Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia  su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Qualità e tracciabilità del pesce siciliano
di Redazione

Il comparto della pesca come patrimonio da tutelare: il progetto dell’Unci

Tags: Pesca, Unci, Riccardo Rigillo, Sicilia



Il comparto della pesca come patrimonio da tutelare: è questo uno degli obiettivi del progetto promosso dall’UNCI (Unione Nazionale delle Cooperative Italiane) che intende portare avanti un serio programma di rilancio del consumo del pesce italiano all’insegna della qualità e della tracciabilità del prodotto.

Si tratta di un progetto a valere sui Fondi FEP 2007-2013, ai sensi dell’art. 37 REG. (CE) N. 1198/2006 Modalità Attuativa Misura 3.1 Azioni Collettive, presentato al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali - Dipartimento della Pesca Marittima e dell’Acquacoltura (MIPAF), il cui Direttore è il dott. Riccardo Rigillo.
Protagonista indiscussa dell’iniziativa è la Sicilia che, insieme con Basilicata, Calabria, Campania e Puglia, rientra tra le regioni convergenti nel Bando Fep.

Sarà proprio nella nostra Isola a fare da teatro alla realizzazione concreta del progetto che prevede la messa a punto di tecnologie e l’erogazione di servizi ad alto contenuto tecnologico rivolte agli operatori della pesca.

Allo scopo di garantire la qualità del pesce che finisce sulle nostre tavole, l’esame molecolare è di certo l’approccio più sicuro e completo che permette di risalire alla specie di appartenenza e di controllare e tracciare le importazioni di pescato, consentendo di individuare eventuali frodi perpetrate ai danni del consumatore e, nello stesso tempo, di certificare l’autenticità dei prodotti di origine controllata.

La fase 1 del progetto sarà incentrata sul campionamento, trasporto in laboratorio e adeguata conservazione di esemplari appartenenti ad alcune fra le più importanti specie ittiche pescate nei mari siciliani. Per ogni specie si intenderà prelevare un adeguato numero di esemplari per ognuna delle fasi del ciclo di sviluppo gonadico preventivamente prefissate.
 
La seconda fase sarà incentrata sullo sviluppo del metodo analitico e l’esecuzione delle analisi chimiche eseguite sui campioni che devono pervenire in laboratorio in buono stato di conservazione.

La fase 3 è quella dall’analisi.
L’analisi chimica dei campioni ottenuti sarà incentrata sulla qualificazione e la quantificazione degli acidi grassi, microelementi e ammine biogeniche.

Nella fase 4 si procederà all’elaborazione del dato analitico e alla valutazione dei parametri nutrizionali, effettuata mediante la valutazione dei dati ottenuti, la loro elaborazione statistica e il calcolo dei parametri relativi agli indici di inquinamento dei metalli (MPI) e di assunzione alimentare giornaliera (DI).

Nel dettaglio tali elaborazioni e valutazioni saranno effettuate avvalendosi di software statistici e chemiometrici, e i dati raccolti saranno paragonati con quelli riportati in letteratura di tipo nazionale ed internazionale.
I risultati, che popoleranno la banca dati della piattaforma informatica saranno raccolti in forma di “best-practices”, anche al fine dello studio di fattibilità per la collaborazione con paesi terzi.

Le attività del presente WP saranno affidate al Corissia (Palermo), Consorzio di Ricerca per lo Sviluppo di Sistemi Innovativi Agroambientali, con esperienza pluriennale specifica nel campo delle analisi di interesse, alla Società Mare e Ambiente s r.l e all’Associazione Amici della Terra – club di Agrigento che forniranno il servizio relativo alle attività di campionamento e pretrattamento dei campioni.

L’ultima fase consiste nella promozione di metodi o attrezzature di pesca selettivi al fine di ridurre le catture accessorie. L’importanza della promozione di nuovi processi di cattura selettivi assicura una maggiore penetrazione nei mercati internazionali “maturi”, nei quali la differenza tra un prodotto ed un altro è dovuta non solo alle qualità organolettiche del prodotto ma anche nella modalità con cui la risorsa è catturata.

Pertanto, il consumatore diviene capace di contribuire a razionalizzare lo sfruttamento delle risorse naturali, commisurandolo alla capacità di rinnovo delle risorse stesse.

Le imprese della pesca verranno supportate con consulenze specifiche, volte:
.ad acquisire una maggiore conoscenza delle caratteristiche tecniche degli attrezzi di pesca;
-a comprendere e meglio selezionare le corrette dimensioni delle maglie della rete e/o ami;
-a conoscere le normative inerenti la cattura di specie target e/o risorse accessorie;
-a divulgare valutazioni scientifiche sulla sostenibilità dei processi di cattura;
-a sviluppare scenari bio-economici, ecc. nelle aree di pesca di interesse delle imprese.
Tale attività verrà svolta grazie al coinvolgimento di biologi, ecologi marini, veterinari, ecc. specializzati nelle diverse specie e varietà ittiche, ecosistemi ed aree geografiche marine, metodi e strumenti di cattura, nonché nelle Norme e Regolamenti di settore.

Articolo pubblicato il 18 novembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus