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La crisi colpisce pure il lusso. In Sicilia calano le gioiellerie
di Marina Barrera

Nel Sud l’Isola è seconda soltanto alla Campania, Enna l’unico capoluogo con variazione positiva. Nel 2008 hanno chiuso i battenti 100 punti vendita, peggiore dato ad Agrigento

Tags: Crisi, Gioielleria, Sicilia



PALERMO - La crisi colpisce anche i settori del lusso. Dal quarto trimestre 2007 al quarto del 2008 le imprese italiane attive nel settore dei gioielli e degli articoli di oreficeria sono diminuite del 2,9%, solo in Sicilia addirittura del 3,5%. è quanto emerso da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati del Registro Imprese al quarto trimestre 2008 e 2007 e Istat al terzo trimestre 2008.

In particolare, sono 36.603 le imprese attive in Italia nel settore orafo tra fabbricazione, agenti intermediari, vendita al dettaglio e all’ingrosso al quarto trimestre 2008. Erano 37.682 nel 2007 e hanno registrato un calo del 2,9% nel 2008. Nel caso della Sicilia erano 2.871 le imprese nel 2007 e 2.770 nel 2008, con un calo del 3,5%.
Regione leader nel settore dei gioielli e dell’oreficeria è la Lombardia con 4.466 imprese (12,2% del totale italiano di settore), seguita dalla Toscana (4.086 imprese, 11,2%).

Al Sud è la Campania a registrare il maggior numero di imprese nel settore (4.019 imprese, pari all’11% del totale italiano) seguita proprio dalla Sicilia con 2.770 imprese, pari al 7,6%.
Fra le province, prima e' Roma (2.873 imprese, 7,8% del totale italiano) seguita da Napoli (2.515 imprese, 6,9%) e Milano (2.268 imprese, 6,2%).
Spostandoci in Sicilia, invece, le province che si distinguono nel settore dei gioielli e dell’oreficeria sono Palermo e Catania con l’1,9% sul totale italiano, con un calo rispettivamente del 3,3% e del 4% nel 2008 rispetto allo stesso periodo del 2007. La maglia nera in Sicilia tocca ad Agrigento che ha avuto il maggiore calo, pari a 9,1%, rispetto a tutte le altre province siciliane, seguita da Caltanissetta con un calo del 5,2%.

L’unica provincia siciliana, secondo i dati riportati dalla Camera di commercio di Milano, ad avere invece registrato una variazione positiva nel 2008 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e quindi non toccata dalla crisi del settore è Enna (+3,8%). Fanno inoltre eccezione in Italia rispetto al trend generale Avellino (+1,5%), Caserta (+5,2%), Crotone (+0,9%), Reggio Calabria (1,7%), Roma (11,7%) e Salerno (1,2%), mentre non hanno registrato nessuna variazione rispetto all’anno precedente Novara e Vercelli.
Rallenta, però, nel 2008 anche il commercio estero in questo settore, che ha visto diminuire le esportazioni dei prodotti orafi italiani del 7,6% e le importazioni del 5,9%. Per quanto riguarda la Sicilia si tratta di cifre importanti soprattutto per le importazioni, diminuite del 22,6%, mentre le esportazioni del 9,6%.

C’è da dire inoltre che i gioielli e gli articoli di oreficeria italiani sono molto apprezzati all’estero: nei primi nove mesi del 2008 l’Italia ha esportato quasi 3,1 miliardi, anche se il dato è in diminuzione del 7,6% rispetto al 2007. L’interscambio complessivo di gioielli e articoli di oreficeria con il mondo è di 4 miliardi, anche questo in diminuzione rispetto allo scorso anno del 7,2%, nel dettaglio in Sicilia del 15,7%. Lazio, Molise, Umbria e Abruzzo sono le uniche regioni con variazioni positive dell’export dal 2007.

Articolo pubblicato il 20 marzo 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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