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Quotidiano di Sicilia

Boom di imprese nel terzo trimestre 2015
di Redazione

Il saldo tra aziende nate e cessate tra luglio e settembre ammonta a +20.075 unità: lo rileva Unioncamere. Aumenta anche l’incidenza dell’imprenditoria rosa al Sud: nel terziario è pari al 35,6%

Tags: Impresa



ROMA - Anche al Sud l’imprenditoria femminile sta prendendo piede. Lo dicono i dati Censis, illustrati nel forum sul terziario e le donne, che si è svolto a Palermo.
Alcune province del Sud mostrano una presenza di imprenditoria femminile superiore alla media (ad esempio Avellino 38,3%, Frosinone 37,1%).

Rispetto alla crisi economica e al calo del numero delle imprese in Italia, le imprese femminili mostrano una maggiore capacità di resistenza rispetto alle imprese “maschili”, con perdite inferiori in termini sia in termini assoluti (-47mila imprenditrici tra 2009 e 2013) che relativi (-3,5%).

Ciò determina anche una crescita del livello di femminilizzazione della nostra imprenditoria: l’incidenza è infatti passata dal 29,8% del 2009 al 30,2% del 2014.

Nel settore dei servizi, l’incidenza delle imprese “femminili” è del 35,6% e le imprenditrici del terziario costituiscono il 69,2% del totale, contro il 58,6% degli uomini.

I comparti del terziario a maggiore incidenza di imprese femminile sono la sanità e assistenza sociale 58,7%, servizi personali 54,8%, l’immobiliare 44,6% e l’istruzione 43,6%.
Dal 2009 al 2014 i settori che hanno registrato maggior incidenza di imprese femminili sono finanza e assicurazioni con un +6,3%e i servizi di supporto alle imprese +5%.

Le imprenditrici straniere sul totale sono il 9,2% (11,6% gli uomini stranieri) e nel terziario il 10,1% (11,6% gli uomini). Le prime cinque nazionalità di origine delle imprenditrici straniere sul totale nel 2014 sono nell’ordine: Cina 20,2%, Romania 9,6%, Marocco 6,5%, Svizzera 6,1% e Germania 5,4%.

Ma le buone notizie non riguardano solo l’imprenditoria rosa. è stata diffusa ieri la rilevazione trimestrale realizzata da InfoCamere sulla base dei dati del registro delle imprese. 

Nel terzo trimestre, ha detto Movimprese, sono nate 20 mila nuove imprese. Non si vedeva un dato simile dal 2010, grazie soprattutto al crollo delle chiusure, mai così basse da 10 anni a questa parte e ai fallimenti ancora in declino.

Il saldo fra le imprese nate e cessate tra luglio e settembre ammonta infatti a +20.075 unità, frutto di 74.082 iscrizioni e 54.007 cessazioni. Rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, sono quasi 4 mila le imprese in più. Il sistema delle imprese italiane raggiunge così una dimensione pari a 6.060.085 unità. Il tasso di crescita del periodo (+0,33%) è il risultato del più basso volume di cessazioni rilevate nel terzo trimestre dell’anno dal 2006 e uno dei più contenuti volumi di iscrizioni del decennio, superato solo nel 2014.

“Numeri confortanti sullo stato di salute del tessuto produttivo vengono dalla lettura dei dati sulla dinamica delle imprese che evidenziano il saldo positivo migliore da 5 anni a questa parte - sottolinea il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello -. Significativa la crescita del settore turistico, che ha goduto anche dell’effetto Expo e dell’attesa per il Giubileo straordinario. In aumento anche le imprese commerciali e le attività produttive a maggior tasso d’innovazione e di supporto alle imprese. Questi elementi, insieme alla ulteriore riduzione dei fallimenti, danno conferma dell’energia vitale che ha ripreso a scorrere nel nostro sistema produttivo”.

Articolo pubblicato il 17 ottobre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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