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Formazione professionale, qualcosa inizia a muoversi
di Michele Giuliano

Verso lo sblocco degli accreditamenti degli enti: a breve prevista la pubblicazione dei decreti. Dovrebbe ripartire l’iter per la nuova annualità ma i tempi sono ancora lunghi

Tags: Lavoro, Formazione



PALERMO - I tempi per la ripartenza dei corsi non appaiono per nulla maturi nel breve periodo ma comunque qualcosa comincia a muoversi. Nella derelitta formazione professionale siciliana si comincia a vedere anche un pizzico di futuro rispetto al presente e recente passato fatto di incertezze.
 
Dall’ultimo vertice che si è tenuto all’assessorato regionale, avuto tra dirigenti e commissione Bilancio, è emerso che l’ostacolo principale di oggi per la ripartenza della nuova annualità dei corsi pare si stia superando. A darne notizia è lo stesso presidente della commissione, Vincenzo Vinciullo, che ha anche dato delle precise date: il 30 ottobre sarà pubblicato dalla Regione il decreto sulle nuove norme per l’accreditamento degli enti di formazione, il successivo 6 novembre gli Avvisi 1 e 2 (quelli sui corsi per l’appunto) saranno pubblicati in Gazzetta ufficiale.

Così facendo si aprirebbe l’iter amministrativo che porterà alla presentazione dei progetti da parte degli enti e all’approvazione consequenziale da parte della Regione. Secondo gli addetti ai lavori ci vorranno comunque dei mesi per l’adempimento di tutto l’iter e per vedere ripartire i corsi tra tempi tecnici e normativi da rispettare: nella migliore delle ipotesi c’è chi parla di avvio dell’annualità per la prossima primavera. E nel frattempo? Tutto si fermerà.

In questi giorni si completeranno gli ultimi corsi, con lo svolgimento dei relativi esami. Dal giorno dopo l’ente sarà costretto a chiudere e il personale verrà sospeso in attesa della ripartenza per l’appunto della nuova annualità. In ballo quindi all’incirca tra i 6 ed i 7 mila lavoratori distribuiti tra le centinaia di enti in tutta l’Isola. Lo sblocco comunque del sistema di accreditamento è stato possibile grazie al via libera della Corte dei conti che ha messo il suo “visto” sulle nuove norme dettate dalla Regione.

In questo modo, seppur tra qualche mese, si potranno dare avvio alle attività legate all’Avviso 1 da 167 milioni di euro, che è quello che avrebbe dovuto far ripartire i corsi “tradizionali” di formazione, all’Avviso 2 da 45 milioni, che invece riguarda le lezioni indirizzate ai ragazzi delle scuole ed è finalizzato al contrasto alla dispersione scolastica, e infine all’Avviso 6 da 35 milioni, destinato a quei lavoratori che erano dipendenti degli oramai soppressi “sportelli multifunzionali”.

Il sistema degli accreditamenti è stato azzerato dalla Regione oramai da un bel po’ di mesi in attesa di fare chiarezza e passare nuovamente ai raggi X tutto il settore per verificare chi merita e chi no di godere dei finanziamenti dell’Unione Europea.
Intanto si parla di un tavolo tecnico interassessoriale che elaborerà in tempi rapidi la stesura di un articolato piano industriale di riordino dell’intero settore della formazione in Sicilia, che verrà proposto al tavolo di crisi, la cui richiesta di apertura è stata già avviata presso il competente ministero del Lavoro.
 

 
Il vecchio sistema di accreditamento stoppato dal Tar
 
è stato necessario rimettere mano al sistema degli accreditamenti in seguito a quanto enunciato dal Tar Palermo che annullò il decreto dell’assessorato regionale della Formazione professionale del 27 luglio 2013, con il quale venivano dettate le nuove disposizioni per l’accreditamento degli organismi operanti sul territorio della Regione Sicilia. Due i motivi dello stop: il primo era legato al fatto che la Regione prevedeva la revoca dell’accreditamento in caso di liti pendenti e contenziosi tra gli enti e l’amministrazione, ponendosi in contrasto con “l’esercizio del fondamentale diritto di difesa sancito dall’articolo 24 della Costituzione”.
Altra motivazione è quella relativa alle regole per ottenere la certificazione. Per il Tar tali disposizioni “hanno la caratteristica della novità, introducendo condizioni, caratterizzate altresì dalla generalità ed astrattezza, ulteriori rispetto a quelle fino a quel momento esistenti l’accreditamento di enti di formazione e per il mantenimento dello medesimo status”; in altri termini quelle di cui si discute si atteggiano quali vere e proprie norme di carattere secondario rispetto la disciplina primaria.

Articolo pubblicato il 27 ottobre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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