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Tasse e promesse, Renzi: "A dicembre ultima Imu"
di Redazione

Il presidente del Consiglio, ospite a Porta a Porta, ha parlato anche del Sud

Tags: Matteo Renzi, Imu, Tasi, Pil, Mezzogiorno



ROMA - Ieri sera il premier Matteo Renzi, ospite di Bruno Vespa a “Porta a Porta”, ha fatto il punto della situazione sul programma dei prossimi mesi, ritornado ad assicurare gli italiani che sull’abolizione delle tasse il governo andrà avanti fino in fondo. Il talk show è stata anche l’occasione per fare il punto della situazione sul Sud e sulla politica internazionale.

VIA LE TASSE SULLE CASA
“Il 16 dicembre sarà l'ultimo giorno in cui si pagherà la tassa sulla prima casa, poi tornerà a essere esentata dalle tasse. Ci dicono che favoriamo i ricchi: chi è stato 30 anni a lavorare e si è spezzato la schiena è giusto non paghi niente, chi ha la seconda, terza, quarta è giusto che paghi le tasse”, ha dichiarato il presidente del Consiglio. “L'economia sta andando meglio - ha aggiunto - e bisogna dare messaggi di serenità e tranquillità: stiamo ripartendo, dopo tre anni di segno meno è tornato il segno più del Pil”. “Noi togliamo Imu e Tasi e daremo ai sindaci un assegno corrispondente: quel che togliamo ai Comuni lo restituiamo ‘paro paro’, come si dice a Roma. Sarà emblematico: tot levi ai Comuni, tot rimetti immediatamente”.  Sempre sulle tasse, il premier ha aggiunto: “Nel 2014 abbiamo dato gli 80 euro, nel 2015 l'operazione su Irap e costo del lavoro, nel 2016 via Imu e Tasi che è l'operazione che abbiamo annunciato a luglio ed ecco perché il 16 dicembre ci sarà il funerale delle tasse sulla casa, Nel 2017 penseremo all'Ires e nel 2018 all'Irpef”.

SUD, BASTA LIBRI DEI SOGNI
Sul Mezzogiorno, il premier ha detto che “al Sud non servono nuovi libri dei sogni, basta fare. Bisogna prendere le cose vecchie e iniziare a farle”. Per far ripartire il Meridione, ha aggiunto Renzi, “stiamo discutendo, di ipotesi ce ne sono più di una: c’è chi suggerisce di utilizzare il credito di imposta, che avrebbe un valore di 2 miliardi, con cui per cui chi investe al Mezzogiorno ci sarà una fiscalità facilitata. Oppure per chi assume nel 2015 per tre anni non paga i contributi: è una misura spot che puoi fare un anno. Una ipotesi è farla proseguire per un altro anno solo nel Mezzogiorno. In alcune regioni - ha concluso - il Pil ancora stenta, ma vedo i dati sul lavoro e vediamo che qualche segnale di ripresa c’è”.

FLESSIBILITA' PENSIONI
“Il governo vuole introdurre una forma di flessibilità dell'età pensionabile per consentire di lasciare il lavoro un po’ prima in cambio di una decurtazione dell'assegno pensionistico”. Lo ha ribadito Matteo Renzi a Porta a porta, spiegando che l'obiettivo è realizzare la riforma “nei prossimi mesi”. “Leggo che siamo partiti e ci siamo fermati. In realtà non siamo nemmeno partiti. Si annuncia una cosa sulle pensioni quando siamo sicuri di farla”. “Oggettivamente - ha aggiunto - dobbiamo trovare un meccanismo per cui chi vuole andare in pensione un po' prima rinunciando a un po' di soldi possa farlo. Il problema è capire quanto prima e quanti soldi. In passato si è fatta un po' troppa confusione, spero di farlo nelle prossime settimane o nei prossimi mesi. Io sarei per offrire agli italiani la possibilità di andare un paio d'anni prima in pensione rinunciando a un tot. Sono ottimista su questo”.

STOP SANZIONI ALLA RUSSIA
Nel corso dell’intervista a Vespa, il primo ministro si è soffermato anche sulla politica internazionale, tirando fuori la questione delle sanzioni alla Russia. Per Renzi “il 2016 può essere l'anno decisivo per rimuovere le sanzioni”. “Penso si stia piano piano tornando alla normalità, ancora le sanzioni ci sono ma il clima è profondamente diverso”, ha continuato.
“Abbiamo bisogno - ha aggiunto - di coinvolgere la Russia sia sul Medio Oriente che sul Mediterraneo. La Russia deve rispettare la sovranità dell'Ucraina, è giusto mantenere una posizione dura sui diritti in Ucraina, ma contemporaneamente dobbiamo chiedere che il rispetto delle regole valga per tutti”.
“L’anno decisivo credo sarà il 2016, dipende dal processo di riforme in Ucraina, da ciò che farà la Russia. Se posso dire, negli ultimi anni l'Europa ha guardato un po' troppo ad oriente e poco al Mediterraneo”, ha concluso il presidente.

Articolo pubblicato il 08 settembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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