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Confidi, si sbloccano i fondi ma restano dubbi per il futuro
di Michele Giuliano

Per le pratiche del 2003 al 2006 niente fideiussioni: ma la Regione cerca delle garanzie. Le aziende aspettavano lo sblocco di pratiche vecchie anche di sei anni

Tags: Confidi, Confartigianato, Regione Siciliana



PALERMO - Niente fideiussione, alla fine vincono le imprese. La Regione ha stanziato finalmente i fondi dei Confidi per le annualità comprese tra il 2003 e il 2006 ma gli interrogativi restano tanti. A cominciare dal fatto se davvero questi strumenti potranno finalmente decollare e, se si, in che modo. Il governo siciliano infatti ha concesso alle aziende, dopo avere stipulato una convenzione con gli stessi Confidi, di potere godere dei contributi in conto interessi richiesti anche senza la fideiussione.
Ma forse la mossa è stata più che altro quasi necessaria dal momento che si parla di pratiche vecchie anche di 6 anni. Un ritardo troppo eccessivo per esaudire la richiesta di un’azienda che deve investire. Ed allora ecco il via libera del provvedimento che vale una manovra da ben 40 milioni di euro.
 
Ciò avverrà in pratica concedendo agli stessi Confidi la possibilità di esaminare tutte le pratiche giacenti delle imprese per l’appunto dal periodo compreso tra il 2003 e il 2006. In questo modo si velocizzerà tutto. La Regione, da parte sua, dopo una verifica a campione, si impegna a corrispondere i soldi entro 90 giorni dalla presentazione delle istruttorie. Da questa manovra ne gioveranno, secondo alcune stime, qualcosa come 50 mila aziende siciliane. Per discutere proprio di questo intoppo non da poco ci sono stati diversi vertici alla Regione. Il via della Regione prende spunto anche dall’attuale situazione economica siciliana: Bankitalia ha in pratica appurato che nel 2008 il credito alle imprese si è attestato al 4,8 per cento. Il che significa che si è più che dimezzato rispetto all’anno precedente. Infatti nel 2007 il credito erogato dalle banche alle imprese siciliane si era fermato all’11,5 per cento.

Confartigianato Sicilia ha dal suo canto invece osservato che prima della crisi dei mutui subprime il tasso di riferimento fissato dalla Banca centrale europea era pari al 4 per cento e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60 per cento. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva ha portato il tasso di riferimento Bce al 2,0 per cento. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si sono allineati al ribasso e si sono mantenuti al 4,83 per cento. Praticamente, ad una riduzione del 2,25 per cento dei tassi Bce ha corrisposto una diminuzione dello 0,77 per cento dei tassi pagati dalle imprese alle banche. Un vero quadro disastroso che ha comportato un continuo scadimento della forza imprenditoriale siciliana dei nostri giorni.

Non cambierà comunque nella sostanza la fase iniziale per accedere al contributo tramite Confidi: ogni impresa consorziata versa una propria quota per la costituzione di un fondo comune, e la stessa quota viene versato dalla Regione fino a un massimo di 100 mila euro per ogni impresa e un milione e 32 mila euro per ogni consorzio. In caso di fusione tra Confidi, il limite è elevato a 6 milioni. Grazie a tale fondo, il Confidi garantisce la riscossione del finanziamento che la banca concede all’impresa, fino all’80 per cento dell’operazione assistita ed entro il limite di 500 mila euro.
 

 
Prossimi passi. Ora si attende la firma per sbloccare i fondi del 2007
 
La questione tra Confidi e Regione si era impantanata invece sulla richiesta, da parte della Regione, di ottenere una fidejussione da parte dei confidi a garanzia del buon fine delle istruttorie. Una richiesta subito stoppata dalla quasi totalità dei confidi i quali si sarebbero dovuti sottoporre a spese non indifferenti per ottenere le opportune fidejussioni da parte delle banche. Nella convenzione la fidejussione è stata sostituita da un conto corrente dedicato ai flussi dei contributi erogati dall’assessorato e destinati alle aziende. Con la firma di questa convenzione tutti i tasselli sembrerebbero essere ritornati al loro posto. E sin dai prossimi giorni, secondo alcune indiscrezioni, dovrebbe essere firmata anche la convenzione con l’assessorato Bilancio per i contributi in conto interessi a decorrere dal 2007, anno dal quale la competenza è passata all’assessorato guidato da Di Mauro. La Regione concede, tramite i Confidi, contributi in conto interessi sulle pratiche di finanziamento delle imprese consorziate. In altre parole, i Confidi non sono destinatari di aiuti diretti, ma svolgono una funzione di tipo mutualistico in favore delle imprese consorziate.

Articolo pubblicato il 04 novembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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