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Telefonia, trappola in arrivo, costi aggiuntivi per gli utenti
di Michele Giuliano

Sono previsti nel “Ddl concorrenza” che prevede oneri supplementari in caso di cambio di operatore. L’Agcom non ci sta, Cardani: “No ad altre spese a carico dei consumatori”

Tags: Telefonia, Agcom



PALERMO - Le nuove misure sulla telefonia, contenute nel Ddl Concorrenza, non devono comportare un aumento ingiustificato dei costi a carico dell’utente finale. Lo chiede il presidente dell’Agcom Angelo Cardani in audizione al Senato riferendosi in particolare all’articolo che dovrebbe eliminare i vincoli per il cambio di fornitore, ma in realtà prevede la possibilità di inserire costi aggiuntivi nella voce “onere”, che vanno al di là delle spese sopportate dall’operatore.

Il presidente dell’Agcom è entrato nel merito del disegno di legge sulla concorrenza che, dopo essere stato modificato alla Camera, è in attesa di essere votato al Senato. Cardani ha parlato subito dell’articolo 18 che prevede l’eliminazione dei vincoli per il cambio di fornitore di servizi di telefonia, di reti televisive e di comunicazioni elettroniche per favorire la massima mobilità del consumatore, eliminando a monte gli ostacoli contrattuali che potrebbero disincentivare la migrazione verso offerte più convenienti.

Come già precisato dall’Agcom nell’audizione alla Camera, “il costo del recesso e del cambio operatore dovrebbe essere allineato ai costi sostanziali sopportati dall’operatore disdettato, garantendo l’equità dell’onere economico gravante sull’utente. Ciò allo scopo di impedire un eccesso di discrezionalità dell’operatore nel determinare il costo di recesso dal contratto o di cambio fornitore”.

Invece l’attuale formulazione dell’articolo 18 comprende nei costi di recesso/disattivazione non solo le spese sopportate dall’operatore per attuare la dismissione o la migrazione dell’utenza, ma “ogni altro onere comunque denominato”.

Il presidente dell’Agcom ribadisce quindi la necessità di garantire che le nuove misure non comportino un aumento ingiustificato dei costi gravanti sull’utente finale. Si suggerisce, quindi, di limitare la norma alla sola voce “spese”, per eliminare ogni ambiguità interpretativa, specificando che la commisurazione dei costi è rapportata ai costi reali sopportati dall’azienda per dismettere la linea telefonica o trasferire il servizio.

Cardani ha poi espresso apprezzamento per l’accoglimento delle misure atte a favorire la massima trasparenza delle condizioni contrattuali, a beneficio del consumatore, fra cui l’anticipazione degli obblighi informativi sulle modalità di recesso e i relativi costi sin dalla fase della pubblicizzazione dell’offerta e, successivamente, durante la fase della sottoscrizione contrattuale. Cosa che renderà maggiormente perseguibile l’eventuale inosservanza di questi obblighi da parte degli operatori. Si condivide anche l’introduzione dell’obbligo per gli operatori di comunicare all’Autorità i costi di disdetta e recesso, esplicitando analiticamente la composizione di ciascuna voce e la rispettiva giustificazione economica, al fine di consentire una efficace azione preventiva di vigilanza e controllo da parte dell’Autorità, circa la commisurazione del costo di recesso/disattivazione rispetto al valore del contratto.

Articolo pubblicato il 04 dicembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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