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Misterbianco, sul depuratore occorre fare maggiore chiarezza
di Melania Tanteri

Alcuni consiglieri denunciano il malfunzionamento dell’impianto e il potenziale inquinamento. La difesa della delegata del sindaco: “Funziona e le acque vengono depurate”

Tags: Misterbianco, Depuratore, Acque, Malfunzionamento



CATANIA - Per alcuni consiglieri non funziona, nonostante in bolletta sia presente la voce apposita. Per l’assessore all’ambiente Angela Vecchio, invece, opera a regime ridotto. Il depuratore di Misterbianco, realizzato nei pressi del torrente Cubba, è al centro di un’accesa polemica tra i consiglieri comunali di opposizione al sindaco Nino Di Guardo,  Marcello Russo e Gianni Giaccone e l’amministrazione comunale.

I primi denunciano il mancato funzionamento dell’impianto e il potenziale inquinamento delle falde acquifere dei dintorni, dal momento che le acque reflue sembra non arrivino nelle vasche. “Il mancato funzionamento del depuratore, dato che la griglia nell’unica vasca realizzata sia ferma, o il fatto che lo faccia a regime ridotto – affermano Russo e Giaccone – hanno spinto la cittadinanza tutta a domandarsi dove vanno a finire i reflui che arrivano dalle abitazioni regolarmente allacciate all’impianto fognario”. Il torrente e il terreno circostanti – in zona ci sono pascoli – potrebbero, a loro dire essere, contaminati. Non c’è neanche il tipico cattivo odore – aggiungono i consiglieri – cosa che ci spinge a pensare che l’impianto non lavori e che le acque nere non arrivino qui”.

Un problema inesistente, per l’assessore all’Ambiente Vecchio che, pur annunciando l’intenzione di raccogliere maggiori informazioni, assicura la funzionalità della struttura. “Il depuratore funziona – afferma la delegata del sindaco Nino Di Guardo – e le acque vengono depurate. Sono stata a verificare circa un mese fa – aggiunge – e mi è sembrato tutto a posto”. Insomma, quanto segnalato dai consiglieri non sarebbe vero. “Gli uffici non mi hanno segnalato nulla – prosegue l’assessore – ma mi premurerò ugualmente di verificare”.

Il corretto funzionamento, però, non è l’unico aspetto denunciato da Russo e Giaccone. Il terreno su cui sorge il depuratore sarebbe infatti ad alto rischio idrogeologico. Una frana del 2012 ha già causato ingenti danni ai pozzetti di protezione della struttura e il timore, manifestato anche da alcuni esperti in materia, è che uno smottamento del terreno potrebbe causare ulteriori danni.
Un rischio riconosciuto dal Pai regionale che classifica l’area come R3 (il massimo è R4), segnando la zona in arancione. Insomma, l’area forse non era adatta ad accogliere un impianto di questo tipo. Come conferma la geologa Angela Aiello, carte alla mano. In relazione al dissesto dell’area, infatti, la geologa con atti recuperati dallo schema di massima del Prg approvato, evidenzia la criticità dell’area dal punto di vista del rischio geologico e idraulico, data la presenza di numerosi torrenti. “Ai sensi dei vincoli posti – spiega – l’impianto non andava autorizzato e realizzato”.

Anche in questo caso, però, l’assessore Vecchio smentisce. “Abbiamo realizzato lavori di consolidamento quando si è verificata la frana – evidenzia. Non credo che un progetto di questo poteva essere progettato e realizzato su un terreno a rischio e ritengo che la frana degli scorsi anni sia stato un episodio isolato”.

Articolo pubblicato il 30 luglio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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