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Delega fiscale, ancora tanto da fare
di Salvatore Forastieri

Il punto sull’esecuzione della legge 23 del 2014 a un anno e mezzo dalla pubblicazione in Guri. Da rivedere l’imposizione sui redditi d’impresa e la disciplina dei giochi

Tags: Fisco, Agenzia Delle Entrate



Proprio un anno e mezzo fa, veniva pubblicata la legge 11 marzo 2014 n. 23 che aveva come titolo “Delega al Governo recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita”. Si trattava della legge riguardante l’attesa delega all’Esecutivo per la realizzazione di un sistema tributario più semplice, razionale e conforme ai principi di proporzionalità delle sanzioni.
L’ambito nel quale il Governo era chiamato ad operare era molto ampio, passando dalla revisione del catasto alla revisione del contenzioso e del sistema sanzionatorio, senza trascurare la revisione dell’imposizione diretta ed indiretta e la previsione di sistemi forfettari per i contribuenti di piccole dimensioni.

Le delega prevedeva pure la sistemazione di alcuni problemi ancora insoluti come quelli riguardanti l’abuso del diritto, il raddoppio dei termini per l’accertamento in caso di denuncia per reati fiscali e l’applicazione dell’IRAP per i professionisti principalmente nella parte riguardante la così detta “autonoma organizzazione”.

Il termine concesso al Governo per l’attuazione della delega è stato di dodici mesi, anche se, nel marzo di quest’anno, proprio a ridosso della scadenza dell’anno, sono stati concessi altri tre mesi per la realizzazione dell’intero pacchetto di disposizioni delegate.
Il lavoro del Governo, evidentemente, è stato molto frenetico. Forse eccessivamente frenetico tanto da introdurre nuove disposizioni (il nuovo regime dei minimi con la legge di Stabilità del 2015) e da predisporre alcuni decreti delegati senza la necessaria ponderazione visto che, sia nel primo caso (il regime dei minimi), sia nel caso del decreto legislativo riguardante l’abuso del diritto ed il sistema sanzionatorio, ha dovuto fare “marcia indietro”, rinviando ad un successivo provvedimento la soluzione dei problemi che, nel frattempo erano stati riscontrati.

Ma vediamo, ora, quale è, al momento, lo stato di attuazione della “delega fiscale”.
Nel 2014 sono stati pubblicati due decreti legislativi. Uno (il D.leg/vo 21/11/2014 n.175) riguardante la dichiarazione precompilata ed altre semplificazioni (Rimborsi IVA, Adempimenti degli esportatori abituali, Inserimento immediato nell’archivio VIES, Semplificazione modelli INTRASTAT, ecc.).

L’altro (il D.Leg/vo 17/12/2014 n.198), riguardante la composizione ed il funzionamento delle nuove Commissioni Censuarie. 
Nello stesso anno è stato pubblicato pure il decreto legislativo 15/12/2014 n.188 riguardante la tassazione dei tabacchi e dei fiammiferi.

Sempre nel 2014, il Governo ha inserito nella bozza di legge di Stabilità, ed il Parlamento ha approvato, alcune delle semplificazioni che avrebbero dovuto trovare spazio nei decreti, come il nuovo “ravvedimento operoso” ed il nuovo regime forfettario per i contribuenti minimi. 

Nel 2015 i decreti legislativi pubblicati sono stati soltanto tre. Quello riguardante la fatturazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi (D.leg/vo  5/8/2015 n.127), quello riguardante la certezza del diritto, la nuova definizione dell’abuso del diritto ed il famoso problema del “raddoppio dei termini” per l’accertamento in caso di violazioni tributarie costituenti reati (D.Leg/vo 5/8/2015 n.128) e, più recentemente, quello riguardante la “Crescita e l’internazionalizzazione delle imprese” (D.Leg/vo 14/9/2015 n.147).

Sono stati già approvati dal Consiglio dei ministri, dopo avere ottenuto i previsti pareri delle competenti Commissioni Parlamentari, e stanno per essere pure pubblicati, altri cinque decreti legislativi, e più precisamente quelli riguardanti: Riorganizzazione delle agenzie fiscali, Revisione sistema sanzionatorio fiscale penale e amministrativo, Revisione degli interpelli e del contenzioso tributario, Disposizioni in materia di erosione fiscale, semplificazione e razionalizzazione del la riscossione.

Dallo stato di attuazione della riforma sopra evidenziato emerge che i decreti legislativi che hanno già visto o stanno per vedere la luce sono soltanto undici. Una grossa parte della delega, pertanto, non è riuscita a trovare spazio nella normativa.

Tra le semplificazioni inattuate ricordiamo: la revisione del Catasto, quella che avrebbe dovuto modificare, a gettito invariato, la rendita catastale  assumendo come base la superficie dell’immobile e non più il numero dei vani; la revisione dell’imposizione sui redditi d’impresa; la razionalizzazione dell’IVA e delle altre imposte indirette; la revisione della disciplina dei giochi; la fiscalità ambientale ed energetica; la riscossione degli enti locali.

Come si può facilmente notare, si tratta di una grossa fetta della prevista riforma che manca ancora all’appello e che certamente dimostra, oltre alle ben note criticità della nostra politica, le difficoltà oggettive di mettere mano in una materia, quella fiscale, ormai estremamente incancrenita a causa delle problematiche che, da anni, caratterizzano il nostro sistema fiscale.

Volendo esaminare, quindi, le più importanti modifiche apportate dai decreti già pubblicati e da quelli in corso di pubblicazione, non si può fare a meno di formulare alcune considerazioni sulle questioni affrontate, alcune di segno positivo, altre di segno assolutamente negativo.
Appare sicuramente positivo la decisione di razionalizzare, talvolta anche semplificandoli, alcuni adempimenti tributari.
 

 
Decreti legislativi già pubblicati o in pubblicazione
 
Decreti legislativi già pubblicati
- D.leg/vo 21/11/2014 n.175 - Dichiarazione precompilata ed altre semplificazioni
- D.Leg/vo 17/12/2014 n.198 - Composizione e  funzionamento delle nuove Commissioni Censuarie
- D.Leg/vo  15/12/2014 n.188 -  Tassazione dei tabacchi e dei fiammiferi
- D.leg/vo 5/8/2015 n.127 - Fatturazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi
- D.Leg.vo 5/8/2015 n.128 -  Certezza del diritto e definizione dell'abuso del diritto.
- D.Leg.vo 14/9/2015 n.147 - Crescita e internazionalizzazione delle imprese

Decreti legislativi già approvati dal Consiglio dei Ministri
- Revisione sistema sanzionatorio fiscale penale e amministrativo;
- Revisione degli interpelli e del contenzioso tributario;
- Semplificazione e razionalizzazione della riscossione;
- Disposizioni in materia di erosione fiscale;
- Riorganizzazione delle agenzie fiscali.
 


L’auspicata “Tax compliance” compromessa dalla mancanza di chiarezza delle norme
 
Positiva pure l’intenzione di rendere le sanzioni amministrative fiscali  maggiormente proporzionate rispetto alla violazioni commesse (come quelle connesse ai versamenti eseguiti con ritardo di lieve entità e quelle riguardanti il “reverse charge”) e, in materia di sanzioni penali, quella di considerare reati i comportamenti più gravi, escludendo, invece, quelli di minore pericolosità sociale.
Importantissima, poi, la definizione e la più semplice individuazione dell’”abuso del diritto” e la soluzione, maggiormente equa rispetto al passato, sul “raddoppio dei termini per l’accertamento.

Interessanti pure alcuni interventi sul contenzioso, specialmente laddove si estende il campo di applicazione della mediazione fiscale (estesa a tutti i tributi, anche quelli locali), e quello della conciliazione giudiziale, esperibile anche in secondo grado, nonchè nella parte in cui si prevede l’estensione del “giudizio di ottemperanza” anche nei confronti dell’Agente della Riscossione..
Eppure, nonostante i numerosi aspetti positivi dei decreti delegati emanati e le disposizioni sulla semplificazione inserite nella legge di stabilità, non si può non constatare che, in effetti, l’obiettivo prefissato dalla legge delega 23 del 2014 non è stato totalmente raggiunto.

Intanto, nei decreti legislativi già pubblicati ed in quelli già approvati dal Governo ed in attesa di pubblicazione (complessivamente 11), il consueto pessimo modo di legiferare non cambia.
Si pensi, per esempio alle perplessità riguardanti l’applicazione del “favor rei” nel decreto riguardante la riforma delle sanzioni amministrative e penali.

Le nuove sanzioni penali, infatti, entreranno in vigore subito, ossia dopo 15 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta. Quelle amministrative, invece, si applicheranno solo a partire dal primo gennaio 2017. Una decorrenza, quest’ultima, che lascia perplessi, anche perché potrebbe suggerire comportamenti scorretti nell’anno che manca all’applicazione delle nuove disposizioni, confidando sul “favor rei”.

Si pensi, poi alla mancata armonizzazione del sistema sanzionatorio con il D.P.R. 322/98 (quello sulla presentazione delle dichiarazioni), lasciando ancora in piedi il già cennato problema delle aberranti conseguenze della mancata correzione dell’errore “a favore” entro il brevissimo termine di cui al comma 8 bis dell’art.2 del citato D.P.R. 322/98.

Ed ancora alla mancata soluzione, già annunciata, della cennata questione dell’IRAP per i piccoli professionisti, nonchè di quella riguardante  i contribuenti minimi, una questione, quest’ultima, sulla quale il Governo, all’inizio di quest’anno, ha dovuto fare una drastica marcia indietro, promettendo una veloce rivisitazione del nuovo regime, più accessibile a tutti rispetto a quello partorito con la legge di stabilità per il 2015. Una grossa delusione per moltissimi piccoli contribuenti i quali, additati spessissimo come evasori, sono solo dei piccolissimi imprenditori (commercianti di modeste dimensioni ed artigiani) che stentano, in un momento così difficile come quello attuale, a portare avanti la loro attività, principalmente a causa degli eccessivi e gravosi adempimenti fiscali e che, da troppo tempo,  attendono una normativa facile da applicare e che non comporti eccessivi costi finanziari.

Comunque, dopo avere conosciuto il lavoro fatto del Governo, con il beneplacito del Parlamento, anche prescindendo dalle osservazioni (positive e negative) già svolte in merito ad alcuni decreti delegati, una considerazione sorge spontanea:
Vista la quantità delle disposizioni emanate e la frammentarietà delle numerosissime novità introdotte, riguardanti l’intero panorama tributario italiano, il comune cittadino (ma anche gli addetti ai lavori), dopo la lettura dei decreti delegati, non può avere assolutamente l’immediata percezione delle novità apportate. Forse, al fine di rispettare le disposizioni contenute nello Statuto dei Diritti del Contribuente e, segnatamente, l’articolo 2 della legge 212/2000, sarebbe stato opportuno che tutte le norme interessate dalle modifiche fossero state riscritte completamente, magari attraverso la pubblicazione dei tanto attesi Testi Unici di più facile intelligibilità da parte dei cittadini e la realizzazione di una vera riforma tributaria con una visione più completa dei problemi fiscali del Paese, compresi quelli, arcinoti, della fiscalità locale.

Così, nella nostra bella Italia, continuano a regnare sovrane la precarietà e l’incertezza: incertezza del lavoro, precarietà del posto di lavoro, incertezza della pensione, incertezza del diritto, compreso (forse principalmente) quello tributario. E tutto questo a dispetto della tanto auspicata “tax compliance”.
 

 
Razionalizzazione con precompilata e nuove procedure per i rimborsi Iva
 
Tra le semplificazioni, ricordiamo, innanzi tutto, la dichiarazione dei redditi precompilata la quale, introdotta a partire dall’annualità 2014 a titolo sperimentale, potrebbe rappresentare un grosso vantaggio per una platea abbastanza larga di contribuenti, ma a condizione che i dati già conosciuti dal sistema centrale del fisco vengano efficacemente utilizzati. Se così non sarà, anche la dichiarazione precompilata sarà un bluf ed i contribuenti saranno costretti a ricorrere ancora all’aiuto del commercialista, anche possedendo pochi redditi, aumentando la loro sfiducia verso l’Amministrazione finanziaria.
Ricordiamo anche l’alleggerimento degli adempimenti necessari per l’ottenimento dei rimborsi IVA, specialmente nella parte che rende non più necessaria, in molti casi, la produzione della garanzia.

Salvatore Forastieri
Garante del Contribuente per la Sicilia

Articolo pubblicato il 07 ottobre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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