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Quotidiano di Sicilia

Social card, l'aiuto economico e sociale che combatte la crisi
di Serena Giovanna Grasso

Si tratta di un progetto ancora in via sperimentale che ha interessato 12 città, tra cui Catania e Palermo. Il capoluogo etneo ha esaurito i fondi accontentando 1/3 dei potenziali beneficiari

Tags: Social Card, Povertà



PALERMO – La povertà è quel cancro che affligge il 29% dei siciliani. Un cancro che si tenta di curare oggi con la Social card e si è curato ieri con scarsi risultati mediante l’utilizzo della carta acquisti. Infatti, proprio quest’ultimo strumento promuoveva interventi eccessivamente blandi, fornendo agli indigenti un’assistenza esclusivamente di tipo passivo, ovvero consistente in un accredito bimestrale dal valore di 80 euro (40 mensili) da utilizzare per l’acquisto di generi alimentari, prodotti farmaceutici e parafarmaceutici, per ottenere sconti del 5% presso negozi convenzionati, per pagare utenze domestiche ed accedere alla tariffa elettrica agevolata.

Si tratta dunque di un importo estremamente contenuto, volto esclusivamente ad aiutare in modo estremamente blando le famiglie ad espletare i pagamenti. Cosa ben diversa è la Social card, attualmente in sperimentazione in dodici città con più di 250 mila abitanti tra cui Catania e Palermo, che ben presto estenderà il proprio raggio d’azione all’intero territorio nazionale. Scopriamo insieme di cosa si tratta grazie all’ausilio del rapporto “Dopo la crisi costruire il welfare” della Caritas.

La nuova social card affiancherà ad una maggiormente cospicua assistenza passiva (compresa tra i 231 euro mensili per le famiglie con due componenti a 404 euro per i nuclei familiari con 5 o più componenti, contro i precedenti 40 euro mensili) un’assistenza di tipo attivo, che consta nella presa in carico del nucleo familiare da parte dei servizi comunali con un percorso di reinserimento lavorativo per gli adulti, aiuto scolastico per i minori e sostegno sanitario per l’intera famiglia.

Per ottenere la nuova Social card occorre che il nucleo familiare rispetti una serie di requisiti di natura economica: la presenza in famiglia di uno o più figli minori; un Isee non superiore alla soglia di 3.000 euro; un patrimonio mobiliare e un indicatore patrimoniale ai fini Isee non superiori a 8.000 euro; trattamenti di natura previdenziale e assistenziale non superiori a 600 euro mensili ed alcuni vincoli riguardanti il possesso di autoveicoli. Inoltre, i componenti del nucleo devono essere disoccupati e almeno uno di essi deve aver svolto attività lavorativa continuativa per un minimo di sei mesi nei tre anni precedenti alla richiesta della Card. Infine, la presenza di più di due figli minori o di figli minori disabili nel nucleo richiedente costituisce criterio di precedenza nell’accesso al beneficio, così come risultano preferiti per la concessione del beneficio i nuclei monoparentali con minori e quelli con disagio abitativo.

Già è possibile trarre le prime somme in merito all’efficacia dell’iniziativa, entrata in vigore solo nella primavera 2014, nonostante il Decreto legge che ne regolamenta l’uso risalga al 2012 (D.l. 5/2012).

Secondo i dati resi disponibili dall’Inps e dal ministero del Lavoro, Catania è l’unica città ad aver esaurito l’intero  budget disponibile, ammontante quasi a tre milioni di euro. Mentre minimo è lo scostamento tra il budget erogato e quello impegnato ma non erogato nella città di Palermo (oltre sei milioni di euro).

Proprio nel capoluogo etneo sono pervenute domande sei volte superiori al budget effettivamente disponibile ed è stato possibile soddisfare appena un terzo dei potenziali destinatari (risultano esclusi dal suddetto conteggio quanti hanno presentato la domanda pur non avendo i requisiti). Anche a Palermo è possibile osservare un eccesso di domande rispetto al budget, domande spesso presentate in assenza dei requisiti richiesti. Ma stavolta il numero dei potenziali destinatari è sostanzialmente uguale rispetto a quello dei beneficiari.

Se questi sono i dati relativi alle elargizioni economiche, purtroppo non sono ancora disponibili i dati inerenti all’erogazione dei servizi di “assistenza attiva”.

Dunque, al fine di lenire quanto più possibile gli effetti negativi determinati dalla critica congiuntura economica, è necessario estendere al più presto la nuova social card all’intero territorio nazionale.

Articolo pubblicato il 08 ottobre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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