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Amministrazioni pubbliche senza certificazioni ambientali
Progettazione assente in Province e Comuni, nel resto d’Italia si crede nell’investimento verde. In Sicilia Iso 14001 ed Emas per le imprese, mentre gli enti pubblici latitano

Tags: Iso 14001, Emas, Certificazione, Pa



PALERMO – Coniugare sostenibilità ambientale col mondo produttivo e le amministrazioni pubbliche siciliane diventa sempre più difficoltoso. Nonostante gli stimoli europei e quelli della normativa nazionale nell’isola si fatica a raggiungere uno standard elevato di qualità ambientale, come testimonia la poca appetibilità della certificazione Iso 14001, che pur non essendo obbligatoria garantisce il livello delle misure ambientali di enti e aziende, e della registrazione Emas, uno strumento che permette di pubblicizzare le performance ambientali di un’organizzazione e contemporaneamente di migliorare il sistema di sostenibilità ambientale.

In Sicilia invece la bassa media delle aziende che hanno certificazione Iso 14001 e l’altrettanto stentata registrazione Emas, appena 35 organizzazioni tra enti e aziende, attesta uno stato pessimo che combacia perfettamente con la situazione in cui versano le politiche ambientali ed energetiche dei nostri comuni, che nel mondo delle energie rinnovabili continuano a fare a meno degli Energy manager, figura essenziale per la rivoluzione energetica, e degli obiettivi ambientali dei regolamenti edilizi, approvato solo nel comune di Palermo.

La certificazione Iso 14001 rientra in uno degli standard che fissa i requisiti di un sistema di gestione ambientale per le imprese private o per gli enti pubblici. Secondo gli ultimi dati pubblicati da Accredia, al 30 giugno del 2009, sono stati rilasciati in Italia 13.447 certificazioni, principalmente ad aziende e per il resto, circa 519, ad enti pubblici. In Sicilia sono 848 le organizzazioni certificate, pari al 6% del dato nazionale. Se il dato che riguarda le imprese private non appare del tutto allarmante, risulta invece preoccupante quello degli enti locali. Infatti secondo le certificazioni registrate dalla Sincert, sistema nazionale per l’accreditamento degli organismi di certificazione e ispezione, su un totale di 396 realtà comunali registrate non ne esiste neanche una nell’isola. Il medesimo dato emerge dalla ricerca delle province, dove a fronte di 77 certificazioni nazionali, l’isola vagheggia nel vuoto assoluto.

Ancora una volta le amministrazioni comunali isolane restano platealmente indietro alle altre realtà regionali. Esattamente il medesimo discorso già affrontato in passate inchieste del Quotidiano di Sicilia che riguardavano i regolamenti edilizi e la presenza degli Energy manager negli organici comunali. “Purtroppo – ha spiegato Salvo Rametta, già Energy manager presso la provincia di Siracusa - ci sono due problemi: uno politico e uno tecnico. Sul piano politico c’è scarsa attenzione su questi temi, manca la cultura del risparmio energetico. Sul piano tecnico spesso mancano le professionalità adeguate all’interno delle piante organiche comunali”. Qualche eccezione in positivo si trova presso l’Ente Parco dei Nebrodi, unica realtà certificata tra i parchi isolani. Riguardo le Aziende Ospedaliere buoni risultati giungono dal Vittorio Emanuele, Ferrarotto, S. Bambino di Catania, che hanno diversi reparti certificati, dal Cervello di Palermo, dal Vittorio Emanuele di Gela, dall’O.C.R. di Sciacca, dal S. Elia di Caltanissetta. 

Non migliora il dato sul fronte dell’Emas, importante strumento che serve per una sorta di trasparenza ambientale e parallelamente come stimolo al miglioramento del proprio sistema di gestione verde. La Sicilia si colloca al nono posto nazionale con 35 organizzazioni registrate, ben lontana dai livelli di Emilia Romagna, 183 registrazioni, Toscana, 133 registrazioni, e Lombardia, 116 registrazioni. Tra le registrate, secondo i dati in possesso dell’APAT che redige le statistiche nazionale, troviamo la centrale Edipower di San Filippo del Mela, alla quale però la scadenza del certificato, datata 28 giugno del 2009, non risulta ancora rinnovata. I siti registrati invece sono appena 10, tra cui la Centrale termica di Milazzo. Questi risultati trovano poi la testimonianza lampante nella realtà quotidiana delle nostre città, le quali, secondo l’ultimo rapporto Ecosistema Urbano realizzato da Legambiente, si trovano tra gli ultimi posti della classifica nazionale: Catania in fondo alla classifica e solo poco più su Agrigento e Caltanissetta. (1. Continua)

Articolo pubblicato il 12 novembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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