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Quotidiano di Sicilia

Tagli sanità: i risparmi vanno reinvestiti
di Mariaelena Casaretti

Le Regioni a confronto con riforma costituzionale, legge di stabilità e salvaguardia e sviluppo dell’assistenza pubblica. In Conferenza Regioni alla Sicilia assegnata la commissione speciale “Immigrazione e italiani all’estero”

Tags: Sanità



ROMA - Individuate lo scorso 17 settembre le Regioni e le Province autonome i cui assessori assumono le funzioni di coordinatore e coordinatore vicario delle Commissioni. Soddisfatto il presidente Sergio Chiamparino per questa scelta condivisa da tutte le Regioni, salvo il Veneto che si è astenuto.
 
Le Commissioni sono state istituite (secondo quanto previsto dall’articolo 7 del regolamenti della Conferenza delle Regioni) per “assicurare efficienza all’attività della Conferenza” e per “accelerare e semplificare l’esame delle questioni”. “Ora ci aspetta un passaggio importante e delicato, soprattutto per quanto riguarda il confronto con il Governo” – ha sottolineato Chiamparino – “perché ci sono sul tavolo temi fondamentali come la riforma costituzionale, la legge di stabilità e, più in generale, la salvaguardia e lo sviluppo della sanità pubblica”. Per quanto riguarda il coordinamento delle altre commissioni, assegnata alla Regione Calabria la I Commissione Affari istituzionali e generali, mentre si conferma la Regione Lombardia per la II Commissione Affari finanziari. Dopo l’Umbria (III Commissione), seguono, rispettivamente, la Campania per la IV Commissione Infrastrutture, Mobilità e Governo del territorio; il Piemonte per la V Commissione Ambiente ed Energia e il Friuli con la VI Commissione Beni Culturali. Passaggio del testimone dal Veneto all’Emilia Romagna per la Commissione Salute; e ancora, il Molise con le Politiche sociali; la Toscana con la IX Commissione Istruzione, Lavoro, Innovazione e Ricerca; la Puglia si riconferma nuovamente alle Politiche agricole. Infine, alle Marche va la Commissione Attività produttive; mentre, per le Commissioni speciali, seguono la Provincia autonoma di Trento per la Protezione civile, il Friuli Venezia Giulia per l’Agenda digitale, l’Abruzzo per Turismo e industria alberghiera e la Sicilia per Immigrazione e Italiani all’estero.

Nel corso della conferenza, dopo le preoccupanti affermazioni di Renzi e Lorenzin sulla Sanità,  ha trovato nuovamente spazio l’argomento Fondo sanitario 2016, questa volta, però, sotto la sfera del buon auspicio.

Il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, spera vivamente che dopo il sacrificio già fatto con il Dl Enti Locali, per il 2016 non sarà chiesto alle Regioni il taglio da 2,3 miliardi. In ogni caso, ha precisato di essere d’accordo “a fare tutte le operazioni di razionalizzazione però i risparmi vanno reinvestiti in sanità perché dobbiamo fronteggiare un aumento di costi molto forte sia nel campo dei farmaci, a partire da quelli innovativi, sia nel campo del personale perché ci sarà il rinnovo dei contratti, sia nel campo degli investimenti tecnologici”. “Bisogna trovare un equilibrio tra queste due esigenze, quella di risparmiare e quello di mantenere un’elevata qualità del nostro sistema sanitario. E questo si fa solo con gli investimenti”, ha concluso.

Non tutti  conservano, però, l’ottimismo del presidente, anzi. Sul tema dei possibili ulteriori tagli alla sanità ha fatto sentire la sua voce, nella sede di via Parigi, anche l’assessore all’Economia della Lombardia, Massimo Garavaglia, che ha puntato il dito contro il ministro della Salute dopo le affermazioni sul fatto che sotto i 112 mld il Fondo sanitario non può scendere.

È nuovamente il Veneto ad inasprire la situazione attraverso l’affermazione del governatore del Veneto, Luca Zaia. “Si sta verificando tutto quello che abbiamo sempre sostenuto” - ha affermato il governatore del Nord-Est -  “andrà a finire che perderemo altri 3 miliardi di euro il prossimo anno. Se c’è difficoltà è giusto affrontare il problema, ma bisogna iniziare da chi non è virtuoso. Noi chiediamo l’applicazione dei costi standard in modo che se c’è taglio da fare lo si fa partendo dagli sprechi. Ma questo Governo non ha il coraggio di applicarli”.

Articolo pubblicato il 19 settembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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