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A Napoli operazione contro falsi invalidi
di Redazione

Percepivano la pensione ma poi spolveravano vetrine e gestivano bar

Tags: Napoli, Inps



NAPOLI - Erano tranquillamente al lavoro, senza nessuna difficoltà svolgevano mansioni di cassieri e commessi ma per lo Stato erano invalidi e per questo percepivano la pensione. Riuscivano anche a vendere profumi, gestire bar, lavorare come cassieri e spolverare vetrine.

A Napoli i carabinieri hanno portato a termine l’ennesima operazione contro i falsi invalidi che ha portato in carcere una trentina di indagati. Sequestrati anche beni mobili e immobili per un importo pari a due milioni e 420mila euro, somma corrispondente alle pensioni di invalidità ricevute indebitamente.

In 17 sono finiti agli arresti domiciliari, mentre per altri 14 è stato disposto l’obbligo quotidiano di presentazione alla polizia giudiziaria. Le attività investigative sono state avviate nel marzo 2014 dai militari della Stazione di Napoli-San Giuseppe e si inseriscono in una più ampia indagine coordinata dalla Sezione reati contro la pubblica amministrazione della Procura partenopea. Una lunga attività che, a partire dal settembre 2009 fino ad oggi, ha portato a circa 450 misure cautelari e al sequestro di beni per un valore di oltre 19 milioni di euro.

I destinatari dei provvedimenti cautelari sono ritenuti responsabili a vario titolo di concorso in truffa ai danni di ente pubblico, contraffazione di certificazioni mediche, falsità ideologica da parte di pubblico ufficiale in atto pubblico. A incastrare alcuni degli indagati teoricamente con patologie invalidanti, sono state le telecamere nascoste dagli inquirenti che li hanno immortalati al lavoro in diversi esercizi commerciali.

In una nota il procuratore aggiunto di Napoli Alfonso D’Avino ha evidenziato che i destinatari della misura cautelare avevano “in concorso o autonomamente ciascuno con persone da identificare, falsificato verbali di accertamento di invalidità dell’Asl A1 Centro, anche mediante l’utilizzo di falsi timbri e sigilli dello Stato, determinando l’indebita erogazione da parte dell’Inps di pensioni di invalidità con diritto all’accommpagnamento e dei relativi arretrati, per un ammontare complessivo di circa 2 milioni di euro”.

Articolo pubblicato il 04 novembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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