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Quotidiano di Sicilia

In terra d’America un cuore italiano
di Liliana Rosano

Forum con Joseph Del Raso, presidente della National italian american foundation (Niaf)

Tags: Joseph Del Raso



WASHINGTON D.C. (USA) - Cos’è la Niaf e quanti sono oggi i membri che ne fanno parte?
“La National Italian American Foundation (Niaf) è stata fondata nel 1975 ed è un'organizzazione senza fine di lucro e senza affiliazioni politiche. Si tratta di una fondazione a livello nazionale avente sede legale a Washington, D.C., ed è la maggiore e più fedele rappresentante degli oltre 20 milioni di cittadini italo-americani che vivono negli Stati Uniti.  A farne parte sono oltre 20 mila tra cittadini italo-americani non necessariamente legati all’origine italiana ma amanti della cultura italiana”.

Quali sono gli obiettivi più importanti che la Niaf si prefigge di raggiungere?
“Le due più importanti finalità che la NIAF si prefigge sono quella di far sì che gli italo-americani continuino a mantenere sempre vivo e presente il ricchissimo patrimonio dei propri valori e delle proprie tradizioni culturali, e quella di assicurarsi che l'intera comunità non dimentichi mai il grande contributo che gli italiani hanno apportato alla storia ed al progresso degli Stati Uniti. A tal fine, la Fondazione collabora attivamente con il Congresso degli Stati Uniti e con la Casa Bianca su tutte le maggiori questioni che riguardano gli italo-americani. Non solo, compito essenziale della Niaf è anche quello di promuovere l’educazione scolastica e la cultura. Per questo, ogni anno assegniamo borse di studio a studenti americani per una somma annuale di circa 1 milione di dollari”.

L’aspetto culturale è quello che voi privilegiate. Ma quali sono le iniziative a favore delle relazioni commerciali italo-americane?
“La fondazione si occupa anche di promuovere e sviluppare i rapporti economici e culturali tra Italia e Stati Uniti. Per questo, negli ultimi anni stiamo molto insistendo sull’organizzazione di workshop, lectures, focalizzati sul business e sul management. Sappiamo che le relazioni commerciali tra l’Italia e l’America sono storiche e che oggi è indispensabile mantenerle vive adattandosi anche alle esigenze del mercato. Da qui la necessità di investire sulle nuove tecnologie, come quelle legate alla green economy o all’ambiente. La Niaf in questi ultimi anni sta guardando a questo settore, che l’Italia e la Sicilia stanno in particolare privilegiando".

Qual è l’immagine attuale che gli americani hanno dell’Italia. Quali sono stati i rimbalzi in Usa delle ultime vicende politiche italiane?
“In genere gli americani non sono interessati alle vicende politiche italiane, considerate spesso una questione locale. L’immagine è quella di un grande paese che ha un grande patrimonio culturale da salvaguardare ma anche delle persone brillanti e capaci che dall’Italia vengono negli Stati Uniti al servizio del nostro paese. Pensiamo ai ricercatori italiani, ai fisici, agli ingegneri che oggi sono protagonisti delle più importanti scoperte e ricerche”.

Quali sono secondo lei le differenze principali tra la società americana e quella italiana?
“Innanzitutto storiche e culturali. L’Italia ha una storia completamente diversa da quella degli Stati Uniti d’America, caratterizzata fortemente dalla presenza della cultura greca e romana. Inoltre, un’altra differenza è quella economica e politica. Il mercato americano è un mercato libero che si basa sulla libera concorrenza e anche l’atteggiamento dei consumatori americani è diverso da quello degli italiani. Se i primi amano spendere ed investire, gli italiani invece guardano più al risparmio”.

Come sta cambiando la società americana in seguito alla recente crisi economica?
“L’America è un grande paese con una grande storia sia politica che economica. La recente crisi ha toccato indistintamente tutti i settori e milioni di posti di lavoro sono stati persi. Io credo però nel mercato libero, nelle potenzialità e capacità che questo mercato ha, indispensabili per far uscire fuori dalla crisi questo paese e non solo. Gli Stati Uniti d’America hanno sempre basato la loro capacità di crescita sull’immigrazione. La forza degli immigrati ha fatto grande questo paese. Se ieri l’immigrazione di massa era rappresentata da quella italiana oggi invece è la comunità ispanica ad essere fortemente presente nel nostro territorio. Ed è proprio sul contributo degli immigrati che questo paese cresce”.
 

 
L’impegno della fondazione per le cause italiane: Il sostegno alle vittime del terremoto d’Abruzzo

Qual è il riconoscimento della Niaf e della comunità italo-americana a livello nazionale?
“Un riconoscimento ormai pieno è consolidato, confermato anche dal discorso del presidente Obama tenuto durante la sua visita a Roma in occasione del G8. Il presidente degli Stati Uniti d’America allora ha riconosciuto l’impegno importante della nostra fondazione a sostegno delle vittime del terremoto. Non solo, in occasione del Columbus Day, Obama ha fatto anche riferimento all’importanza della comunità italo-americana nella costruzione di questo paese. Non solo le vecchie generazioni, ma anche quelle nuove continuano, con il loro talento, con il loro ingegno, a contribuire all’avanzamento dell’America.
Sin dalla scoperta di questo continente, ormai più di 500 anni fa, questo è stato un territorio che si è continuamente arricchito grazie agli immigrati. Sono gli immigrati che ogni giorno hanno portato avanti con sacrificio e determinazione i risultati più importanti. La comunità italo-americana è sicuramente quella che più di tutto gode di prestigio e di riconoscimento, anche perché è la più numerosa. Oggi il processo migratorio ha sicuramente cambiato fisionomia ma ancora oggi sono numerosi gli italiani che arrivano negli Stati Uniti d’America e portano avanti la loro carriera, contribuendo soprattutto a fare crescere il nostro paese”.

Articolo pubblicato il 03 novembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Joseph Del Raso, presidente della National italian american foundation (Niaf)
Joseph Del Raso, presidente della National italian american foundation (Niaf)