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Alessandro Baccei: "Crisi di liquidità". Baldo Gucciardi: "Assumiamo"
di Raffaella Pessina

I due assessori regionali ieri convocati dalla Corte dei Conti Sicilia. L’assessore Economia: “500 mln in meno da Irap, Irpef e Iva”

Tags: Alessandro Baccei, Ars, Baldo Gucciardi



PALERMO - Dirigenti generali e assessori ieri hanno relazionato davanti alla Sezione di controllo della Corte dei Conti sulla situazione finanziaria della Sicilia. La chiamata si è resa necessaria per “procedere alla verifica dell’attuale stato dei conti pubblici della Regione siciliana, prima della chiusura dell’esercizio finanziario 2015”.
 
Nel suo ultimo intervento in aula l’assessore all’Economia Alessandro Baccei aveva manifestato preoccupazione per una riduzione delle entrate stimate nel 2015, confermando la necessità di bloccare la spesa a partire da novembre. Il Governo ha anche depositato il Def che certifica la voragine finanziaria e la necessità di interventi straordinari per coprire il disavanzo del 2016, e di un patto con Roma per predisporre i margini di contenimento della spesa pubblica in Sicilia. Per questo il presidente delle Sezioni riunite Maurizio Graffeo ha chiesto chiarimenti sulle contromisure messe in campo da Baccei, e sul piano di assunzioni nel comparto sanità.

“La Sicilia è in “grave crisi di liquidità”. Lo ha confermato l’assessore all’Economia Alessandro Baccei, convocato insieme al collega alla Sanità (Gucciardi) e ai dirigenti dei dipartimenti per riferire sulla situazione dei conti. “L’andamento delle entrate - ha detto Baccei - continua e non essere buono e questo non perché abbiamo sbagliato le previsioni, ma perché abbiamo ottenuto 500 milioni in meno a causa della contrazione dell’Irap, del minor gettito dall’Irpef e di un minore introito dall’Iva”. Baccei ha disegnato un quadro negativo per il 2015 che potrebbe addirittura peggiorare nel 2016, “quando non potremo utilizzare i 700 milioni del Cipe - ha proseguito - e in assenza di tale delibera il Governo ha iniziato a bloccarci le entrate”.

Una situazione economica difficile, ma l’assessore alla Salute Baldo Gucciardi ha confermato che provvederà ad effettuare assunzioni nel suo comparto. Si tratta di circa mille assunzioni a partire da subito e che riguarderanno personale precario, e il cui numero esatto verrà reso noto entro quindici giorni. Gucciardi ha assicurato che “Le assunzioni si faranno nei limiti del tetto di spesa del personale contenuto nelle linee guida. Del resto - ha concluso Gucciardi - nella sanità non siamo più una regione canaglia, come nel 2007. I conti sono in perfetto ordine, il sistema è in equilibrio e il ministro della Salute ha certificato un avanzo di amministrazione di oltre 29 milioni”.

Duro il commento di Erasmo Palazzotto, deputato Sel, a margine dell’audizione. “Le dichiarazioni dell’assessore Baccei certificano il disastro finanziario della Regione Siciliana e l’incapacità politica e amministrativa del governo Crocetta”. “Non è più rinviabile ridare la parola ai cittadini attraverso lo strumento del voto - ha aggiunto Palazzotto- alla Sicilia serve un governo autorevole capace di rimettere in moto la macchina amministrativa della regione e di far fronte all’emergenza finanziaria”.

Intanto il governatore Crocetta interviene in risposta alle polemiche sollevate dal suo collega di partito Davide Faraone, in merito alla impugnativa del Consiglio dei Ministri della riforma delle province. “Dispiace che taluni trasformino la vicenda delle impugnative del governo nazionale in una questione politica”. “Parlare di scarsa credibilità della Sicilia - replica Crocetta a quanto dichiarato da Faraone - quando la stessa regione del premier ha dovuto subire ben 5 impugnative, sinceramente mi sembra fuorviante, fuori luogo e mi rifiuto di pensare che dietro l’atteggiamento del governo, possano esserci ragioni politiche. Il governo e il parlamento siciliano sono custodi dello Statuto e persino gelosi della propria autonomia. Il quadro istituzionale di riferimento tende a limitare l’autonomia delle regioni e le relative specificità ed è normale che in questa fase della storia le impugnative siano numerose e non riguardano né prevalentemente né esclusivamente la Sicilia”.
 
Per quanto riguarda l’impugnativa sui liberi consorzi e le città metropolitane, Crocetta ribadisce di avere “già discusso col governo e condiviso soluzioni. Il governo doveva impugnare per non fare decadere il termine, la Regione è pronta a una modifica concordata di tale legge e il governo ha garantito che ritirerà l’impugnativa nel momento in cui la legge verrà modificata”.

Articolo pubblicato il 07 ottobre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Alessandro Baccei
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Baldo Gucciardi
Baldo Gucciardi