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Lavori anti-dissesto, si comincia dal Nord
di Rosario Battiato

Via libera ai primi 33 cantieri per le città metropolitane. Palermo, Catania e Messina dovranno ancora aspettare. Priorità alle progettazioni definitive o esecutive per cantierabilità tempestiva, Sicilia alla finestra

Tags: Dissesto Idrogeologico



PALERMO – Anche in questi giorni il maltempo ha dispensato l’ormai periodica dose di danni e paura tra i siciliani. Nello stesso periodo è arrivato il via libera da Roma per avviare l’iter dei primi cantieri nazionali antiemergenza, nessuno in Sicilia, mentre nel collegato ambientale si prevede un fondo da 11 milioni di euro per contrastare l’abusivismo edilizio con gli abbattimenti.

Si è concluso l’iter amministrativo del decreto del presidente del Consiglio dei ministri con l’elenco dei cantieri, pronti ad essere aperti, per la prevenzione dalle alluvioni. Lo ha comunicato quattro giorni fa la struttura di Palazzo Chigi per il contrasto del dissesto idrogeologico, fornendo “gli elenchi puntuali delle opere da realizzare per rendere più sicure le principali città italiane dal rischio rappresentato dalle alluvioni, con una progettazione definitiva o esecutiva che le rende tempestivamente cantierabili”.
 
È proprio quest’ultima la chiave che ha permesso alle prime città di metropolitane di accedere alle risorse per i primi 33 cantieri antiemergenza, dei 132 complessivi che compongono il Piano città metropolitane. Per oliare la macchina di lotta al dissesto sono stati già rese disponibili 654 milioni di euro per interventi a Genova, Olbia, Milano, Firenze, Padova, Pescara, Bologna e Venezia. Questi ultimi, secondo il provvedimento del governo, saranno trasferiti nelle casse dei Presidenti di regione – Commissari di Governo per l’avvio delle procedure di gara e l’apertura dei cantieri dopo la firma degli accordi di programma quadro fra Stato e Regioni prevista entro la fine del mese.

Ci sono altri 99 interventi ancora da realizzare. In questo lotto c’è anche la Sicilia con sei interventi distribuiti tra Catania (realizzazione tratti di rete acque bianche nel territorio comunale per 2,3 milioni di euro, completamento del primo lotto della rete fognaria del centro abitato per 1,2 milioni di euro, completamento del collettore pluviale B per 48,8 milioni di euro, regimentazione delle acque piovane in via Trieste nella frazione di Ficarazzi per 399mila euro e progetto rete fognante comunale mista per 5 milioni di euro) e Messina (sistemazione idraulica del torrente Annunziata e ricostruzione dell’alveo dissestato per 2 milioni di euro e riqualificazione ambientale e risanamento igienico sanitario dell’alveo del torrente Cataratti-Bisconte per 30 milioni di euro).
C’è anche un’opera nel comune capoluogo di Regione, ma rientra ancora nel lotto dei cinque interventi sui quali deve ancora essere ultimata la progettazione. Si tratta degli interventi di manutenzione canali di maltempo e sistemazione degli argini canale per 5,5 milioni di euro. Anche questo progetto, spiegano dalla struttura di missione, potrà comunque “accedere allo specifico fondo creato appositamente per la progettazione”, perché ritenuto dalla Regione comunque “prioritario e urgente”.

Si muove anche qualcosa sul fronte degli abbattimenti abusivi, altro capitolo che contribuisce a far crescere il rischio idrogeologico. Il governo, così come ha comunicato Galletti lo scorso 15 ottobre in occasione di una intervista a SkyTg24 riportata dal sito del ministero dell’Ambiente, starebbe predisponendo un fondo da 11 milioni di euro da inserire nel prossimo collegato ambientale a disposizione dei comuni che decideranno di intervenire sull’abusivismo edilizio. Occasione ghiottissima anche per i comuni siciliani.
 
Del resto gli ultimi dati del dipartimento urbanistica riportano che ancora nel 2013 a fronte di oltre 2 mila abusi registrati e 905 ordinanze di demolizione e rimessa in ripristino, c’erano appena 107 accertamenti di ottemperanza sulle ordinanze di demolizione.

Articolo pubblicato il 23 ottobre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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