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Quotidiano di Sicilia

Ispra: in Sicilia -22mila tonnellate di rifiuti speciali smaltiti in discarica
di Chiara Borz├Č

Il rapporto: tra le varie tipologie di recupero combustibile, solventi e composti metallici. Secondi i dati al Sud produciamo più di tutti, ovvero 400mila tonnellate

Tags: Ispra, Ambiente, Sostanze Pericolose, Rifiuti



ROMA – A confermare una notizia già nota, ovvero quella relativa all’urgenza di migliorare la gestione dello smaltimento e il riciclo dei rifiuti in Sicilia, arriva la pubblicazione del Rapporto sui Rifiuti Speciali 2015 dell’Ispra. Da premettere subito che non è la nostra regione il primo territorio italiano che si distingue per produzione di scarti pericolosi o speciali, ma certamente ci mettiamo in evidenza come regione che meno ricava valore da questa tipologia di rifiuti.

Secondo quanto rilevato da Ispra, la Sicilia ha fatto registrare delle stime importanti rispetto la produzione di rifiuti speciali con oltre 4,9 milioni tonnellate censite uguali al 17,2 per cento di tutto il Meridione. Che fine fanno questi rifiuti è presto detto. Sulle oltre 3 milioni di tonnellate di rifiuti trattati censiti da Ispra, analizzati secondo due tipi di recupero (R1 e R12) e due tipi di smaltimento in discarica (D1-D14), quasi 2 milioni cinquecento sono stati utilizzati per ricavare energia, mentre 722 mila non hanno goduto di una seconda vita. Il trend siciliano è interessante, ma non eccezionale, simile soprattutto a quello presentato da altre grandi regioni del Sud, come ad esempio la Campania. Qui i rifiuti speciali prodotti e analizzati da Ispra secondo i tipi di trasformazione prima elencati, sono 3.389.541 tonnellate, di cui 2.628.777 vengono recuperati e oltre 760mila destinati alla discarica.

Anche in Puglia, dove la produzione di rifiuti speciali smaltito è superiore, la quantità maggiore di tonnellate va a recupero e meno va in discarica (4 milioni di tonnellate contro 2.593.872). Spostando il confronto a livello nazionale emerge subito una performance regionale importante, cioè quella della Lombardia. In questo territorio Ispra ha censito oltre 30milioni di tonnellate di rifiuti speciali prodotti e differentemente smaltiti, quasi oltre 24 milioni di tonnellate sono però destinati alla produzione di nuova energia, mentre appena 5.733 mila alla discarica.

Grazie al lavoro condotto da Ispra siamo in grado di distinguere la quantità di tonnellate di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, che la Sicilia destina alle varie tipologie di recupero. Tra i rifiuti non pericolosi, che rappresentano la maggior quantità presente in Sicilia con 2.814.617 tonnellate censite per il recupero, quasi 52mila sono stati utilizzati per la produzione di combustibile, 211.897 tonnellate per l’utilizzo delle sostanze come solventi, 240.187 tonnellate come da recupero dei composti metallici, 331.764 tonnellate per produrre materiale a beneficio dell’agricoltura e ben 1.591.813 tonnellate per il recupero di sostanza inorganiche.

Questo è invece l’utilizzo che regionalmente facciamo delle sostanze speciali pericolose. Quasi 10mila tonnellate vengono recuperate per diventare solventi, da 6.754 tonnellate recuperiamo composti metallici, da oltre 8mila tonnellate ricaviamo sostanze inorganiche, mentre tra oltre 43mila tonnellate di rifiuti speciali pericolosi otteniamo combustibile (dato aggiornato al 31 dicembre 2013).

Diverse regioni a parità di condizioni fanno meglio della Sicilia, ma Ispra è riuscita a mettere in evidenza un dato positivo che per il nostro territorio appena come una luce in fondo ad un tunnel. Secondo quanto registrato dal rapporto 2015 la nostra regione rientrerebbe tra quei territori che hanno fatto registrare una diminuzione dei rifiuti speciali destinati alla discarica. Al Sud, fatta eccezione per il Molise (+7 mila tonnellate, +61,2%), si osservano diminuzioni per: Abruzzo (-41 mila tonnellate, -52,2%), Puglia (-92 mila tonnellate, -8,7%), Basilicata (-7 mila tonnellate, -15,0%), Calabria (-27 mila tonnellate, -17,7%), Sicilia (-22 mila tonnellate, -6,0%) e Sardegna (-292 mila tonnellate, -23,3%).

Articolo pubblicato il 12 agosto 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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