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Città metropolitana di Catania, riunione operativa in Comune
di Redazione

Oggi l’incontro con i sindaci di Gela, Niscemi e Piazza Armerina

Tags: Catania, Gela, Niscemi, Piazza Armerina



CATANIA – La Città metropolitana etnea, istituita con Legge regionale 15/2015 potrebbe inglobare al proprio interno tre centri appartenenti in precedenza alle Province di Caltanissetta (Gela e Niscemi) e Piazza Armerina (Enna).
Proprio su questo argomento nella giornata di oggi si svolgerà un’apposita riunione nella sala giunta di Palazzo degli Elefanti, con il sindaco di Catania Enzo Bianco e quelli di Gela Domenico Messinese, Piazza Armerina Filippo Miroddi e Niscemi Francesco La Rosa.
 
Insieme a loro ci saranno i rappresentanti dei comitati promotori dei referendum che si sono svolti nei mesi scorsi, che parleranno della futura Città metropolitana di Catania e delle motivazioni che hanno portato i tre Comuni a volerne fare parte, in vista delle delibere di definitiva adesione che saranno discusse nei tre Consigli comunali nei prossimi giorni.

Intanto, sulla questione ha detto la sua il sindaco di Caltanissetta Giovanni Ruvolo, che non ha avuto parole tenere sui colleghi: “Appaiono sinceramente sorprendenti e poco utili – ha detto - le posizioni espresse da esponenti politici eletti nella provincia di Caltanissetta, purtroppo impegnati a promuovere anacronistiche questioni di campanile estranee a logiche di sviluppo del comprensorio e delle popolazioni che vi abitano, tentando di smembrare ed indebolire la nostra provincia”.

“In particolare – ha aggiunto Ruvolo - la città di Gela con la sua storica tradizione non può essere liquidata semplicisticamente dalla provincia di Caltanissetta per annetterla a quella di Catania, quasi fosse un appendice amovibile. Il territorio gelese con il suo porto, le potenzialità turistico-ricettive connesse alle bonifiche post petrolchimico, la storica centralità politica e geografica nella Sicilia ne fanno un elemento essenziale e connaturato a quel cuore della Sicilia che è il comprensorio nisseno”.

“Il nostro territorio – ha ribadito Ruvolo - inserito in un progetto di Area vasta della Sicilia centrale, che include anche le province di Enna e Agrigento, può avere grandi margini di crescita e di sviluppo, e quindi può essere competitivo nel rilancio del post-crisi. Una sfida che possiamo vincere utilizzando le risorse di cui già disponiamo, senza aspettare ancora che altri, da Roma o Bruxelles, decidano il nostro futuro”.

“È necessario – ha concluso Ruvolo - condividere la visione di comunità solidali, capaci di valorizzare le risorse di ciascuno in una dimensione condivisa. L’appello che faccio, dunque, ai Consiglieri comunali e alle forze politiche e sociali delle rispettive città è di guardare a questo futuro piuttosto che lanciarsi in pericolose prospettive che potrebbero arrecare un danno irreparabile a tutti”.

Articolo pubblicato il 02 settembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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