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Finanziamenti agli atenei: -30 per cento per quelli siciliani
di Chiara Borz├Č

Palermo ha ottenuto 190 mln, più dell’Università di Perugia e di Pisa. A Messina (139 mln) e Catania (157 mln) più sostegno di Roma Tre

Tags: Università, Unipa, Unict, Unime



ROMA – Dal 2008 ad oggi il finanziamento statale agli atenei italiani ha subito tagli trasversali. Sono pochissime le sedi universitarie che nell’arco di questo tempo si sono viste defalcare somme minime, mentre per 30 dei 60 atenei presi in considerazione da un’elaborazione sul rapporto fondi-sedi universitarie realizzata dal Sole 24 Ore, la riduzione ha ampiamente superato la doppia cifra.
 
Lo Stato chiude i rubinetti da quasi dieci anni. Una scelta che, doverosa o meno, incide inevitabilmente sulla qualità degli atenei italiani e sulle singole realtà regionali. I maggiori tagli hanno interessato il Sud e le Isole. Messina, Palermo, Catania, ma anche Cagliari, Lecce e Sassari hanno perso, dal 2008 al 2014, dal 30 ad oltre il 24 per cento di finanziamento. Queste le percentuali in dettaglio: Messina (-31,4 per cento), Palermo (-30,1 per cento), Catania (-28,1 per cento), Cagliari (-27,1 per cento), Lecce (-26 per cento), Sassari (-24,3 per cento). Rientrano tra i primi dieci atenei italiani che hanno subito le maggiori decurtazioni anche l’Università La Sapienza di Roma (-25,2 per cento), l’Università Iuav di Venezia (23,8 per cento) ed esattamente alla decima posizione anche l’Università di Perugia (-23,4 per cento).
 
A margine della top ten si piazza anche l’Università Federico II di Napoli (-23,2 per cento) a conferma di una tendenza alla diminuzione del sostegno economico statale che interessa, a più livelli, proprio tutti gli atenei italiani. Nonostante nel lungo periodo si evidenzino tagli maggiori per le università siciliane, sono queste stesse ad aver percepito nel breve numeri discreti di finanziamento statale. Palermo ha ricevuto oltre 190 milioni di euro, più di quanto destinato dallo Stato all’Università di Perugia, accontentatasi di circa 130 milioni di euro. All’Unipa è stata assegnata una somma leggermente maggiore anche a quella dell’Università statale di Pisa, nel 2014 destinataria di 184 milioni di euro.
 
Messina, Catania e ancora Palermo hanno goduto singolarmente di un finanziamento superiore a quello concesso all’Università Roma Tre, ateneo che lo scorso anno ha avuto a sostegno circa 112 milioni di euro. I fondi ricevuti da Messina e Catania sono stati, invece, rispettivamente pari a 139 e 157 milioni di euro. Nonostante la concessioni economiche maggiori, gli atenei siciliani continuano a non offrire risultati tangibili.
 
Ricordiamo infatti che le nostre università regionali non costituiscono eccellenze nazionali, e neppure il discreto sostegno economico offerto dallo Stato ha finora generato un’inversione di rotta.
 
La crisi del “capitale umano” - recentemente evidenziata dal presidente di Unioncamere Ivan Lo Bello - completa un quadro non certo positivo per l’alta istruzione siciliana. Gli atenei regionali convivono con tagli, inefficienze ed un tessuto sociale che non riesce a trattenere, ma espelle, le nostre menti migliori. 

Articolo pubblicato il 05 agosto 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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