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Quotidiano di Sicilia

Varata la Giunta quater dopo la rinuncia di Fiumefreddo
di Raffaella Pessina

Il presidente: “Squadra completa in accordo con le segreterie nazionale e regionale Pd”. La Funzione pubblica assunta ad interim da Crocetta

Tags: Ars, Antonio Fiumefreddo, Rosario Crocetta



PALERMO - Dopo estenuanti trattative la giunta Crocetta, la quarta, è stata finalmente varata e, con sollecitudine, il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta, ha convocato per ieri sera alle 18:00 la Giunta regionale, alla quale hanno partecipato gli assessori nominati che hanno già adempiuto alla compilazione delle dichiarazioni previste dalla legge. Un solo punto all’ordine del giorno: la dichiarazione di stato di calamità naturale per la crisi idrica di Messina  e la richiesta al governo nazionale del riconoscimento dello stato di emergenza. “Mantengo gli impegni assunti con la città di Messina - ha affermato Crocetta - e con la nuova giunta cominciamo concretamente a lavorare. Entro domani (oggi per chi legge) spero di incontrare tutti gli assessori, per tracciare con loro le prime linee di governo che dobbiamo portare avanti in coerenza con il programma concordato con gli elettori siciliani”.
 
Ripercorriamo gli ultimi passi fatti dal Governatore per varare il suo quarto esecutivo, che appena nato è stato bocciato dal Pd che aveva definito un “errore” la lista dei nomi degli assessori scelti. Le poltrone evidentemente non corrispondevano agli accordi dei giorni passati tant’è vero che era rimasta fuori l’area del Pd che fa capo a Giuseppe Lupo. Ma anche altri erano rimasti delusi al punto di proporre l’uscita dalla maggioranza con la conseguenza di rendere ingovernabile la Sicilia. Altri incontri, nella serata di mercoledi, che si sono tenuti a porte chiuse, hanno permesso al presidente di varare una giunta riveduta e corretta.
 
A tarda sera di mercoledi, in una nota il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta ha detto che “Preso atto della indisponibilità dell’avvocato Antonio Fiumefreddo, che ringrazio per l’impegno civile e il contributo amministrativo che svolge all’interno della Regione; valutata la necessità di assicurare immediatamente un governo alla Sicilia, comunico di aver provveduto a far repertoriare i provvedimenti di nomina degli undici assessori designati, mantenendo ad interim la delega della funzione pubblica”. 

“Completerò la squadra di governo, - ha detto il presidente - in accordo con la segreteria nazionale e regionale del Pd, per risolvere alcuni problemi politici rimasti in campo. Ringrazio i partiti e il segretario Raciti per il grande lavoro svolto - conclude Crocetta - per assicurare alla Sicilia un governo politico”.

Dalla prima lista quindi sono usciti oltre a Fiumefreddo anche Cleo Li Calzi che erano gli uomini del presidente ed ha fatto il suo ingresso Anthony Barbagallo (Area Lupo) e così la situazione all’interno del Pd è stata completamente sanata, con sei assessori che rappresentano tutte le aree: Antonello Cracolici all’Agricoltura, Anthony Barbagallo al Turismo, Baldo Gucciardi che resta alla Salute, Alessandro Baccei all’economia  tecnico in quota Faraone, Vania Contraffato all’Energia e Bruno Marziano alla formazione
professionale. A Crocetta resta solo Mariella Lo Bello, alle Attività produttive e vice presidente. 
 
Ai centristi vanno Gianluca Miccichè alla famiglia, Giovanni Pistorio alle Infrastrutture e Carlo Vermiglio ai Beni culturali. Maurizio Croce (espressione di Sicilia Futura) alle infrastrutture.  Resta l’interim al presidente per le Autonomie locali, segno che vi saranno altre trattative prima della assegnazione.

L’ultima poltrona dovrebbe comunque essere assegnata alla formazione Ala, e a questo proposito si registra una dichiarazione al vetriolo di Saverio Romano, coordinatore gruppi parlamentari Ala e leader dei verdiniani in Sicilia, escludendo ancora una volta ogni forma di sostengo al Crocetta quater. “Ala e Crocetta - peggiore presidente della Regione di sempre - sono incompatibili - ha scritto Romano -  Sui fatti faccio notare che l’unica casella rimasta vuota è quella del retrobottega della maggioranza che sostiene Crocetta, che a sua volta ha tanti piccoli suk. Sarà da lì che arriverà il nuovo assessore e la storia sarà sempre quella vecchia, triste e indecente per una Sicilia che affonda, nel disinteresse di Crocetta e di chi lo sostiene”.

Articolo pubblicato il 06 novembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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