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Quotidiano di Sicilia

Si prepara la “rivoluzione” degli Urega
di Cettina Mannino

Appalti pubblici in calo: a novembre si attende l’approvazione del regolamento che modificherà un sistema deficitario. Passeranno da 9 a 6: si lavora per accorpare dgli uffici di Caltanissetta con Enna, Trapani con Agrigento e Siracusa con Ragusa

Tags: Urega, Appalti, Nino Beninati



PALERMO – Ormai sarebbe il caso di fare il conto alla rovescia e salutare il vecchio sistema degli appalti pubblici. L’approvazione del regolamento è prevista a novembre e la riforma degli appalti sembra ormai essere definita in quasi tutti i suoi punti. Inserita fra le modifiche, fortemente voluta dall’assessore ai Lavori Pubblici della Regione Siciliana, Nino Beninati, c’è quella degli Urega, che, istituiti da cinque anni, necessitano urgentemente di tagli e cambiamenti. Così gli uffici per l’espletamento delle gare d’appalto da nove, uno per ogni provincia, più uno centrale, diventeranno sei.

Gli Urega hanno lo stesso numero di impiegati. Ogni ufficio ha dunque un presidente, un vice presidente, due dirigenti di servizio, uno dei quali fa da segretario generale, e 18 dipendenti di fascia non dirigenziale, che vanno dai funzionari istruttori ai commessi passando per dattilografi, autisti, addetti al protocollo, notificatori degli atti e ruoli simili. L’Urega di Catania si avvale, invece, di tre dipendenti in più, mentre a Palermo, dove c'è anche la commissione regionale sovrambito, il numero sale di sette.
Le nove Urega contano dunque in totale: 9 presidenti, 9 vice presidenti, 24 dirigenti e 191 impiegati del comparto. Il problema è però che: “Alcuni Urega - spiega Beninati-  hanno pochi appalti da gestire, pur avendo tutti lo stesso numero di impiegati. In pratica contano circa 30 o 40 impiegati tanti quanti negli Urega con una mole di lavoro maggiore”.

Da qui la decisione; accorpare gli Urega. Il provvedimento, che dovrebbe essere operativo già da gennaio 2010, prevede l’accorpamento dell’Urega di Calatanissetta con Enna, Siracusa con Ragusa. Ed ancora in fase di valutazione da parte del nucleo tecnico dell’assessorato l’Urega di Trapani con Agrigento. Una manovra, questa, che sicuramente abbatterà i costi sostenuti dalla Regione.

Il personale dipendente, fanno sapere dagli uffici regionali, probabilmente verrà spostato in altri dipartimenti. Intanto, secondo i dati forniti dagli uffici dell’assessorato ai Lavori Pubblici della Regione, il numero delle gare d’appalto continua scendere. Nel 2007 le gare aperte sono state 150, nel 2008 83 e quest’anno ancora in corso, il dato è quindi incompleto, le gare aperte sono 77, di cui solo 52 aggiudicate, 2 annullate e 23 ancora in corso di espletamento. In calo anche le richieste di gare pervenute. Nel 2007 si contano 233 domande, nel 2008 il numero è pari a 105 e nel 2009 94. Altra modifica che subentrerà a gennaio sarà quella dell’abbattimento del limite minimo per l’espletamento delle gare d’appalto da parte degli Urega.

Dovrebbero passare dagli attuali un milione e 250 mila euro a 500 mila euro. I tempi ormai si fanno stretti. E fra modifiche e cambiamenti l’assessorato cerca di valutare le proprie scelte tenendo conto delle esigenze delle categorie dei lavoratori siciliani.“Fra gli scopi finali - sostiene Beninati - c’è quello di una sempre crescente trasparenza,una maggiore uniformità di procedure nell’espletamento delle gare d’appalto, e la velocizzazione delle medesime procedure per far sì che si possa giungere dal bando di gara all’apertura del cantiere in un lasso di tempo ragionevole breve”.   
 

 
L’approfondimento. Migliorie attraverso circolari e decreti assessoriali
 
PALERMO - A conti fatti sembrerebbe che il nuovo anno potrebbe partire con un auspicio diverso da come invece si conclude. E tra il ribasso a base d’asta e sorteggio, la cosa certa è che dall’assessorato ai Lavori Pubblici il messaggio che si vuole mandare è quello di rivoluzionare un sistema che non piace a nessuno.
“Abbiamo intenzione - spiega Nino Beninati, assessore regionale ai Lavori Pubblici - di fare passare la legge da statica in dinamica. Ciò significa che quando la legge nazionale subisce delle modifiche la Regione Siciliana di contro cambia soltanto qualche articolo della legge già esistente, e non tutta la legge, come invece avviene adesso. Inoltre, dobbiamo cambiare il sistema di aggiudicazione degli appalti”.
Il cambiamento inoltre sembra stia avvenendo di pari passo con le associazioni di categoria. “Il confronto dovrà giungere celermente ad una proposta concreta- afferma l’assessore Beninati- che permetta di redigere una legge snella, composta da pochi articoli, di chiara e semplice lettura, che risolva le più specifiche criticità dell’attuale normativa. Nel frattempo- conclude- gli uffici valuteranno se è possibile avviare da subito migliorie attraverso gli strumenti delle circolari e dei decreti assessoriali”.

Articolo pubblicato il 04 novembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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