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Cig: in Sicilia calano le ore (31 mln). Ma la disoccupazione è alle stelle
di Serena Giovanna Grasso

Confindustria: sono state complessivamente 610 mila le “vittime” mietute dalla crisi nel Mezzogiorno. Nel 2012 nell’Isola il monte ore era pari a 36,4 milioni di ore e a 35,7 nel 2013

Tags: Lavoro, Disoccupazione, Cig



PALERMO – Ammonta complessivamente a 610 mila, il numero delle “vittime” mietute dalla crisi nel Mezzogiorno nel corso dell’arco temporale compreso tra il 2007 e il 2014. Ci riferiamo proprio al numero di posti di lavoro persi dall’inizio della crisi fino all’anno scorso. Parzialmente la perdita di occupati è stata compensata dal ricorso alla cassa integrazione, istituto che in questo periodo critico ha registrato degli elevati incrementi.

Ma veniamo pure nello specifico ed analizzare cosa succede nelle regioni meridionali. La fonte di cui ci avvarremo è “Check – up Mezzogiorno”, il rapporto pubblicato lo scorso 28 luglio da Confindustria. Come anticipato, nel corso di questi anni assai critici, il numero di ore autorizzate di Cig (Cassa integrazione guadagni) è cresciuto in modo  a dir poco esponenziale: infatti,  nel 2012, 2013 e 2014 il numero di ore sull’intero territorio nazionale ha superato il miliardo, contro i 184 milioni di ore del 2007.

Data la presenza meno intensa di grandi imprese, il contributo del Mezzogiorno alla Cig nazionale è meno rilevante rispetto a quello del Centro-Nord: tuttavia, in entrambe le aree l’incremento rispetto al dato pre-crisi è stato notevole (di quasi 5 volte per il Mezzogiorno e di quasi 8 volte per il Centro-Nord).

Addentrandoci maggiormente nello specifico, rileviamo come in Sicilia il numero di ore di Cig autorizzate sia passato dagli 8,8 milioni del 2007 ai 31,1 milioni del 2014, un valore praticamente quasi quadruplo. Valori più elevati sono stati rilevati nel 2012 (36,4 milioni di ore) e nel 2013 (35,7 milioni di ore). Complessivamente, tra il 2008 e il 2014, ammonta a 175,8 milioni il monte ore autorizzato di cassa integrazione guadagni in Sicilia.

Per il Mezzogiorno, è la Campania la regione a detenere per l’anno 2014 il maggior numero di ore autorizzate di cassa integrazione guadagni: infatti, ammontano a 73,8 milioni, un valore quasi quadruplo rispetto al già abbastanza elevato 20,5 milioni rilevato nel 2007. A seguire, troviamo la Puglia che nel 2014 ha contato 51,6 milioni di ore autorizzate.

Nonostante questo slancio in alto della cassa integrazione guadagni rispetto al 2007, già a partire dall’anno trascorso è possibile rilevare un numero di ore autorizzate in netta riduzione, sia nel Mezzogiorno che nell’Italia centro – settentrionale. È così infatti che a livello nazionale si è contato un valore pari a 1,052 miliardi di ore autorizzate, in riduzione rispetto all’1,115 miliardi rilevati nel 2013. Stessa cosa è da dirsi per il Mezzogiorno: infatti, la suddetta circoscrizione territoriale lo scorso anno ha fatto registrare 236 milioni di ore di Cig, contro i 252 milioni di ore dell’anno precedente.

Una tale riduzione dell’uso del suddetto strumento dovrebbe significare una sostanziale stabilizzazione dell’economia e di conseguenza dell’occupazione. Purtroppo però, i dati sulla disoccupazione sono ancora allarmanti e smorzano sul nascere qualsiasi ottimismo. Infatti, ricordiamo secondo i dati regionale diffusi dall’Istituto nazionale di statistica durante lo scorso mese di giugno che il tasso di disoccupazione nell’Isola è pari ben al 23%.
 

 
In Sicilia, -52% di ore nei primi 4 mesi dell’anno
 
PALERMO – Nei primi quattro mesi del corrente anno si conferma il trend di riduzione del numero di ore di Cig autorizzate. È così che a livello nazionale ammontano a 231 milioni di ore, di cui il 20,2% nel Mezzogiorno pari a 46,7 milioni di ore (in diminuzione del 48,1% rispetto allo stesso periodo del 2014 e corrispondenti ad oltre 70 mila lavoratori equivalenti). Tra le regioni meridionali, la Puglia è la regione con i valori assoluti di Cig più alti (11,7 milioni), seguita da Campania (11,4) e Abruzzo (7,6). In Sicilia si assiste ad un valore più che dimezzato rispetto a quello rilevato nello stesso periodo dell’anno precedente: nello specifico, si tratta di 5 milioni di ore, ovvero il 52,4% in meno rispetto all’arco temporale gennaio – aprile del 2014, per un numero di lavoratori equivalenti pari a 7.530. Una riduzione assai più marcata rispetto a questa siciliana è stata registrata in Basilicata, regione che ha rilevato un totale di 2,2 milioni di ore autorizzate, ovvero il 67,1 in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (per un totale di lavoratori equivalenti ammontante a 3.313 unità).

Articolo pubblicato il 19 settembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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