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Quotidiano di Sicilia

Credito d’imposta utilizzabile esclusivamente in compensazione
di Giovanna Naccari

Ottenibile fino al 2013, termine della permanenza della Sicilia nel quadro degli aiuti Ue zone disagiate. Va indicato nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno di maturazione

Tags: Imprese, Michele Cimino, Riccardo Savona



PALERMO - Fisco più leggero per gli imprenditori che puntano alla crescita aziendale. È l’azione messa in campo dalla Regione siciliana con la legge sul credito d’imposta votata la scorsa settimana dall’Ars. Beneficiari dell’aiuto fiscale sono le aziende medie, piccole e micro, comprese quelle che operano nell’artigianato, nelle attività estrattive, manifatturiere, del turismo e dei servizi. Per i nuovi investimenti nel settore turismo è previsto un importo agevolabile non inferiore ai 100 mila euro e non superiore ai quattro milioni di euro. Per le microimprese, anche artigiane, si va da 50 mila euro a 500 mila euro; per le piccole imprese da 100 mila euro a un milione, per le medie e grandi imprese da 500 mila a quattro milioni di euro.
In particolare, il credito di imposta prevede per le pmi del settore della trasformazione dei prodotti agricoli ubicate in zone svantaggiate, l’85 per cento dei massimali di intensità di aiuto, negli altri casi l’80 per cento. L’agevolazione è concessa anche alle pmi che derivano da concentrazione di imprese esistenti. 

Per la finalità della legge saranno utilizzate risorse del bilancio regionale, fondi Fas e della programmazione comunitaria 2007-2013. Il credito di imposta, ottenibile fino al 2013, (periodo legato alla permanenza della Sicilia nel quadro degli aiuti finanziari europei per le zone disagiate), va indicato nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno di maturazione ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 241del 9 luglio 1997, successive modifiche ed integrazioni, a decorrere dalla data di sostenimento dei costi. è spalmabile sugli oneri di natura contributiva, previdenziale, sociale e su quanto previsto dall’art 17 del dlgs 241/97.

Per accedere al beneficio occorre presentare una domanda all’Agenzia delle Entrate che fornirà una risposta sull’ammissibilità entro trenta giorni, grazie ad un accordo con la Regione. Le istanze vanno inoltrate prima dell’avvio dell’esecuzione dei progetti, che deve avvenire entro sei mesi dall’approvazione delle richieste. Il testo della legge sul credito di imposta era stato approvato dalla commissione Bilancio dell’Ars un anno fa, ma solo a settembre ha avuto l’assenso della Commissione europea, decisione che per l’assessore all’Agricoltura, Michele Cimino: “premia la Sicilia e il governo della Regione”.

Per il presidente della commissione Bilancio, Riccardo Savona occorrerà comunque “intervenire sul testo, attraverso un’appendice legislativa, che ampli il raggio d’azione dei regime di aiuti, tale che aumentino gli interventi di settore”.
Sull’utilizzo dei fondi Fas, in aula ha chiesto chiarimenti Antonello Cracolici, presidente del gruppo Pd all’Ars, perché sarebbero disponibili “se il ministro Tremonti permetterà, a partire dalla metà del 2011”. L’assessore al Bilancio Roberto Di Mauro assicura: “Siamo pronti a rimodulare il Par Fas per reperire ulteriori risorse, rispetto ai 600 milioni attualmente previsti sul Fas, se dovesse rivelarsi necessario”.
 

 
Nino D’Asero: “Incoraggiamo il sistema impresa Sicilia”
 
“Una norma di svolta per la Regione siciliana che interviene in aiuto delle imprese in misura diretta con benefici fino a quattro milioni di euro e non attraverso bandi che allungano i tempi o creano una cultura speculativa”. è il commento del vice presidente della commissione Bilancio dell’Ars, Nino D’Asero, relatore del testo di legge sul credito di imposta. “La novità - afferma D’Asero - consiste nell’accordo tra la Regione e l’Agenzia delle Entrate che determina un rapporto diretto tra l’imprenditore e l’Agenzia, nonché una risposta rapida all’ammissibilità della domanda. Incoraggiamo la crescita del sistema impresa Sicilia nel consolidamento del sistema produttivo e nelle nuove iniziative con la conseguente ricaduta occupazionale, anche in funzione dell’area di libero scambio”. La Sicilia però non ha ancora i fondi Fas.   
“Pur avendo previsto le somme per il 2009, l’aiuto partirà dal 2010. In ogni caso, abbiamo approvato un emendamento per l’utilizzo dei fondi Fas e del Po Fesr 2007-2013 e per individuare tutte le opportunità con le autorità di gestione”.

Articolo pubblicato il 10 novembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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