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Emergenza migranti, elogi dall'Ue alla Sicilia
di Patrizia Penna

Una delegazione dei deputati della Commissione per lo Sviluppo Regionale del Parlamento Ue in visita a Catania. Un impegno sotto gli occhi tutti che va nella direzione dell’accoglienza e della solidarietà

Tags: Migranti, Sicilia



PALERMO - Sicilia terra di accoglienza, terra di solidarietà. Non capita tutti i giorni di vedere la nostra amata Isola protagonista in positivo, eppure è proprio questo il volto che ci piace e che vorremmo mostrare ogni giorno.

L’impegno della Sicilia sul fronte immigrazione è sotto gli occhi di tutti da tempo e si è contrapposto in maniera stridente al menefreghismo e all’inconcludenza dell’Unione europea che ad oggi si limita a convocare vertici straordinari che non sortiscono risultati concreti.

Ieri la Sicilia è stata al centro degli elogi del presidente della delegazione dei deputati della Commissione per lo Sviluppo Regionale (Regi) del Parlamento Europeo Younus Omarjee che ha detto: “Elogiamo la Sicilia per gli sforzi che compie per assistere i migranti e trasmettere i valori di solidarietà conformi a quelli dell'Unione europea. E' tempo che l’Unione europea si assuma le sue responsabilità per dare risposte e cercare soluzioni in merito alle migrazioni. Dobbiamo prendere coscienza del problema”.

Omarjee ha incontrato la stampa a Catania, nello stabilimento 3Sun, nell'ambito di un tour in Sicilia per una visita su progetti cofinanziati dai fondi strutturali Ue in Sicilia orientale. La delegazione, che sarà in Sicilia anche oggi, è composta da dodici membri del Parlamento Europeo di sette diversi Stati. “Adesso - ha continuato Omarjee - i migranti sfuggono da conflitti ma poi vi saranno le migrazioni climatiche. I migranti non si arresteranno. Dobbiamo trovare una soluzione all’emergenza e una per il lungo termine. Non si risolve il problema senza una soluzione a livello europeo e senza una politica omogenea sull’immigrazione”.

L’emergenza immigrazione assume contorni ancora più drammatici quando vengono fuori i numeri relativi ai migranti minorenni che arrivano in Italia: di 3.707, solo l’anno scorso, sono state perse le tracce.

“Devono essere subito affidati a qualcuno, altrimenti non possiamo dire che siano in una situazione di garanzia e tutela. Dobbiamo creare un'accoglienza diffusa, tra associazioni e comuni, e potenziare il sistema degli Sprar”. Così il direttore generale dell’Istituto Migrantes della Cei, Giancarlo Perego, a margine di una conferenza stampa della Caritas a Expo, dedicata al tema “Le migrazioni forzate nel Mediterraneo e nel resto del mondo”.

“I minori arrivati in Italia lo scorso anno sono stati 14mila, mentre nel 2015 finora ne sono arrivati 8.500 - ha ricordato Perego -. Di questi, solo 1.000 sono negli Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), un numero assolutamente insufficiente. E la maggior parte è in strutture non adatte. Su questo dobbiamo migliorare”.

“Bisognerebbe rilanciare la proposta delle associazioni affidatarie, preparate per l’accoglienza in famiglia”, ha proposto Perego, ricordando che anche il mondo dei comuni deve fare la sua parte: “su 8.000 Comuni italiani - ha spiegato - gli Sprar sono solo in 376. Siamo molto lontani da un’accoglienza diffusa, “che sarebbe però più gestibile ed eviterebbe lo spreco di risorse e la non tutela delle persone che abbiamo visto con Mafia Capitale, o col centro di Mineo”. “L’accoglienza diffusa in 8000 comuni - ha concluso - non è certo l’invasione di cui tutti parlano. Il problema è come gestirla".

Articolo pubblicato il 25 settembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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