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Agrigento - Avviate ieri le prime demolizioni all’interno della Valle dei Templi
di Redazione

Ruspe in azione contro i manufatti abusivi costruiti nell’area archeologica

Tags: Valle Dei Templi, Agrigento



AGRIGENTO - Demolizioni al via, anzi no, forse.
La giornata di ieri, che doveva sancire il primo atto della liberazione della Valle dei Templi dalle costruzioni abusive che la deturpano da anni, non si è sviluppata come i rappresentanti delle istituzioni si aspettavano.

Gli interventi sono stati bloccati più volte, prima tramite un vizio di forma addotto dai proprietari del muretto di recinzione designato come primo obiettivo delle ruspe (un ostacolo superato da un apposito provvedimento emesso dalla Procura), poi con gli operai fermati dagli stessi proprietari. Alla fine, però, la costruzione irregolare è stata abbattuta, anche grazie alla presenza della Polizia, intervenuta per stemperare la tensione alimentata dai contestatori.

Dopo questo primo intervento in contrada Poggio Muscello, gli operati edili torneranno in azione domani per radere al suolo un altro dei manufatti irregolari (stavolta, si spera, più agevolmente di quanto accaduto nelle scorse ore).

L’intervento di ieri ha rappresentato comunque una svolta per una vicenda rimasta a lungo bloccata: la Procura di Agrigento, con il procuratore aggiunto Ignazio Fonzo, già all’inizio di giugno aveva lanciato un vero e proprio ultimatum, sollecitando gli Enti responsabili a procedere alle demolizioni, “altrimenti l’Autorità giudiziaria procederà per abuso di ufficio e omissione di atti di ufficio a carico dei responsabili degli uffici degli Enti competenti che impediscono il ripristino della legalità nella zona del Parco archeologico della Valle dei Templi”. Parole rivolte al Comune di Agrigento, alla Sovrintendenza ai Beni culturali e al Parco archeologico.

Da circa due anni è stato completato un censimento degli immobili abusivi mai demoliti insistenti all’interno dell’area inedificabile. Si parla di circa 650 manufatti, ma in questa prima fase si interverrà soltanto su otto di essi. Meglio di niente.

“Si comincia – ha affermato il sindaco di Agrigento Calogero Firetto - il con la rimozione di qualche debole graffio all’interno del meraviglioso Parco archeologico di 1.300 ettari”. Un primo tassello, dunque, per un mosaico che nei prossimi mesi dovrà espandersi sempre più per porre fine ad anni d’illegalità e restituire alla collettività un’area archeologica finalmente priva di abusi.

Articolo pubblicato il 25 agosto 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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