nero, la pena arriva fino alla sospensione dell’attività lavorativa dell’intera azienda. Così anche i dipendenti in regola, con la legge vigente in materia di lavoro, dovranno interrompere l’attività, con danni per l’economia di intere famiglie. Secondo il comma 9 della legge 407 del 1990, se applicata invece, un datore di lavoro può ottenere degli sgravi a livello fiscale e dunque ottenere dei vantaggi a livello economico. Uno dei fenomeni che si sta diffondendo tra le imprese siciliane è quello della rateizzazione delle sanzioni. “è un effetto della crisi-sostiene la dirigente Corsello. Fino a qualche anno fa gli imprenditori pagavano la sanzione in un'unica soluzione, succede - conclude - specie quest’anno che i datori di lavoro decidono di dividere la multa in tante rate”. 
 

 
Il numero degli ispettori è esiguo rispetto alle esigenze del territorio
 
PALERMO - Secondo un confronto tra il 2008 e l’anno in corso le aziende esaminate dall’ispettorato al Lavoro della Regione Siciliana, risultano di meno, quasi la metà. Nel 2008 la cifra sfiorava quasi i 12.800 a fronte di circa 6.800 aziende controllate nel 2009. “Purtroppo- spiega Giuseppe Librizzi, componente dell’ufficio rivelazione dati dell’assessorato al Lavoro- il problema è che il numero degli ispettori non riesce a coprire l’attività di monitoraggio. A Palermo, ad esempio, il numero degli ispettori non è assolutamente funzionale al numero delle attività lavorative”. Secondo il funzionario le provincie che riescono ad essere meglio coperte dal servizio dei ispezione sono Agrigento, Caltanissetta ed Enna. Il risultato dei controlli effettuati in quest’ultimo trimestre, però non è proprio quello definitivo.“Bisogna precisare- continua Librizzi- che molte aziende che hanno subito dei controlli quest’estate hanno ancora una posizione aperta. Questo significa che se il lavoratore dopo un’ispezione vuole dimostrare il contrario di quanto riscontrato dall’ispettorato può farlo e la pratica dell’azienda resta aperta fino a quando non si arrivano a delle conclusioni concrete”.

Articolo pubblicato il 31 ottobre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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