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Bere, fumare e drogarsi: i vizi per entrare nel giro dei coetanei
di Serena Giovanna Grasso

L’ottavo rapporto Crc svela gli insalubri stili di vita condotti dai minori e le conseguenze che ne derivano. In Sicilia un giovane su 3 è preda di eccessi alcolici, quasi 1 su 4 fuma e si droga

Tags: Alcol, Droga, Cannabis



PALERMO – Bere, fumare e drogarsi: i vizi che giorno dopo giorno si affermano con preoccupante vigore, quei comportamenti da doversi attuare ad ogni costo al fine di essere accettati dal gruppo dei pari. Abbastanza allarmante è la situazione che emerge dal rapporto “I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia”, curato da Crc (Gruppo di lavoro per la convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza).

Ogni singola sostanza sopracitata è dannosa, compromette la salute e la qualità della vita, arrivando anche ridurla. Eppure sono sempre più numerosi i giovani che si approcciano al consumo. Basti pensare che in Sicilia una quota percentuale di studenti compresa tra il 17% e il 23% fa uso di cannabis, il 22% fuma e circa un giovane su tre è in preda agli eccessi alcolici. Un dato altamente allarmante inerisce il consumo abituale di cannabinoidi, operato dal 26% dei giovani, spesso accompagnato da pesanti intossicazioni da alcol.

Secondo quanto dichiarato dagli adolescenti, il consumo di cannabis rientra in una sfera di ordinarietà che consente al minore di entrare a far parte del gruppo dei pari. Al contrario, per quel che attiene il consumo della cocaina, altro grande membro della famiglia delle droghe, si rileva un’abitudine esercitata dall’1,5% degli studenti siciliani perlopiù in contesti dall’alto impatto socializzante (come il capodanno o una festa di compleanno).

A chiusura del quadro “sostante psicotrope” non potevano mancare gli psicofarmaci prescritti dal medico. Il 17% degli studenti ne ha fatto uso una volta nella vita (soprattutto le ragazze). È importante sottolineare che gli psicofarmaci vengono spesso assunti in concomitanza con droghe e alcool e fanno parte del fenomeno del policonsumo, in cui si mixano le sostanze per potenziarne gli effetti.

Non meno degno di attenzione è il consumo costante e prolungato di tabacco che incide sulla qualità e durata della vita: infatti, venti sigarette al giorno riducono di circa 4,6 anni la vita media di un giovane che inizia a fumare a 25 anni. Si stima che su mille maschi adulti che fumano, duecentocinquanta andranno incontro a un decesso per patologie correlate al tabacco. Ogni danno fisico derivante dall’esposizione al fumo dipende in maniera determinante dall’età di inizio, numero giornaliero di sigarette, numero di anni di fumo e dalla modalità più o meno profonda di inalazione del fumo.

Anche in questo caso, si acquisisce il vizio a causa della crescente necessità di omologarsi ai pari, al fine di venire accettati dal gruppo. Cresce il numero dei giovani tra i 15-24 anni che sono forti fumatori, ovvero che fumano più di quindici sigarette al giorno: erano il 19,3% nel 2013, ora sono il 28%, ai quali si aggiunge un 1,3% che fuma più di 25 sigarette al giorno (dato che nel 2013 era pari a zero). Nel Piano d’Azione globale 2013-2020 per la prevenzione delle patologie non trasmissibili, l’Organizzazione mondiale della sanità ha individuato l’incremento del prezzo dei prodotti del tabacco come il più efficace intervento singolo per incoraggiare i fumatori a smettere di fumare e per prevenire l’iniziazione al fumo di sigarette nei giovani.

Infine, concludiamo il nostro allarmante quadro sulle dipendenze con l’analisi del consumo di alcol. Un fenomeno ormai assai radicato attiene al “binge drinking”, letteralmente “abbuffata alcolica”, consistente nel consumo di sei o più bevande alcoliche in una sola occasione. Nella fascia di età compresa tra gli undici e i quindici anni, il luogo di maggiore diffusione della pratica continua ad essere la discoteca (33,3%). A destare particolari preoccupazioni è quel tasso percentuale compreso tra il 70% e il 93% di giovani tra i 15 e i 19 anni (tra coloro i quali fanno consumo di alcol) che usano contemporaneamente tabacco e alcol associati ad altre sostanze stupefacenti. Complessivamente in Sicilia si rileva una diminuzione del consumo pari al 2%, ancora troppo flebile in confronto ai pericolosi comportamenti messi in atto da una grande componente di minori.

Articolo pubblicato il 09 luglio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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