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Itinerario arabo-normanno nella World heritage list
di Redazione

Ufficiale il riconoscimento per i tesori del palermitano. Grande soddisfazione da parte del sindaco di Palermo Leoluca Orlando, presidente del Comitato di pilotaggio del sito “Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale”

Tags: Unesco, Palermo, Leoluca Orlando, Monreale, Cefalù



PALERMO - “Questo riconoscimento è un motivo d’orgoglio e è una grande gioia per la città e i palermitani, così come per tutti i siciliani”. Sono state queste le parole con cui il sindaco Leoluca Orlando, presidente del Comitato di pilotaggio del sito “Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale” e capo della delegazione italiana presente a Bonn, ha commentato la notizia dell’inserimento del sito nella World heritage list dell’Unesco.

“Questa – ha aggiunto - è la conferma internazionale della bellezza culturale, artistica e storica di questa città, patrimonio di tutti e di ciascuno e sarà certamente volano di sviluppo turistico e nuova economia per Palermo e per tutta la Sicilia”.

“Esprimo la mia soddisfazione – ha ripreso il primo cittadino - a nome dell’intera Amministrazione comunale, che ha lavorato alacremente e per diversi mesi per raggiungere questo prezioso risultato. Continueremo a impegnarci per proteggere e custodire questo patrimonio, affinché possa essere tramandato intatto alle generazioni future. Questo riconoscimento, se è possibile, è ancora più significativo e importante proprio in un momento in cui il fondamentalismo islamico compie stragi e vorrebbe portarci a uno scontro di civiltà, perché ci ricorda che culture e religioni diverse, come quella araba, normanna e bizantina, possono convivere insieme, influenzandosi e contaminandosi reciprocamente, così come accadeva nel passato”.
“Le istituzioni comunitarie – ha concluso - riflettano sul profondo messaggio che scaturisce da questa scelta dell’Unesco”.

Per Aurelio Angelini, direttore dell’Unesco Sicilia si tratta di “un riconoscimento alla storia e all’arte dell’Isola, che può rappresentare una grande opportunità per le eccellenze produttive del territorio, ma è anche il riconoscimento a un modello antesignano di convivenza tra popoli e religioni diverse. La Sicilia è sempre stata una terra che ha aperto le braccia allo straniero, al contrario di quei paesi che, oggi, si scontrano sulle quote di accoglienza e preferiscono ergere muri e steccati a chi fugge dalla guerra, dalla fame e dai disastri ambientali”.

L’itinerario arabo-normanno è costituito da nove monumenti: sette a Palermo – il Palazzo Reale con la cappella Palatina, la chiesa di San Giovanni degli Eremiti e quella di Santa Maria dell’Ammiraglio (nota come chiesa della Martorana), la chiesa di San Cataldo, la cattedrale di Palermo, il palazzo della Zisa, ponte dell’Ammiraglio - più le cattedrali, con i rispettivi chiostri, di Cefalù e Monreale.

Fanno parte del Comitato di pilotaggio, che martedì si riunirà a Palermo per affrontare le tematiche legate al piano di gestione dei siti, i Comuni di Palermo, Monreale e Cefalù, l’assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, la Fondazione Patrimonio Unesco Sicilia, la Fondazione Sicilia, la Fondazione Federico II, l’Assemblea regionale siciliana, il ministero dei Beni e delle Attività culturali del turismo, il ministero dell’Interno fondo edifici di culto - prefettura di Palermo, le Arcidiocesi di Palermo, Monreale e Cefalù, l’Eparchia di Piana degli Albanesi.

Articolo pubblicato il 05 luglio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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