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Contraffazione, nel quinquennio 2008/2013 sequestrate 3,8 miliardi di euro di merci
di Serena Giovanna Grasso

Secondo il rapporto Unioncamere, dalla Sicilia provengono ben oltre 93 milioni di euro di prodotti contraffatti. Un pari valore, se non addirittura superiore, quelle giunte sul mercato a danno delle imprese

Tags: Contraffazione, Unioncamere, Sicilia



PALERMO – Ed eccoci qui giunti all’ultima puntata del nostro percorso che ha passato in rassegna i vari volti con cui si manifesta la criminalità organizzata ed influenza ogni forma dell’agire umano. In questa sede ci concentreremo sulla contraffazione, quel fenomeno di distorsione di un’economia come la nostra basata sul “made in Italy” capace di minare fortemente la fiducia dei consumatori finali. Medesima è la fonte di cui ci avvarremo, ovvero il rapporto “I fenomeni illegali e la sicurezza percepita all’interno del sistema economico italiano” pubblicato lo scorso 26 maggio da Unioncamere.

Secondo Unioncamere si tratta di un fenomeno radicato e dalle ingenti proporzioni che sottrae una buona fetta di consumatori dall’acquisto di merci prodotte da imprese che operano in ambito legale e al contempo alimenta numerosi sospetti e di conseguenza scoraggia i consumi di tutti quegli italiani che temono di cadere nell’illecito. Si pensi che nel quinquennio 2008/2013 sono state sequestrate merci per un valore complessivo a livello nazionale di 3.789.191.206 euro, secondo quanto stimato dal ministero dello Sviluppo economico. Dunque, in questo caso parliamo di merci che non sono arrivate ad esser fruite dal mercato dei consumatori. Ma di ugual portata si prospetta essere il danno che ne consegue per tutti i prodotti contraffatti acquistati, perdite non affatto indifferenti per tutte quelle imprese che fanno fatica a sopportare i duri effetti della crisi economica.

Ritornando ai prodotti sequestrati, un quarto del loro valore si concentra nel Lazio (25,5%) per un ammontare pari a 965.946.065 euro, seguono la Lombardia (16,9%) e la Campania  (15,2%). In un tale contesto, la nostra Isola si colloca nella prima metà della classifica stilata da Unioncamere, esattamente al decimo posto, con un valore pari a 93,4 milioni di euro di merci contraffatte sequestrate nel quinquennio di riferimento 2008/2013. Nonostante la composizione delle merci sequestrate in Sicilia può sembrare poco rilevante sotto un profilo percentuale, ossia in rapporto al totale delle merci contraffatte sequestrate lungo tutto lo Stivale pari esattamente al 2,5%, occorre certamente non sminuire la portata del fenomeno. Infatti, il presente fenomeno rapportato ad un’economia estremamente povera come quella che ci contraddistingue risulta essere ugualmente devastante, nonostante l’apparente modestia.

Fra il 2008 ed il 2013, il valore merceologico stimato dal Mise dei pezzi contraffatti sequestrati si riferisce, per il 49% circa a capi di abbigliamento e loro accessori, per un altro 8% a calzature, seguiti per il 10% circa da apparecchiature elettriche. Altre componenti tradizionali del made in Italy di qualità sono poi colpite, ad iniziare dall’occhialeria, per continuare con i profumi e cosmetici, i gioielli, ma anche le apparecchiature elettroniche ed informatiche, che danno luogo ad un fiorente mercato parallelo, che produce notevoli danni, in termini di diritti d’autore ad artisti, creativi e soggetti operanti nel settore del software informatico.

A corredo dell’articolo pubblichiamo una tabella di sintesi sul valore delle merci contraffatte sequestrate nel quinquennio di riferimento nelle varie regioni che compongono lo Stivale, al fine di consentire al lettore una fruizione più agevole.

Articolo pubblicato il 26 giugno 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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