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Quotidiano di Sicilia

Beni confiscati e poi dimenticati
di Michele Giuliano

In Sicilia sono nelle ragnatele 2.574 (46,7%) tra immobili e aziende appartenuti alla criminalità per un valore di oltre 5 mld. Nel 31% dei casi i Comuni non completano le procedure di assegnazione

Tags: Mafia, Beni Confiscati



C’è un vecchio proverbio che recita: “Più buio di mezzanotte non può fare”. Un modo per esortare a non perdere la speranza e a pensare che dopo avere toccato il fondo si può solo fare meglio. Forse sarà anche così ma in Sicilia no. Se si tocca il fondo si può anche scavare. Basta guardare uno dei problemi più atavici e allo stesso tempo delicati: i beni strappati alla mafia. Se lo scorso anno si è chiuso con ben 2.566 beni confiscati non utilizzati, l’anno nuovo si apre con un dato anche peggiore: la cifra è salita a 2.574. Certo, a livello statistico stiamo parlando di differenze in decimali, quasi impercettibili. Ma ciò che lascia perplessi è che mentre la maggior parte delle regioni ha migliorato di gran lunga questo dato, in Sicilia invece si riesce a fare anche peggio, seppur di poco.

Articolo pubblicato il 11 luglio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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