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Tassa auto: regionalizzazione dal 2016. Per i veicoli storici l'Ars può deciderne l'esenzione
di Adriano Agatino Zuccaro

Maria Cirone (Pd), prima firmataria del ddl in favore di collezionisti e artigiani, spera almeno in una quota ridotta. Anthony Barbagallo: occorre intanto una verifica sul numero di utenti e delle auto esistenti

Tags: Tassa Automobilistica, Veicolo Storico, Ars, Maria Cirone, Anthony Barbagallo



PALERMO - Per la definitiva regionalizzazione della tassa automobilistica in Sicilia occorrono gli ultimi passaggi burocratici, di conseguenza i proprietari dei veicoli e motoveicoli di particolare interesse storico e collezionistico “se si dovesse completare il 2015 senza che l’iter vada in porto, dovranno pagare la tassa annuale perché questo dice la norma nazionale vigente”. Lo dichiara la deputata Ars Maria Cirone (Pd) che ha firmato un disegno di legge per consentire ai collezionisti di pagare una quota ridotta della tassa automobilistica.

“Avremo certezze maggiori a fine ottobre perché è previsto un incontro con gli uffici dell’assessorato competente per avere un aggiornamento sul percorso di regionalizzazione della tassa. È in corso un’interlocuzione tra Governo regionale e ragioneria centrale dello Stato perché quest’ultima deve riconoscere la regionalizzazione, com’è negli intenti della nostra Assemblea”, spiega la deputata. “Si suppone che la regionalizzazione andrà a regime dal primo gennaio del 2016. Da gennaio, infatti, sapremo quanti sono gli introiti provenienti dalla tassa (si pensa da 70 a 100 milioni l’anno) – continua Maria Cirone -  e potremo caricare sulla stessa la percentuale da destinare alla facilitazione destinata ai collezionisti”.

Il disegno di legge, contenente norme in materia di autoveicoli e motoveicoli di particolare interesse storico e collezionistico del 21 gennaio scorso, rappresenta, dunque, la speranza cui sono legati i proprietari dei veicoli ultraventennali per pagare una quota ridotta della tassa automobilistica.

Un primo passo in tale direzione è avvenuto con l’approvazione della regionalizzazione della tassa da parte dell’Ars nella prima decade del mese d’agosto. “Durante il dibattito, l’Assemblea ha approvato un ordine del giorno che impegnava il governo a destinare l’1,5%, all’interno delle entrate provenienti dalla tassa, per questa particolare categoria di auto e moto registrate all’Asi e all’Fmi - spiega la deputata – anche se al momento non sappiamo quante risorse occorrono; quella percentuale permette una copertura generale e forfettaria”.

Se davvero la Regione riuscisse a riscuotere 100 milioni l’anno dalla tassa automobilistica (l’onorevole Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia all’Ars, prevede 30 milioni di introiti) e l’assessorato al Bilancio riuscisse a dedicare 1,5% di tale somma a delle facilitazioni per autoveicoli e motoveicoli di particolare interesse storico, i collezionisti potrebbero contare su 1,5 milioni di euro (450.000 euro se arrivassero solo 30 milioni).

Ma quanti sono i veicoli in Sicilia che avrebbero diritto a tali facilitazioni? “Dovremmo avviare un accertamento – dichiara Maria Cirone - perché sono convinta che, in seguito all’improvvida decisione assunta dal governo nazionale di far pagare anche le citate categorie, molti dei collezionisti abbiano venduto parte del loro patrimonio; l’aggravio per il mantenimento dello stesso diviene ‘pesante’”.

Secondo l’Aci, al 31 dicembre 2014 il parco autovetture in Sicilia con oltre vent’anni  ammontava a 628.238 unità su 3.146.197. L’Asi, dal 2008 al 2014, ha emesso 11.224 certificati, ma per gli anni precedenti i dati non sono disponibili e dunque diventa difficile stabilire quanti siano al momento i veicoli con le carte in regola per accedere alla facilitazione. La stessa quota da destinare ai collezionisti è incerta.

“Auspichiamo che la percentuale sia più alta possibile ma questo dipende dai fondi che riuscirà ad accantonare la Regione” dichiara il deputato Ars, Anthony Barbagallo (Pd). Un altro problema arcinoto in Sicilia è, infatti, l’evasione di tale tassa da parte di una fetta consistente della popolazione. “Se noi riusciremo ad imporre un prezzo giusto credo che i cittadini la pagheranno. Occorre fare una verifica, con la società di riscossione, sul numero di utenti e delle auto esistenti” conclude Barbagallo.

A livello nazionale, l’Asi non sta a guardare e il presidente, Roberto Loi, fa sapere che l’Automotoclub “ha già posto in essere le iniziative necessarie; circa l’esenzione del bollo per le auto ventennali sono in attesa di ricevere una risposta da parte del vice ministro, che me l’aveva promessa già per la fine di giugno. Se si muova qualcosa? Non lo so. Continuo a nutrire speranze che parlamentari a noi vicini presentino l’abrogazione e il conseguente ripristino della normativa della esenzione fiscale”.

Secondo il presidente, infatti, se non si dovesse muovere nulla “le ripercussioni saranno pesanti sull’indotto; i più colpiti sono i restauratori, i riparatori, i commercianti (di veicoli e pezzi di ricambio), gli operatori turistici, gli organizzatori di fiere e tutto ciò che ruota attorno a un veicolo storico”.

Articolo pubblicato il 08 ottobre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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