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Incompiute siciliane: elenco nascosto
di Rosario Battiato

Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha aggiornato l’apposita anagrafe, ma la Regione non ha inviato i nuovi dati. Sono 649 le strutture da completare in tutta Italia. Lo scorso anno il 10% del totale era in Sicilia

Tags: Incompiute, Infrastrutture, Sicilia



PALERMO – In Italia si mantiene alto il numero delle incompiute, anche se manca ancora la Sicilia all’appello. Sono 649 le opere inserite nell’edizione 2015 dell’anagrafe delle opere pubbliche incompiute, prevista nel 2011 e divenuta operativo nel 2013 con i decreti del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. Nel 2014 (dati relativi all’anno precedente) l’Isola aveva raggiunto la terza postazione nazionale, dopo Lazio e Sardegna, con 67 incompiute.

“L’elenco, on line da ieri (2 luglio, ndr), doveva essere compilato sull’apposito sistema entro il 30 giugno 2015 dalle Regioni e dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e si riferisce alle opere incompiute al 31 dicembre 2014”.

Ci sono due assenze per motivi diversi. La prima riguarda la Provincia autonoma di Trento che segnala di non avere opere incompiute, la seconda, invece, comprende la Regione siciliana che, secondo quanto riportato dal ministero, mantiene l’”elenco in corso di stesura”.

Un ritardo siciliano da colmare al più presto, anche perché il prossimo passaggio previsto dal ministero riguarda il finanziamento delle priorità.

“Ora dobbiamo andare oltre la stesura dell’elenco – ha spiegato Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture e dei trasporti – e istituire a cura del Ministero un’apposita task force che, così come avvenuto con l’Agenzia della Coesione per i Fondi europei, segua punto per punto le opere meritevoli di essere completate”.

Si tratta del terzo anno di pubblicazione dell’anagrafe, un sistema che prevede la segnalazione, per ogni singola opera incompiuta, della stazione appaltante, delle risorse, della percentuale di lavori compiuti e delle cause rilevanti dell’interruzione che possono essere l’interruzione temporanea, l’interruzione dovuta a cause ostative (come contenziosi o fallimenti) oppure il collaudo non eseguito per mancanza di requisiti, mancanza di risorse.

Lo scorso anno erano state ben 692 le opere incompiute e la Sicilia aveva contribuito con quasi il 10% delle incompiute di tutta Italia.

Tutti i dati in dettaglio sono comunque consultabili sul portale del sistema informativo monitoraggio opere incompiute (serviziocontrattipubblici.it) dove sono ospitati tutti i dati relativi agli sprechi infrastrutturali del patrimonio nazionale.
Per la Regione siciliana l’ultimo elenco è aggiornato al luglio del 2014 e fa riferimento al 2013. Nell’elenco ci sono due opere già completate al 100% eppure non fruibili - i lavori di costruzione della strada di interesse turistico per lo sviluppo della ricettività collinare nel comune di Basico e i lavori di messa in sicurezza d’urgenza di un’area compresa tra l’inceneritore di San Ranieri e la linea nella costa falcata nel comune di Messina – a fronte di una spesa complessiva di 4,2 milioni di euro.

Le due infrastrutture più costose, quasi 13 milioni di euro per intervento, sono la strada esterna per lo snellimento del traffico collegante la SS 114 con l’abitato di Fondachello nel comune di Mascali (servono ancora 3,3 milioni di euro per completare l’operazione) e l’asse stradale per il miglioramento della viabilità della direttrice costiera est-ovest della Sicilia e dell’accessibilità al porto di Porto Empedocle e lavori di completamento dell’asse viario a servizio delle aree industriali, portuali e turistiche di Porto Empedocle (8,9 milioni di euro per chiudere l’intervento).
 


Due elenchi differenti con risultati disomogenei
 
PALERMO – In attesa dei dati aggiornati al 2015, quindi relativi allo scorso anno, il confronto tra le incompiute censite in Sicilia è particolarmente interessante. Sulla pagina del proprio sito, relativa all’elenco dell’Anagrafe Opere Incompiute di interesse regionale censite dall’Ufficio Speciale di Coordinamento delle attività tecniche e di vigilanza sulle Opere Pubbliche, scopriamo infatti che i due elenchi presenti fanno riferimento allo stesso anno, cioè il 2013, ma sono frutto di due aggiornamenti differenti. Il primo si chiude alla fine del 2013 e riporta più di 150 incompiute sul territorio regionale, mentre il secondo, che fa sempre riferimento alla stesso anno, sebbene sia stato concluso nel luglio del 2014, riporta “soltanto” 67 strutture da completare. Alcune opere coincidono, altre invece sono state evidentemente rimosse sulla base delle richieste precise del ministero che per l’accesso all’anagrafe ha delle richieste ben precise in termini procedurali. Non potrebbe essere altrimenti visto che pare impossibile il completamento, nel giro di pochi mesi, di oltre metà delle opere “incompiute” anche perché il ministero specifica che un’opera incompiuta che resti tale anche l’anno successivo deve essere inclusa nell’elenco aggiornato delle opere.

Articolo pubblicato il 04 luglio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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